MENU
4 Ottobre 2026 06:04

Il quadro è cambiato per tutti

La profonda crisi del M5S rende infatti meno solida la capacità di leadership di quella che rimane comunque la prima forza in Parlamento. L’egemonia salviniana mostra qualche crepa e la competizione con Giorgia Meloni è probabilmente destinata a crescere

di Nando Pagnoncelli

Il risultato delle Regionali segna un passaggio rilevante, che può cambiare la struttura della politica. Per diverse ragioni. La prima è il ritorno del bipolarismo, dopo circa 7 anni, a partire dalle Politiche del 2013, che fecero segnare la comparsa in forze del Movimento 5 Stelle. Non è detto che il magro risultato segni il tramonto definitivo, ma senza dubbio il suo ruolo non potrà più essere terzo.

La seconda ragione è la struttura della leadership nel centrodestra: l’egemonia salviniana mostra qualche crepa e la competizione con Giorgia Meloni è probabilmente destinata a crescere. La terza è relativa al centrosinistra: il Pd è a un passaggio strategico che deve gestire con grande attenzione. La vocazione maggioritaria da cui nasce va probabilmente rivista in un processo di apertura alla società. Infine, il governo, che presumibilmente esce rinforzato da un lato, ma con indubbi aspetti di fragilità dall’altro.

La profonda crisi del M5S rende infatti meno solida la capacità di leadership di quella che rimane comunque la prima forza in Parlamento. Quali le ragioni della vittoria di Bonaccini? Il primo elemento che emerge evidente è il rischio che si corre quando si chiamano gli elettori a un referendum personale. È successo a D’Alema con le Regionali del 2000, a Renzi con il referendum costituzionale del 2016, a Salvini oggi.

Bonaccini, specularmente, ha impostato la campagna sui temi di governo regionale, rifuggendo la polemica nazionale e mettendo in secondo piano i partiti che lo sostenevano. È lui il vincitore vero: ha ottenuto circa tre punti in più rispetto alla coalizione che lo sosteneva. È una vittoria del modello emiliano? In parte sì, per quanto evidentemente acciaccato. Il buongoverno regionale ha contato. Molto ha contato la spinta alla mobilitazione di area favorita anche delle Sardine.

Quindi la vittoria di Bonaccini si pone in un quadro diverso rispetto ai precedenti, che richiede una capacità nuova, per tutto il centrosinistra, di definire la propria relazione con la società, il ruolo delle forze politiche che lo compongono (e del Pd soprattutto), e quella di coniugare buon governo, visione futura e valori.

Sono aspetti da considerare attentamente in vista delle prossime Regionali ormai alle porte.

*editoriale tratto dal Corriere della Sera
TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Anche Q8 si unisce ad ENI e IP: tetto sui prezzi dei carburanti dal 1° ottobre
Corona accusato di fake news, Giorgia Meloni sarà sentita il 25 gennaio in aula a Milano
Elezioni suppletive, vittoria di Roscioli a Reggio Calabria. Meloni: "Centrodestra si conferma unito"
Dietro le quinte del "complotto" contro Malagò alla FIGC
Palazzo Chigi, il Cdm abolisce il bollo per auto e moto fino a 80 kW per il 2027.
Dipendente INPS a giudizio per accesso abusivo al sistema informatico. Voleva conoscere informazioni personali sulla premier Giorgia Meloni
Cerca
Archivi
Dopo il caldo anomalo è vicina la svolta termica
Mattarella in visita a Montecarlo: la prima visita di un capo di Stato italiano nel Principato
Alitalia, processo per bancarotta fraudolenta: assolti Montezemolo e altri 13
Marina Berlusconi: "Processo Baiardo monumento a ipocrisia giudiziaria, accuse a mio padre sono uno scempio"
Le Forze dell' ordine a Roma dormono ed a Vigna Stelluti si scatenano i furti e le cannibalizzazioni delle auto

Cerca nel sito