di Veronica Ursida
Al Dolby Theatre di Los Angeles le star più attese della stagione cinematografica hanno sfilato sul red carpet più famoso del cinema, dando il via alla 98ª edizione degli Academy Awards, condotta da Conan O’Brien. Fuori dal teatro, come sempre, centinaia di fotografi e troupe televisive hanno raccontato il primo capitolo della serata: quello degli arrivi. Attesissimo anche Leonardo DiCaprio, presente per sostenere “One Battle After Another“ di Paul Thomas Anderson, uno dei titoli più importanti dell’anno, e vincitore dei due premi più importanti. Presente anche Vittoria Ceretti: la fidanzata di Di Caprio, è la prima volta che i due partecipano insieme – anche se non sul red carpet – a una cerimonia dei premi di Hollywood.

Il film più premiato della 98esima edizione degli Oscar è stato “One Battle After Another“ (trad. Una battaglia dopo l’altra”) di Paul Thomas Anderson, con sei statuette, comprese quelle ambitissime per miglior film e miglior regia, un thriller politico ambientato in un’ America sempre più poliziesca e violenta . Un film pensato prima del ritorno di Donald Trump alla presidenza ma che ha anticipato la deriva distopico della società americana, attraverso le avventure di un gruppo di rivoluzionari, French 75, che organizza azioni di guerriglia per liberare immigrati clandestini detenuti in campi di prigionia.
Era dato per favorito da mesi, ma la sua vittoria non è stata una marcia trionfale: è arrivata davvero una battaglia dopo l’altra, in un testa a testa serrato con “I peccatori “ha tenuto la cerimonia in sospeso fino all’ultimo. Due film profondamente politici, anche se molto diversi tra loro. In uno il racconto di un’ America che scivola verso l’autoritarismo e la violenza; nell’altro l’orrore dei vampiri che diventa metafora del razzismo sistemico. Due modi opposti di guardare allo stesso Paese, due generi cinematografici diversi.
Sul palco il regista Paul Thomas Anderson ritirando l’Oscar per la sceneggiatura ha spiegato come è nato “Una battaglia dopo l’altra” : ” Ho scritto questo film per i miei figli per chiedere scusa per il disastro che abbiamo lasciato nel mondo che stiamo consegnando loro, ma anche con l’incoraggiamento che saranno la generazione che, si spera, ci riporterà un po’ di buon senso e di decenza”.

Il film “Sinners. I peccatori” di Ryan Coogler , che aveva superato ogni record ricevendo ben 16 nomination , si è fermato a 4 Oscar per la sceneggiatura originale, fotografia, colonna sonora e attore protagonista. L’attore, premiato per il ruolo dei gemelli proprietari di un locale nel Delta del Mississippi, è salito sul palco visibilmente emozionato, dove ha detto . “Dio è buono” poi si è rivolto al regista, con cui ha collaborato più volte, rinfgraziandolo: “Mi hai dato l’opportunità e lo spazio per essere visto»”
A seguire “Frankenstein” di Guillermo del Toro, con 3 Oscar, vinti tutti nelle categorie tecniche: scenografia, trucco e acconciatura, costumi. Il grande sconfitto della categoria è Timothée Chalamet, che con il ruolo del giocatore di ping pong in “Marty Supreme” ci sperava davvero: niente da fare neanche stavolta.
Sean Penn ha vinto come miglior attore non protagonista per il soldato razzista che cerca di entrare in una società segreta in Una battaglia dopo l’altra, ma non è andato a ritirare il premio, in polemica con l’ Academy da una vita Secondo il New York Times, che cita due persone informate sui fatti ma non autorizzate a parlare pubblicamente, Penn aveva in programma in queste ore di recarsi in Ucraina. Con questo Oscar, l’attore americano diventa il quarto attore nella storia a vincere tre Oscar, dopo Daniel Day‑Lewis, Jack Nicholson e Walter Brennan. Amy Madigan, premiata come attrice non protagonista per il suo ruolo di strega in “Weapons“, indicando la statuetta vinta, ha ricordato quanto tempo fosse passato dalla sua prima candidatura. “Sono passati quarant’anni, la differenza questa volta è questo piccolo tizio d’oro”.

