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20 Aprile 2026 13:48

Dossieraggi, inchiesta Procura Roma su “Squadra Fiore”: perquisizioni in corso

Ad effettuare le perquisizioni delegati dai pm romani titolari del fascicolo i carabinieri del Ros

Perquisizioni sono in corso, a quanto si apprende, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sulla ‘Squadra Fiore’, un gruppo clandestino con ex appartenenti delle forze dell’ordine accusati di confezionare dossier. A eseguire le perquisizioni sono i carabinieri del Ros delegati dai pm romani titolari del fascicolo, l’aggiunto Stefano Pesci con le pm Alessia Natale e Vittoria Bonfanti. Nell’indagine romana si procede per accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy ed esercizio abusivo della professione. Nell’indagine si procede per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. Contestualmente si stanno effettuando perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizio segreti.

Nel dettaglio, agli indagati sono contestati i reati diassociazione per delinquere”, “rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio”,accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico”, “intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche”, “calunnia”, “rivelazione di segreti di Stato”, “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, “falsità materiale commessa dal privato”,falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”, “falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche”,corruzione per l’esercizio della funzione”,false dichiarazioni al difensore”,falsità in documenti informatici” e violazioni del Testo Unico. delle Leggi di Pubblica Sicurezza con riferimento all’esercizio dell’attività degli istituti di vigilanza e investigativi, che vede implicati degli imprenditori e Del Deo poiché, nel 2023, si sarebbero appropriati di fondi dell’Aisi (il servizio segreto interno italiano) per alcuni milioni di euro destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra l’Aisi e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware; truffa aggravata.

Come spiega una nota del Ros Carabinieri nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l’innovazione, l’imprenditore titolare della acquisenda società, al fine di aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di earn-out2 (che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali), con artifizi e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo (Ebitda) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa”. tale operazione, avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di € non dovuti, con correlativo danno anche a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto, attraverso CDP Equity S.p.A, deteneva una parte del capitale della società acquirente.

Al centro delle perquisizioni ci sarebbero due vicende: la prima è l’intreccio tra gli appalti dell’Aisi e la società dell’imprenditore Carmine Saladino a cui tra il 2022 e il 2024 la principale agenzia italiana di controspionaggio avrebbe assegnato commesse dirette per oltre 39 milioni di euro per la fornitura di jammer, software di riconoscimento facciale, impianti di videosorveglianza.

Il secondo filone di indagine è più specifico sugli spionaggi illeciti condotti dalla «Squadra Fiore» e coinvolge chi ne faceva parte e coinvolgerebbe anche anche l’ex vicedirettore del Dis (Dipartimento delle informazioni sulla sicurezza) Giuseppe Del Deo e Samuele Calamucci, l’hacker legato all’altra società di spionaggio Equalize ed alcuni altri membri della squadra. Della “squadra fiore”, si sarebbe avvalso di Giuseppe Del Deo in passato dirigente in posizione apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica, attuale Presidente esecutivo di CERVED Group S.p.A.

Le indagini delle Procure di Milano e Roma

L’indagine è in corso da quando ha iniziato a collaborare Samuele Calamucci, consulente di Equalize, la società di investigazione privata finita nel mirino della Procura di Milano per presunti traffici di informazioni. Calamucci venne arrestato e le sue dichiarazioni sulla “Squadra Fiore” adesso sono analizzate per gli opportuni riscontri dei pm romani, che indagano sulla possibile esistenza di una rete parallela a quella già smantellata in Lombardia. Il sospetto degli investigatori, che hanno delegato gli accertamenti alla Polizia Postale, è che il gruppo attivo anche a Roma operasse su commissione, anche dall’estero.

La vicenda ha origine dal contatto tra Calamucci e Leonardo Maria Del Vecchio. L’erede del gruppo EssilorLuxottica sospettava di essere spiato. Calamucci si reca sotto la sua abitazione e, il giorno successivo, viene contattato da un conoscente: un militare esperto informatico in servizio presso l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il quale sosteneva di lavorare proprio su Leonardo Maria Del Vecchio. E’ da quel momento che Calamucci scopre dell’esistenza della Squadra Fiore. Il caso giudiziario deflagra a Milano, ed ora a Roma.

la sede milanese di Equalize

Nell’attività di indagine Del Deo, ex vicedirettore del Dis che ha lasciato l’incarico nell’aprile del 2025, sarebbe indagato per peculato. Secondo l’ipotesi dei pm capitolini l’accusa riguarderebbe 5 milioni di euro per contratti stipulati dai servizi verso una società “amica”, la Sind, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati, anche lui indagato, società che si occupa di sistemi di riconoscimento facciale e biometrici. Del Deo è stato “pensionato” a soli 51 anni grazie a una norma ad hoc voluta dal governo Meloni, il quale dopo una carriera lampo era diventato ingombrante per alcuni pezzi della politica. Mai troppo simpatico alla Lega di Salvini (per via dell’affaire “Metropol“) Del Deo ha costruito parte della sua carriera ed influenza in veste di capo dell’”intelligence” finanziaria del servizio.

Giuseppe Del Deo, ex vicedirettore del Dis

Del Deo indagato per peculato

Nel procedimento risulta indagato per truffa Carmine Saladino ex capo e fondatore della società Maticmind Il contatto tra i due filoni di indagine è relativo ad alcune intercettazioni in cui appartenenti alla “Squadra Fiore” tirano in ballo il nome di Del Deo. Secondo gli inquirenti Del Deo avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del comparto”. Per quanto riguarda fatti iniziati dal 2022, l’attività di perquisizione, ha riguardato 7 indagati. Tra gli iscritti anche l’ex brigadiere Giuliano Tavaroli, coinvolto nello scandalo delle intercettazioni abusive Telecom-Pirelli (all’epoca dei fatti era capo della sicurezza delle aziende guidate allora da Marco Tronchetti Provera) , nonché ex appartenenti dei “servizi “come Antonio Rossi e Rosario Bonomo

l’imprenditore Carmine Saladino

Perquisizioni in corso anche a Milano,  le operazioni delle due procure sono coordinate dalla Dna –, che coinvolgono, tra gli altri, Vincenzo De Marzio ex appartente al Ros, nome in codice “Tela” già legato ai Servizi segreti e Mario Cella uomo di fiducia prima di Leonardo Del Vecchio per i fatti estorsivi legati alla spionaggio contro l’erede di Luxottica e Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio

Le indagini hanno permesso di “acquisire elementi, da un lato, circa presunti progetti finalizzati a raccogliere nelle mani di una sola holding l’intera galassia delle aziende attive nel campo delle intercettazioni di conversazioni telefoniche, tra presenti e telematiche, e, dall’altro, circa rivelazioni dell’esistenza di specifici atti d’indagine nell’ambito degli accertamenti disposti nel procedimento in corso” riporta una nota del Ros Carabinieri.

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