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13 Settembre 2026 11:05

L’ex compagna di Lavitola 10 ore in Procura e consegna 1.200 pagine di documenti

Natalia Potenza ha portato in procura 1.200 pagine di documenti per svelare le attività dell’ex compagno: dai soldi in Montenegro agli affari in Brasile, grazie a prestanome

Natalia Potenza ha varcato la soglia dell’ufficio del pm della Dda Edoardo De Santis della procura di Roma in piazzale Clodio , affiancato edai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, alle 10 e un quarto di ieri, rispondendo alle domande e parlando per dieci ore, depositando un faldone con documenti di tutti i tipi che, a suo dire, dimostrerebbero come il pluripregiudicato e nullatenente Valter Lavitola,, in questi anni, si sia servito di vari prestanome in giro per il mondo, controllando società e acquisendo quote di altre, anche attraverso un uomo che vive in una favela in Brasile. La Potenza ha suggerito nuove piste sugli affari del padre dei suoi figli, coinvolgendo aziende ed ex politici. Ha ricostruito anche incontri tra Lavitola ed il giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuti subito dopo l’attentato, effettuati senza cellulari addosso per non essere tracciati o intercettati.

Una deposizione molto dettagliata, mille e duecento pagine tutte da verificare, che coinvolgono decine di persone: una vera e propria vendetta femminile nei confronti dell’ex compagno annunciata a mezzo stampa giorni fa, all’indomani dell’intervista di una presunta amante, proclamatasi “fidanzata” del faccendiere Lavitola. . Dichiarazioni che smentiscono anche la versione di Lavitola sul suo rapporto con Sigfrido Ranucci, quel legame profondo dovuto soprattutto alla condivisione di un dolore: la figlia del giornalista, psicologa, avrebbe aiutato il figlio della Potenza e dell’ex editore, un bambino con problemi di neurosviluppo.

Gli avvocati Sergio e Arturo Cola legali di Lavitola, hanno già inviato una diffida al legale della donna, per chiarire che l’eventuale consegna delle email private di Lavitola configurerebbe a loro parere la violazione di corrispondenza privata. Violazione difficilmente raffigurabile in quanto consegnata all’ Autorità Giudiziaria. E se i pm hanno incalzato la Potenza sul rapporto tra Lavitola e Clesio Gomes Tavares, l’intermediario che ha contattato la banda di avellinesi per mettere la bomba davanti casa di Ranucci lo scorso 16 ottobre, la donna nelle dieci ore di audizione ha sostenuto di non sapere nulla dell’attentato, pensato dall’imprenditore e realizzato dai quattro esecutori. Al pm della Dda Edoardo de Santis la donna ha consegnato atti e documenti anche di natura fiscale, che potrebbero risultare utili per ricostruire le attività imprenditoriali di Lavitola.

Secondo Natalia Potenza, il suo ex compagno Valter Lavitola il quale dopo la sentenza di condanna del Tribunale di Napoli , tra l’altro, avrebbe dovuto restituire allo Stato 12 milioni di euro per contributi percepiti illegittimamente in quanto non spettanti allorquando era editore dell’Avanti, il quale avrebbe organizzato di risultare nullatenente, continuando però a fare affari in giro per il mondo. Dall’Africa, con il progetto del carbon credit in Zimbabwe, con il piano fallito per i controlli antiriciclaggio e i precedenti penali del faccendiere, e in Camerun, dove a fare da prestanome è Clesio Gomes Tavares. E poi svelati gli affari di Lavitola in Montenegro, dove avrebbe un conto segreto, così come anche in Brasile e in Argentina, oltre al ristorante romano del quartiere Monteverde, controllato dalla stessa Potenza attraverso la società Baires.

Lex compagna di Lavitola ha fatto riferimento a un conto “schermato” in una banca in Montenegro, la Hipotekarna che sarebbe intestato a un prestanome. La donna dice di non sapere quanti soldi ci siano. Si tratta di verifiche che dovranno essere effettutate attraverso rogatorie e che di certo richiederanno mesi di indagini Gli interessi ed affari del faccenidere riciclatosi come ex editore dell’Avanti si spingono fino al Brasile, dove Lavitola controlla una società di import export di pesce surgelato e un business immobiliare. A Buzios il faccendiere ha un commercialista storico che cura i suoi interessi. Ed è proprio in quella località che sono state avviate cinque inchieste per corruzione sulle sue attività.

Natalia Potenza e Valter Lavitola nel ristorante Cefalù

L’investimento di Lavitola in Camerun sul carbon credit, da vendere poi a società che devono compensare le proprie emissioni inquinanti, riguarda l’acquisto della concessione di migliaia di ettari di foreste di mangrovie. Il faccendiere ha costituito insieme a Clesio Gomes Tavares, il suo braccio destro che ha gestito anche l’attentato a Ranucci, per questo scopo specifico, la società Future Awaits, della quale Tavares è direttore con il suo vero nome, Ckuidjeu Tchoukoua. Da qui il progetto in Zimbabwe, con il faccendiere che avrebbe dichiarato al governo di avere a disposizione 20 milioni di euro.

Sugli affari di Lavitola è intervenuto anche Benjamin Chimutengo, socio africano dell’imprenditore, conosciuto durante i Safari in Zimbabwe e ora in rotta con lui. “Se Valter gestisce un ristorante e un b&b come faceva ad avere questi soldi? – si domanda in una intervista al Tg1Ho iniziato a dubitare del giro di denaro che dall’Italia dovevo smistare“. L’imprenditore ha riferito che riceveva i soldi e li mandava in Camerun, “ma non avevo idea di cosa succedesse là. Come posso essere certo che Gomes Tavares non abbia usato i soldi che gli ho spedito per pagare gli esecutori dell’attentato?”. L’uomo ha affermato che “non ci sono prove di un vero business dei carbon credit in Camerun”. Oltre alle dispute legali con Lavitola in Africa, l’imprenditore ha deciso di citare anche Ranucci per l’intervista rilasciata a un giornale dello Zimbabwe. Il giornalista aveva parlato di un’inchiesta di Report su un gruppo di investitori italiani attivi nel settore del carbon credit, vittime di un socio truffatore: “Ha abusato della sua posizione per aiutare Lavitola. Non c’è logica in quello che ha fatto”

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