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2 Maggio 2026 23:27

Spotify contro l’IA: arriva la verifica ufficiale per gli artisti umani

La spunta verde “Verificato da Spotify” sarà assegnata solo ai musicisti con attività autentica, presenza verificabile e coinvolgimento costante del pubblico

Spotify ha annunciato giovedì un nuovo sistema di verifica pensato per aiutare gli utenti a riconoscere con immediatezza i musicisti reali rispetto ai contenuti generati dall’intelligenza artificiale, in un momento in cui le piattaforme di streaming stanno registrando un afflusso senza precedenti di brani sintetici. Un segno di autenticità nell’era dell’IA. Il colosso svedese introdurrà nelle prossime settimane il badge “Verificato da Spotify”, identificato da una spunta verde, che comparirà sui profili degli artisti e nei risultati di ricerca. Il contrassegno indicherà che un profilo è stato esaminato e rispetta gli standard di autenticità della piattaforma.

La piattaforma Spotify ha chiarito che i profili basati principalmente su musica o personaggi creati dall’intelligenza artificiale non potranno ottenere la verifica. “Nell’era dell’IA, è più importante che mai potersi fidare dell’autenticità della musica che si ascolta”, ha dichiarato l’azienda.

I criteri per ottenere la verifica

Per accedere al badge, gli artisti dovranno dimostrare: coinvolgimento costante del pubblico nel tempo; rispetto delle regole della piattaforma; presenza genuina dentro e fuori Spotify, come concerti, merchandising ufficiale e account social collegati. Secondo l’azienda, oltre il 99% degli artisti cercati attivamente dagli utenti risulterà verificato al momento del lancio, una platea che comprende centinaia di migliaia di musicisti, in gran parte indipendenti e provenienti da generi e Paesi diversi.

L’invasione dei brani sintetici

L’iniziativa arriva mentre cresce la preoccupazione dell’industria musicale per la proliferazione di contenuti generati dall’IA. La piattaforma concorrente Deezer ha rivelato la scorsa settimana che il 44% della nuova musica caricata quotidianamente è composto da brani sintetici. Anche le major discografiche stanno reagendo: Sony Music ha dichiarato di aver richiesto la rimozione di oltre 135.000 brani prodotti con IA che imitavano artisti sotto contratto, presenti su varie piattaforme di streaming.

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