È stata fissata per il prossimo 20 ottobre, davanti al Tribunale civile di Milano (giudice Stefania Novelli) la prima udienza della maxi causa intrapresa lo scorso a febbraio nei confronti di Fabrizio Corona dal gruppo Mediaset, da PiersSilvio e Marina Berlusconi, da Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, con una richiesta danni reputazionali e patrimoniali, per una “campagna di odio” e diffamazione, per un totale complessivo di 160 milioni di euro di danni complessivi, in particolare per una puntata del 26 gennaio 2026 del podcast ‘Falsissimo‘ su YouTube realizzato da Corona.
Nella memoria, depositata nei giorni scorsi dai legali patrocinanti della causa, gli avvocati Aldo Baldaccini, Giulia Bongiorno, Andrea Di Porto e Salvatore Pino e vengono confermate le richieste danni a carico dell’ex carcerato e pluripregiudicato . L’atto replica anche alla “assoluta inconsistenza degli argomenti” dei legali di Corona.
Nella memoria si legge che Fabrizio Corona “si pone deliberatamente al di fuori di qualsivoglia contesto regolamentato, sfruttando i vuoti normativi connessi ai nuovi mezzi di comunicazione, per provare a operare ‘legibus solutus’, svincolato da qualsiasi regola etica e deontologica”. Il “resoconto edulcorato”, e continua ancora, “offerto nella difesa avversaria non ha nulla a che fare, ma proprio nulla, con le affermazioni gravemente lesive realmente propalate nel corso della puntata”. Corona ha voluto spacciare “per verità assoluta accuse e insinuazioni gravemente diffamatorie, costruite sul nulla”. E “fuori da qui, sui social, in televisione e nei locali, continua, con lo stesso accanimento, la stessa violenza verbale, la stessa prepotenza, a propalare le medesime invettive, accuse e insinuazioni”.

Si porta l’ esempio, che Fabrizio Corona ha proseguito In un “tour teatrale”, la propria “campagna denigratoria nei confronti di Mediaset e dei suoi volti più noti”. Gli eventuali risarcimenti, aveva già spiegato il gruppo di Cologno Monzese, serviranno “alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo”.
“Nella puntata oggetto di causa – si legge nella memoria -, non v’è alcuna traccia dei ‘forse’, dei ‘presumibilmente’ e di tutti i condizionali che, in giudizio, la difesa avversaria utilizza per ‘indorare la pillola’ nel tentativo (impossibile) di ricondurre la condotta del proprio assistito nell’alveo della continenza espressiva” rispetto ai volti tv tirati in ballo o sul presunto mancato controllo di Mediaset sul cosiddetto ‘sistema Signorini‘.
Corona, attraverso i suoi legali, ha introdotto nell’ambito della causa, tra l’altro, un tema di presunta “concorrenza sleale” ai suoi danni. Secondo lui, “mediante l’invio di diffide legali ai gestori dei locali che avevano programmato spettacoli e serate con la partecipazione di Fabrizio Corona (teatri e discoteche)”, ci sarebbero state “pressioni indebite sugli organizzatori, per isolare professionalmente” l’ex agente fotografico “e impedirgli di lavorare, causando la cancellazione di numerosi impegni”.

Nella memoria del collegio difensivo di Mediaset, dei suoi artisti e di Piersilvio e Marina Berlusconi, si fa presente che invece, il “rapporto di concorrenzialità tra le parti” non è “neppure ipotizzabile” e che poi le diffide sono un’attività “del tutto lecita, necessitata dal comportamento” di Corona, ossia “legittime reazioni precauzionali volte a evitare la reiterazione di illeciti già compiuti, e financo ammessi dall’autore”. I ricorrenti, inoltre, oltre a depositare una serie di documenti, anche video, hanno citato in giudizio per i danni anche Atena, la società che gestisce immagine, comunicazione e contenuti dell’ex agente di paparazzi come “corresponsabile in solido con Fabrizio Corona della diffusione dei messaggi diffamatori e gravemente lesivi” contenuti “nella puntata di Falsissimo del 26 gennaio 2026”.







