di Sabrina Silenzi
Un fenomenale Lando Norris strappa la prima storica pole position al Madring ieri, sabato 12 settembre, e scatterà dunque davanti a tutti nel Gran Premio di Spagna di oggi a Madrid. Il campione del mondo in carica precede con la sua McLaren il leader del Mondiale piloti Kimi Antonelli, di appena 11 millesimi. Alle loro spalle Verstappen, poi le Ferrari di Hamilton (in testa fino a pochi secondi dalla fine) e Leclerc. Russell chiude sesto davanti a Piastri.
Beffato al secondo posto il leader del Mondiale Kimi Antonelli, che si è accontentato di una seconda posizione a un passo dalla pole position, garantendosi però allo stesso tempo la prima fila su un tracciato che doveva sulla carta vedere la sua Mercedes più in difficoltà rispetto ad altri circuiti della stagione. Terzo posto per l’amico Max Verstappen: il quattro volte iridato si ferma a +0.140 dalla pole, protagonista di una sessione da leone con la sua Red Bull tra i muri vicinissimi del tracciato spagnolo che non concede errori. Alle spalle dell’olandese le due Ferrari con Lewis Hamilton quarto a +0.189 dopo aver sfiorato il sogno della pole con il miglior tempo al primo tentativo del Q3, e Charles Leclerc quinto alle sue spalle, staccato di soli sei millesimi dal britannico.
Deludente s posto per George Russell, che lascia più di tre decimi sul tracciato e che oggi scatterà dalla terza fila al fianco dell’ex compagno di squadra Hamilton. Per Russell, ancora lontano dal compagno di squadra Antonelli, in gara sarà fondamentale cercare di chiudere il gap con l’italiano per restare attaccato al sogno del titolo Mondiale che attualmente lo vede a 66 punti di distacco nella classifica Piloti. Alle spalle di Russell scatterà Oscar Piastri, settimo con la sua McLaren e a quasi mezzo secondo dal compagno Norris, seguito dalla Red Bull di Liam Lawson, dall’Alpine di Franco Colapinto e dalla Racing Bulls di Arvid Lindblad. Sessione ancora una volta solida per il neozelandese Lawson, tornato in Red Bull a Zandvoort e al volante della vettura da tre fine settimana di gara (era stato rimandato in Racing Bulls a inizio 2025 dopo un avvio di stagione non semplice al fianco di Max Verstappen) per sostituire il pilota ufficiale del team Isack Hadjar, infortunato durante la pausa estiva al polso e non ancora pronto al rientro in pista.

Hamilton ci credeva “Voglio divertirmi”
La prima reazione è di grande delusione. Comprensibile per un sette volte campione del mondo. Lewis Hamilton per otto minuti è stato in pole con un fantastico primo tentativo nel Q3, poi s’è visto superare da Lando Norris, Kimi Antonelli e Max Verstappen, tenendo dietro il compagno di squadra Charles Leclerc per appena 6 millesimi (che valgono però una fila di differenza) nonostante i due decimi che ci sono sulla carta tra le specifiche di motore. Onda lunga degli errori di Monza, visto che per precauzione la power unit ADUO2 incidentata dal monegasco alla parabolica nel GP d’Italia è rimasta a Maranello. Colpa di un errore in curva uno dell’assalto finale, come sottolineato dal team principal Fred Vasseur, anche se Sir Lewis punta il dito su altro: “Mi sentivo davvero benissimo nel primo e secondo tentativo, poi semplicemente non avevamo più la potenza che hanno gli altri”. I motorizzati Mercedes quest’anno sempre in pole. Eppure Hamilton ha molto da sorridere.
Ha reagito al flop e alle polemiche di Monza, ma anche al bloccaggio nell’ultima curva delle libere mattutine, quando è finito col musetto nelle barriere, accarezzando la prima vera pole in rosso. “La squadra ha fatto davvero un ottimo lavoro, sfortunatamente non avevamo il passo” il suo sunto. E poi il Madring gli piace, lo ispira. Andrà all’attacco. “È un circuito davvero bello da guidare. Ha alcuni elementi in stile go-kart con i cordoli, il che è fantastico, e delle paraboliche davvero belle” racconta l’inglese, che infatti si proietta sulla gara in termini di feeling: “Il bersaglio realistico? Anche se facciamo fatica a sorpassare, forse ci sarà una chance di conquistare un podio. In ogni caso ho intenzione di divertirmi”. Ci sono anche gli elementi per giocare di strategia e di squadra, visto che la Ferrari è l’unica scuderia con due frecce davanti nell’arco. Era così anche a Monza però. E sappiamo tutti com’è andata a finire. L’occasione per utilizzare un pilota per bloccare qualche rivale e aiutare l’altro c’è, eccome. Tanto più in un Gran Premio nel quale la probabilità di safety car o bandiere rosse è elevata. E dove bisognerà cercare di non trovare dietro ad altre macchine, tanto più quelle più lente.

