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14 Aprile 2026 22:37

L’inchiesta del New York Times su Paolo Zampolli: Il caso dell’amico di Trump che “ha fatto espellere l’ex fidanzata”

La modella originaria del Brasile sarebbe stata denunciata dal consigliere di Trump, perché viveva negli Stati Uniti illegalmente, mentre i due erano nel pieno dello scontro sull'affido del figlio

Un’inchiesta del New York Times su un presunto abuso di potere Paolo Zampolli, l’ex agente di modelle noto per aver presentato MelaniaDonald Trump, che lo ha nominato proprio inviato speciale con particolari deleghe dal valore esclusivamente simboliche, ed infatti non risulta accreditato diplomaticamente in Italia. Secondo l’autorevole e documentato quotidiano americano, Zampolli a giugno 2025 avrebbe contattato un alto funzionario dell’Ice per segnalare che la sua ex compagna brasiliana, Amanda Ungaro contro la quale eranel pieno di una battaglia legale per la custodia del figlio adolescente, si trovava negli Stati Uniti illegalmente. La donna venne arrestata in un carcere di Miami con l’accusa di frode sul luogo di lavoro.

l’ articolo del The New York Times

David Venturella funzionario dell’Ice contattato da Zampolli, , avrebbe telefonato direttamente all’ufficio dell’agenzia a Miami chiedendo che gli agenti prelevassero la Ungaro dal carcere prima che potesse essere rilasciata su cauzione. Durante la chiamata, scrive sempre il New York Times, Venturella avrebbe fatto presente che “il caso era rilevante per una persona vicina alla Casa Bianca”. La donna venne presa in custodia dall’Ice e successivamente espulsa dagli Stati Uniti.

David Venturella, il funzionario ICE contattato da Zampolli

Zampolli ha negato di aver chiesto all’Ice di trattenere la ex o di aver sollecitato favori, asserendo di essersi limitato a chiedere chiarimenti sulla situazione della donna. Il dipartimento per la Sicurezza Interna ha dichiarato che Ungaro è stata trattenuta ed espulsa perché in possesso di un visto scaduto da tempo e accusata di frode. Un esito che, secondo la ricostruzione raccolta dal Nyt, si sarebbe probabilmente verificato anche senza l’intervento di Zampolli.

Il recente video di Melania Trump con la quale la first lady si è discolpata preventivamente da un suo coinvolgimento nel “caso Epstein”  guarda caso è proprio collegato ad Amanda Ungaro l’ex modella brasiliana sposata e divorziata con Paolo Zampolli e poi deportata dall’Ice fuori dagli Stati Uniti. La Ungaro è andata all’attacco su X attaccando Melania ed il presidente Trump: “Non ho paura di voi. Siete voi a doverne avere di me. So chi siete e cosa avete fatto. Andrò fino in fondo: abbatterò il vostro sistema corrotto, fosse l’ultima cosa che faccio al mondo”.

I coniugi Trump con Amanda Ungaro e Zampolli alla festa di Capodanno a Mar-a-Lago nel 2021.

Amanda Ungaro potrebbe essere davvero in possesso di informazioni esplosive: cioè quanto basta ad aver spinto, la terza moglie di Donald Trump a fare giovedì scorso, l’insolita conferenza stampa, dove ha esordito: “Le menzogne che mi collegano al disonorevole Epstein devono finire oggi stesso” aggiungendo di non aver “mai avuto relazioni con Epstein o Ghislaine Maxwell”, e di “non essere stata presentata a suo marito da Epstein” e di “non aver saputo dei suoi crimini”. Un evidente tentativo di “disinnescare” preventivamente le eventuali rivelazioni della Ungaro. Ma tutto questo invece ha avuto come principale effetto quello di spingere i giornalisti di mezzo mondo a ravanare la rete in cerca di vecchie foto di Melania con Epstein e Maxwell e ne sono uscite non poche.

Melania Trump nella sua recente conferenza stampa

Paolo Zampolli e Jeffrey Epstein

Paolo Zampolli che si è sempre vantato (ed avvantaggiato) per aver presentata  Melania Knauss a Donald, compare agli atti degli  Epstein Files Transparency Act.  La modella brasiliana Amanda Ungaro, scriveva ieri la Repubblica, è arrivata in America appena 17enne grazie a un agente francese di modelle Jean-Luc Brunel, lo stretto collaboratore di Epstein suicidatosi in carcere, volando proprio sul famoso Lolita Express, come i piloti avevano soprannominato l’aereo privato di Epstein. In seguito la Ungaro è diventata la compagna di Zampolli con cui ha avuto un figlio ed era presente all’insediamento di Trump nel 2017 seduta al tavolo con Melania.

