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14 Ottobre 2026 20:06

Arrestato Riccardo Bossi, il figlio di Umberto condannato a 5 anni e 9 mesi di carcere

Il provvedimento, firmato da Carlo Nocerino procuratore capo di Busto Arsizio , è stato eseguito dai carabinieri che hanno raggiunto Bossi nella sua casa e lo hanno portato nel carcere di Busto Arsizio. Risponde di truffa e frode col Reddito di cittadinanza

Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato arrestato ieri a Busto Arsizio (Varese) in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per complessivi 5 anni e 9 mesi. Il provvedimento, firmato dal procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino, è stato eseguito dai carabinieri che hanno raggiunto Bossi nella sua casa e lo hanno portato nel carcere di Busto Arsizio. Le condanne riguardano fatti del 2011 e 2020 per i reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza.

Il figlio primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, era stato condannato a 2 anni e 6mesi in primo grado con rito abbreviato a seguito di false attestazioni per ottenere il reddito di cittadinanza non dovuto. Il pubblico ministero Nadia Calcaterra, che aveva coordinato le indagini, aveva chiesto una condanna lievemente inferiore a 2 anni e 4 mesi. Il giudice aveva stabilito una provvisionale di 15mila euro nei confronti dell’Inps dato che, secondo gli inquirenti, tra il 2020 e il 2023 avrebbe incassato indebitamente il reddito di cittadinanza. Davanti al Pm, Bossi si era avvalso in passato della facoltà di non rispondere.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Busto Arsizio tra il 2020 e il 2023 Bossi avrebbe percepito 280 euro al mese per 43 mensilità, per un totale di circa 12.800 euro. Il beneficio era collegato al pagamento dell’affitto di un appartamento dal quale era già stato sfrattato per morosità.

Nel provvedimento confluiscono procedimenti relativi a appropriazione indebita e truffa, oltre alla più recente condanna per la percezione indebita del reddito di cittadinanza. La vicenda più risalente riguarda l’inchiesta sui fondi della Lega. Secondo l’accusa, tra il 2009 e il 2011 Riccardo Bossi avrebbe utilizzato circa 158 mila euro del partito per spese personali, tra cui multe, riparazioni e noleggi di auto, rate universitarie, affitto, bollette, pay tv e altre spese. Un altro procedimento si era concluso nel 2017 con una condanna a 9 mesi di reclusione e 400 euro di multa per truffa e insolvenza fraudolenta, relativa al mancato pagamento di beni acquistati a Varese.

Esclusa dal conto la condanna a un anno e 4 mesi per maltrattamenti nei confronti della madre. La sentenza di primo grado era stata pronunciata dal Tribunale di Varese nel giugno 2025. I fatti contestati risalgono al 2016, quando Riccardo Bossi era ospite della madre dopo essere rimasto senza abitazione. Secondo l’accusa, la convivenza sarebbe stata caratterizzata da ripetute richieste di denaro, insulti e comportamenti aggressivi. La Corte d’Appello di Milano ha successivamente confermato la condanna. Nel corso del procedimento la madre aveva ritirato la querela per le lesioni e dichiarato di aver perdonato il figlio, riferendo di aver ristabilito con lui rapporti sereni. Il reato di maltrattamenti, però è procedibile d’ufficio e quindi il processo è proseguito con la sua condanna, e ora è in attesa della Cassazione. che qualora dovesse confermare i due giudizi precedenti andrà a comportare in seguito il cumulo di pene da scontare in carcere.

Il difensore di Riccardo Bossi ieri all’atto del suo arresto ha conferito col suo assistito e nei prossimi giorni avrà con lui altri colloqui difensivi.


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