Si è presentata in Procura a Roma a piazzale Clodio Natalia Potenza, l’ex compagna italo-argentina di Valter Lavitola, reo-confesso di essere il mandante dell’attentato dello scorso ottobre davanti l’abitazione di Sigfrido Ranucci. La donna, che gestisce il ristorante Cefalù bistrot nel quartiere romano di a Monteverde, aveva fatto richiesta di essere sentita dai pm romani e questa mattina viene ascoltata in procura come persona informata sui fatti dai pm titolari del fascicolo. d’indagine
L’ ormai ex compagna di Lavitola potrebbe anche riferire ai magistrati dei rapporti tra il faccendiere e l’ormai ex conduttore del programma “Report” (RAI), ed il giornalista Sigfrido Ranucci. Il legale della donna, il penalista Giuseppe Cavallaro, che cura anche la sua reputazione, aveva anticipato: “La mia assistita parlerà di tutto, molte circostanze, molti dettagli“. La Potenza aveva conosciuto Valter Lavitola nell’autunno del 2011 quando era latitante, ricercato dalla giustizia italiana. Al suo ritorno in Italia il 16 aprile 2012 Natalia era con lui. Per amore di Lavitola, la donna aveva venduto due case in Argentina per trasferirsi in Italia a Roma, a Monteverde. La nascita di due figli e l’avvio del ristorante, destinato a diventare una parte importante della loro quotidianità e relazione, condivideva con Lavitola la casa ove abitavano e anche affari, in quanto era lei la reale proprietaria del ristorante del “Cefalù bistrot“, il locale dove è stato fotografato anche Ranucci. Natalia Potenza conosceva bene anche Gomes Clesio Tavares, personaggio oscuro di cui si serviva l’ex compagno Lavitola: lo stava accompagnando proprio lei all’aeroporto romano di di Fiumicino lo scorso 4 luglio, cioè la sera delle perquisizioni.

Quest’estate arriva la rottura con Valter Lavitola quando. Natalia scopre che il suo compagno avrebbe intrattenuto un’altra relazione con l’estetista brasiliana Adriana Linhares, iniziata a febbraio 2026. Notizia che ha cambiato definitivamente il rapporto tra i due. Lo scorso 26 agosto Natalia Potenza si è presentata dai Carabinieri comunica loro formalmente la fine della relazione, revocando anche la disponibilità a ospitare Lavitola nella casa di famiglia nel caso della concessione di eventuali arresti domiciliari, così prendendo una posizione netta. La Potenza non vuole più che Lavitola torni nella casa dove vive con i figli e intende proseguire la propria attività professionale senza di lui., ed avrebbe dichiarato: “Non voglio che Valter entri più in questa casa”, spiegando di voler proteggere soprattutto i figli e tutelare il proprio lavoro.

La vicenda non si limita alla fine della relazione sentimentale, in quanto Natalia Potenza ha deciso di rivolgersi ai magistrati e di mettere a disposizione degli investigatori informazioni e documenti sui rapporti dell’ex compagno. La sua posizione è diventata quindi particolarmente delicata anche per il possibile collegamento con l’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci. Nei giorni successivi, inoltre, la Potenza ha portato all’attenzione della Procura anche accuse relative a presunte violenze psicologiche che sostiene di aver subito durante la relazione. Ddichiarazioni della donna che a questo punto dovranno essere accertate e valutate dagli inquirenti.
Due giorni fa la procura di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, aveva incassato la conferma dell’impianto accusatorio da parte del tribunale del Riesame che ha respinto le istanze degli avvocati Cola difensori di Valter Lavitola che è attualmente ristretto in carcere. I giudici dell’ Appello con la propria decisione hanno anche confermato l’aggravante del metodo mafioso per l’ex editore