I Trumps con Zampolli e la sua ex fidanzata moldava ad una festa nel 2002 di Dolce & Gabbana a New York

L’entourage dei Trump l’ha descritta come cinica e calcolatrice, mentre i suoi sostenitori fanno notare che in realtà i sta battendo per l’affido del figlio. “Sono rimasta in silenzio per anni e per questo la gente mi giudica. Mi chiedono: perché parli adesso? Perché quell’uomo non mi lasciava vivere in pace! Ci ho provato. Ho lasciato la relazione senza niente, ho lasciato mio figlio in collegio e sono andata a lavorare“, ha detto la Ungaro al giornale spagnolo El Pais. : “Non gli è bastato distruggermi durante i vent’anni della nostra relazione: ha voluto distruggermi di nuovo quando ho iniziato una nuova vita. Ora è guerra. E vedremo chi vincerà“.

Le affermazioni diffuse su Zampolli da Fedez e Mr. Marra nel loro podcast sarebberofalse e gravemente diffamatorie”: per questo motivo  Paolo Zampolli ha querelato i conduttori di “Pulp Podcast L’oggetto del contendere è una puntata del podcast condotto dal rapper milanese Federico Lucia (in arte Fedez) insieme a Davide Marra incentrata sugli Epstein files: all’inyterno dei quali è emerso più volte il nome di Zampolli. “Definito ‘killer’ negli Epstein files, ora accusato di aver fatto deportare la ex, eppure resta intoccabile. Ma quanto potere ha Paolo Zampolli?” si legge in un post pubblicato lo scorso 25 marzo scorso sulla pagina Instagram di Pulp Podcast. Il riferimento è alla recente inchiesta del New York Times. Zampolli nella sua azione legale per diffamazione aggravata, ha chiesto tramite il proprio avvocato Maurizio Miculan un risarcimento “non inferiore ai cinque milioni di euro”, cifra che nessun tribunale italiano riconoscerebbe mai.

Come ha pubblicato il Corriere della Sera, Paolo Zampolli nelle sei pagine della querela depositata alla Procura di Milano dall’avvocato Miculan, si definisce un “impegnato imprenditore in vari settori del business (dalla moda all’immobiliare)”, legato a Trump da un “rapporto pluriennale di solida e fraterna amicizia”. Nel podcast, accusa Zampolli, “mi si accosta, altresì, in maniera subdolamente insinuante al caso Epstein, alludendo al mondo della moda di cui ho fatto a lungo parte, avendo fondato, negli anni Novanta, un’importante agenzia denominata ID Models” (una piccola agenzia di modelline chiusa anche a seguito della mancanza di clienti importanti e top models) . Nella puntata di Pulp Podcast finita al centro della vicenda giudiziaria, Fedez ha parlato di Paolo Zampolli come di “quello che in teoria portava, a detta di Fabrizio Corona, le signorine a Trump e ha fatto conoscere Melania a Trump”. Quindi, ha continuato il rapper, “sarebbe interessante andare ad approfondire che cosa c’è all’interno degli Epstein files riguardo Zampolli”.

A loro volta i legali di Fedez – gli avvocati Gabriele Minniti e Andrea Pietrolucci – fanno sapere che “in merito alla querela sporta contro il nostro assistito, precisiamo che lo stesso si è limitato a esercitare il diritto di cronaca, riportando fedelmente i contenuti tratti da documenti pubblici e le dichiarazioni altrui senza alcun commento personale”. Quindi, proseguono, “tale operato, improntato alla massima continenza e al rigoroso rispetto della verità dei fatti, esclude ogni ipotesi di diffamazione. Siamo certi che la correttezza della sua condotta emergerà in ogni sede”.

A sua volta anche Fedez ha replicato a Zampolli sui social: “La mia storia non è quella di “appecorarmi” e tirarmi indietro” scrive il rapper aggiungendo: “Associato agli Epstein Files? Ma se Zampolli è negli Epstein Files invitando l’imprenditore ad andare ospite al podcast se vuole replicare. Un comportamento più che corretto. “Siccome l’amichetto dell’uomo potente non vuole rendere conto di queste cose cerca di intimidire chi ne parla intentandoci una causa milionaria” evidenzia Fedez.

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