Nella categoria del miglior film internazionale ha vinto Sentimental Value, una scelta che molti hanno letto come prudente: il film del regista norvegese Joachim Trier ha superato anche “Un semplice incidente” di Jafar Panahi, uno dei film più apertamente politici della competizione. Il premio è stato consegnato da Javier Bardem, che presentando il vincitore per il miglior film internazionale si è presentato sul palco come sul red carpet con una scritta molto evidente sul risvolto della giacca: “No alla guerra“. Slogan che ripete insieme a “Palestina libera“. per ricordare il clima politico globale
Le categorie quest’anno erano 24, una in più dello scorso anno a seguito dell’inserimento dell’ Oscar per il miglior casting. Nessun film italiano tra quelli in gara, ma la presenza di italianità in questa edizione degli Oscar è arrivata lo stesso : tra i produttori di “Two people exchanging saliva“, uno dei due cortometraggi premiati (ex aequo), c’è anche la bolognese Valentina Merli.: “Questa statuetta è pesante, ma me la sento bene in mano, non la mollo più, nemmeno per un momento!» l’unica italiana non solo ad aver vinto un Oscar alla 98 edizione degli Academy awards, ma è anche l’unica candidata: risponde al telefono all’ Ansa dal foyer del Dolby Theatre. È anche orgogliosa di essere l’unica italiana tra il gotha del cinema internazionale. “Mi dispiace che l’Italia sia assente. Eppure abbiamo una tradizione così solida e ammirata in tutto il mondo. Abbiamo registi, attori e tecnici fantastici. Penso che il cinema – come tutta la cultura – non sia abbastanza sostenuto in Italia”.


Anna Wintour e Anne Hathaway sono salite sul palco insieme agli Oscar 2026 per presentare i premi per i migliori costumi e per il miglior trucco e acconciature. Le due hanno scherzato facendo riferimento al film “Il diavolo veste Prada“, “Che ne pensi del mio vestito di stasera?“, ha chiesto l’attrice ed Anna Wintour ha fatto finta di non sentire: “Le nomination sono…”.
L’elenco completo di vincitori e vincitrici Oscar 2026
Oscar per il miglior film: Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Oscar per la miglior attrice protagonista: Jessie Buckley per Hamnet
Oscar per il miglior attore protagonista: Michael B. Jordan per Sinners. I peccatori
Oscar per la miglior regia: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
Oscar per la miglior canzone originale: Ejae, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon e Teddy Park per il brano «Golden» (KPop Demon Hunters)
Oscar per il miglior miglior film internazionale: Sentimental value di Joachim Trier
Oscar per la miglior Fotografia: Autumn Durald Arkapaw per Sinners. I peccatori
Oscar per il miglior montaggio: Andy Jurgensen per Una battaglia dopo l’altra
Oscar per il miglior sonoro: Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo e Juan Peralta per F1: il film
Oscar per la miglior colonna sonora: Ludwig Goransson per Sinners. I peccatori
Oscar per il miglior documentario: Mister nobody against Putin
Oscar per il miglior cortometraggio documentario: All the empty rooms
Oscar per i migliori effetti visivi: Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett per Avatar – Fuoco e cenere
Oscar per la miglior scenografia: Tamara Deverell e Shane Vieau perFrankenstein
Oscar per la miglior sceneggiatura originale: Ryan Coogler per Sinners. I peccatori
Oscar per la miglior sceneggiatura non originale: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
Oscar per il miglior attore non protagonista: Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra
Oscar per il miglior cortometraggio: The Singers e Two People Exchanging Saliva (a pari merito)
Oscar per il miglior casting: Cassandra Kulukundis per Una battaglia dopo l’altra
Oscar per il miglior trucco e acconciatura: Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey per Frankenstein
Oscar per i migliori costumi: Kate Hawley per Frankenstein
Oscar per il miglior corto animato: The girl who cried pearls
Oscar per il miglior film animato: KPop Demon Hunters.
Oscar per la miglior attrice non protagonista: Amy Madigan per Weapons