Leclerc: “Tutta questione di gomme”
Nessuno in Ferrari affronta l’argomento pubblicamente. D’altronde è stato il cuore del problema a Monza. Con le dichiarazioni forti di Hamilton nei confronti di Leclerc e il confronto voluto da Vasseur. L’impressione è che saranno ancora liberi di fare ognuno la propria gara, ma tanto più qui (Madrid) e ora (dopo Monza) con un margine molto più grande del solito di attacco. Reciproco. Lo sa bene Charles, che dopo essersi scusato-spiegato con Lewis dopo Monza, non vuole altri problemi. Anche perché ha un gap di motore evidente. “In qualifica non ho fatto il passo avanti che hanno fatto gli altri, ma penso che il giro sia stato abbastanza pulito. Quando vedo quanto siamo vicini è frustrante, ma allo stesso tempo sono soddisfatto”. Anche se quattro decimi persi nel primo settore sono un’enormità, poi non recuperabile dopo. E le incognite della nuova gara sono tante, troppe. “Sarà un gran premio di gestione gomme. Vedremo quanto evolverà la pista, ma venerdì era di gran lunga la peggiore della stagione per quanto riguarda il degrado. Ed è pure difficile sorpassare. L’approccio generale sarà quello di non fare follie, ma il limite qui è molto sottile”. E nessuno, tanto meno lui, stavolta vuole superarlo.

Norris: “Scioccato del mio giro”
Lando sapendo che deve riprendere a vincere in serie per sperare nel Mondiale bis, Kimi che può anche qualche volta accontentarsi. Riuscirà a frenarsi? Vedremo. Per ora ascoltiamo le loro parole. “Sono scioccato del mio giro, uno dei migliori che abbia mai fatto in tutta la mia carriera. L’adrenalina era alle stelle, la macchina andava bene, io mi sentivo a mio agio in pista. È stato tutto perfetto tranne che all’ultima curva: pensavo di finire contro il muro e che i ragazzi avrebbero dovuto riparare la macchina e invece… Uno di quei momenti in cui sei in uno stato di totale flow” quelle gasate di Norris, alla 19ª pole in carriera (180ª McLaren) e 3ª stagionale togliendo sette decimi e mezzo da un tentativo all’altro. Pazzesco per uno che ha perso un’intera sessione di proves venerdì (cambio ko nella seconda). “Siamo andati davvero a un soffio dalla pole – il commento invece di Antonelli -. Ho perso quel piccolissimo centesimo alla chicane e poi curva 13, dove già ho rischiato grosso nel primo tentativo. Da lì in poi non ho avuto la stessa fiducia per spingere al limite. Nel complesso è stato comunque un bel giro. Lando ha fatto un lavoro fantastico. Ma adesso l’attenzione è tutta sulla gara”. Ecco, la gara. Tante le incognite. Ancor più per l’inglese, che dà un’indicazione sulla strategia, con la Pirelli a prevedere due soste ma i team propensi a uno.

Antonelli: “Metto pressione e spero nell’errore”
Specie chi parte davanti e avrà aria pulita e possibilità di fare il proprio ritmo. “Non ho fatto veri stint ad alto carico di benzina e non so quale sarà il degrado. Dovrò adattarmi durante la gara. Di sicuro la la pit lane qui è lunghissima, la più lenta dell’anno. La voglia di fermarsi diminuisce”. Il bolognese concorda sul fatto che la chiave sarà “la gestione del degrado delle gomme, che sembra piuttosto marcato: all’inizio toccherà guidare come delle… nonne”. E sa bene come tutti che passare rivali sarà difficile e difendersi relativamente facile. “Superare la vedo dura. Durante le libere sono rimasto due giri bloccati dietro alla Williams cercando disperatamente un varco. Quando segui da vicino un’altra vettura inizi a scivolare di più, scaldi le gomme e ti complichi la vita da solo. Con ritmi di passo così simili, l’unico modo per inventarsi qualcosa è mettere pressione a chi sta davanti per indurlo all’errore o giocare d’anticipo con la strategia”. Con un’ultima incognita. Anzi, una vera e propria mina vagante: Max Verstappen che scatta terzo e non ha nulla da perdere in classifica. Unico obiettivo cercare l’exploit. Sarà dangerous.









