“In un contesto caratterizzato da rilevanti crisi geopolitiche e da significative tensioni sui prezzi dei carburanti”, Q8 Italia, “accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”. Lo si legge in una nota in cui si spiega che il “price cap avrà durata di 30 giorni a partire dal 1 ottobre ed è volto a generare benefici tangibili per gli automobilisti. Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’Azienda“.
La Q8 Italia, prosegue la nota, “supporterà opportunamente i gestori e i partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera“. Una decisione “coerente con il comportamento responsabile concretamente adottato dall’Azienda anche negli ultimi mesi, orientato alla tutela dei consumatori e al mantenimento della propria competitività. In un momento particolarmente delicato per il sistema energetico, caratterizzato da un’imprevedibile volatilità del mercato internazionale, e per i consumatori, Q8 Italia rinnova, quindi, il proprio impegno a fare la propria parte, coniugando attenzione ai prezzi, investimenti industriali, innovazione e responsabilità sociale”, conclude Q8.

Meloni: ringrazio Kuwait e Q8 in Italia
“Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti. Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Le dichiarazioni del Vicepremier Tajani
“Dopo ENI e IP anche Q8 accoglie l’invito del Governo italiano a fissare un tetto al prezzo di benzina e gasolio – scrive sui social il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani – Un effetto domino che aiuta l’economia di famiglie e imprese. L’ennesimo risultato frutto della nostra azione politica e diplomatica. Il Governo continua a lavorare per risolvere i veri problemi dei cittadini“.
Pichetto, accolgo positivamente la scelta di Q8
“Era un auspicio che abbiamo fatto, lo accolgo molto positivamente”, specialmente se lo fanno “i grandi player internazionali come Eni, Socar e Q8. Va bene, molto bene”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine del forum Euromediterraneo dell’acqua, interpellato sulla scelta di Q8 di imporre un price cap ai carburanti, sulla scia di quanto fatto da Eni e poi da Socar.
Quanto alle rimostranze dei distributori dei marchi più piccoli, Pichetto ha aggiunto: “Questi grandi marchi sono anche i fornitori. È interesse dei fornitori garantire il cliente”.

I prezzi di benzina e diesel
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,126 euro/l per la benzina e 2,335 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,180 €/l per la benzina e 2,383€/l per il gasolio.
Questa mattina 30 settembre il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,111 €/l per la benzina (-15 millesimi rispetto a ieri), 2,316 €/l per il gasolio (-19), 0,748 €/l per il Gpl (+1) e 1,886 €/kg per il metano (+1). Complessivamente, da sabato i prezzi medi della benzina sono scesi di 4,8 centesimi, quelli del gasolio di 6,1 centesimi.
Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,138 €/l per la benzina (-42), di 2,345 €/l per il gasolio (-19), 0,886 €/l per il Gpl (+2) e 1,801 €/kg per il metano (invariato). In due giorni il calo complessivo è di 7,6 centesimi sulla benzina e di 5,6 centesimi sul gasolio. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha ridotto di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di cinque quelli del gasolio.
In due giorni per gasolio -7,6 centesimi in autostrada
Grazie al price cap di Eni e agli sconti avviati da Ip si accentuano i cali dei prezzi medi alla pompa, col gasolio che è sceso ieri a 2,335 euro al litro sulla rete ordinaria, 2,383 euro sulle autostrade, mentre la benzina diminuisce a 2,126 euro al litro, afferma il Codacons, commentando i dati del Mimit. In soli due giorni sulla rete ordinaria il gasolio è diminuito di 4,2 centesimi al litro, che salgono a -7,6 cent in autostrada, mentre la benzina è scesa di 3,3 centesimi sulla rete ordinaria, – 7,4 centesimi in autostrada.
Su un pieno di gasolio la spesa per gli automobilisti scende in media di 2,1 euro sulla rete ordinaria, ma in autostrada il calo è ancora più sostanzioso e sfiora i 4 euro, per la precisione 3,8 euro in meno – calcola il Codacons – Per la benzina il calo sul pieno è di 1,65 euro sulla rete ordinaria, -3,7 euro in autostrada. Si tratta di piccoli ribassi che tuttavia, dopo mesi di costanti rincari alla pompa, rappresentano un segnale positivo e dimostrano come la concorrenza abbia un impatto positivo sul mercato e sui prezzi praticati ai consumatori – conclude il Codacons.

L’Ue pronta a concedere più flessibilità
A Bruxelles, intanto, resta alta l’attenzione della Commissione europea, così come delle autorità nazionali garanti della concorrenza, sui mercati del petrolio e dei prodotti derivati per individuare eventuali comportamenti anticoncorrenziali. Ma anche sull’accessibilità economica dei carburanti e sulle scorte energetiche (carenti, ma non per l’Italia) in vista di un inverno «difficile». Palazzo Berlaymont ha ceduto all’appello insistente degli Stati membri, Italia compresa. Il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, ha dato mandato ai funzionari competenti a Bruxelles di lavorare al rinvio della nuova rendicontazione obbligatoria sulle emissioni del metano importato nell’Ue che sarebbe scattata dal 1º gennaio 2027. L’annuncio è arrivato a margine della riunione dei 27 ministri dell’Ue riuniti ieri a Dublino. A far cadere l’ultimo baluardo dell’esecutivo europeo è stata la lettera inviata a palazzo Berlaymont dal presidente francese Emmanuel Macron.
Le norme entrate in vigore nel 2024, approvate per fermare l’impatto della seconda causa principale dell’inquinamento globale, chiedeva agli importatori di metano, greggio e carbone di adeguarsi a nuovi standard per la misurazione delle emissioni con l’obbligo di comunicare ogni anno i dati sulla base di una metodologia comune in tutta l’Ue. Un passaggio intermedio in vista dell’obiettivo di fissare una soglia massima per le emissioni di metano importato dal 2030.
La strategia
L’impennata dei prezzi dei combustibili dovuta alla crisi di Hormuz, a cui si aggiunge l’incertezza provocata dagli attacchi Houthi nel Mar Rosso, ha trasformato lo spauracchio nella preoccupazione che eventuali sanzioni fino al 20% del fatturato per le compagnie non in regola potessero ripercuotersi sui prezzi finali.
Undici Paesi, inclusa l’Italia, hanno chiesto a giugno un rinvio di tre anni. Già in quell’occasione le capitali giudicavano insufficiente lo sforzo della Commissione Ue di proporre una moratoria per le sanzioni. Dopo l’annuncio di ieri il settore può tirare un sospiro di sollievo . Posticipare la data di avvio a inizio 2028 consentirebbe agli importatori di stipulare contratti per le forniture di gas per l’inverno in corso e per i periodi successivi senza violare le norme sulle emissioni di metano. Per le aziende ci sarà quindi più tempo a disposizione per far verificare le proprie emissioni e adeguarsi alle norme.





