"Stupidario" della politica: le assurdità dette nell'ultimo decennio | 3a puntata, 2018-19

ROMA – Dieci anni esatti, 3.651 giorni, tre legislature, sette governi. Un lungo viaggio tra frasi celebri e scandali sessuali e abitativi, fiammate omofobe e razziste, congiuntivi fantozziani e gaffe planetarie, e contraddizioni, complotti e menzogne.  Ma tutto ciò è niente.
E’ giunto il momento di attraversare questo decennio attraverso le peggiori dichiarazioni proferite dai più alti vertici istituzionali del Paese, dal gennaio 2010 al dicembre 2019.

2018

Ok
“Non è una Margherita, ma un fiore petaloso”. (La ministra Beatrice Lorenzin sul nuovo simbolo di Civica Popolare, 9 gennaio 2018)

Perché proprio Matteo?
Di Salvini mi ha colpito la nitidezza di pensiero”. (L’avvocato penalista Giulia Bongiorno si candida con la Lega Nord, 18 gennaio 2018)

Rimborsi a 5 Stelle
Il Movimento 5 stelle gli imputa dichiarazioni false per 270mila euro, è il recordman delle non-restituzioni (…). “Non sono in Marocco, non scappo da niente”. Ma come le è venuto in mente di tenersi i soldi? “Ho restituito qualcosa ogni mese, ma non quanto dichiaravo”. Come faceva? “Postavo bonifici che poi non inviavo” . (Ivan Della Valle, ex M5S, da Repubblica del 15 febbraio 2018)

Legislatori
Ho scoperto che Luigi Di Maio è gay ed è fidanzato con Vincenzo Spadafora, suo responsabile per le relazioni istituzionali. Sono felice di avere finalmente un premier gay, così sereno, affettuoso, sorridente. È elogiativo: anzi, pare che Di Maio sia bisessuale, e bisessuale è ancora meglio”. (L’onorevole Vittorio Sgarbi, 12 marzo 2018)

Lo sguardo di Toninelli
Questa fotografia forse può dimostrare anche la MASSIMA CONCENTRAZIONE con cui stiamo affrontando questa importante missione”. (Danilo Toninelli pubblica la foto del proprio sguardo su Instagram, 9 maggio 2018)

Il ministro dell’Interno
Un bacione a Saviano. Stiamo lavorando a una revisione dei criteri per l’assegnazione delle scorte”. (Matteo Salvini, 30 maggio 2019)

Nobel per la Pace
Penso proprio di sì, Salvini merita il Nobel per la Pace, sta cercando di difendere gli interessi del proprio Paese, usando le parole di grandi personaggi religiosi come papa Giovanni Paolo II...”. (Claudio Durigon, sottosegretario leghista al Lavoro, 21 giugno 2019)

Diceva?
Salvini, Meloni, mangiate tranquilli. Il M5S non fa alleanze con quelli che da decenni sono complici della distruzione del Paese”. (Beppe Grillo, 23 gennaio 2017)

Diceva? / 2
Voglio rispondere a chi ci definisce alleati della Lega: io sono del Sud, io sono di Napoli. Faccio parte di quella parte d’Italia a cui la Lega diceva ‘Vesuvio lavali col fuoco’. Non ho nessuna intenzione di far parte di un Movimento che si allea con la Lega Nord”. (Luigi Di Maio, 19 giugno 2017)

Ho tanti amici gay
Io contro i gay? Ma va. Ho tanti amici omosessuali, del resto ho vissuto a Bruxelles tanti anni dove ci sono anche nelle istituzioni. Le famiglie arcobaleno? Perché, esistono?”. (Lorenzo Fontana, ministro leghista alla Famiglia, 2 giugno 2018)

Voce del verbo nomadare
Se sono nomadi non sono stanziali. I campi Rom quindi non sono tollerabili. Se sono nomadi dopo tot mesi devono #NOMADARE”. (Giorgia Meloni, leader Fdi, 13 giugno 18)

Voce del verbo sgrugnare
Io quand’ero piccola, che c’avevo poco a poco un cugino che c’aveva una malattia esantematica, facevamo la processione a casa di mio cugino perché così la zia se sgrugnava tutti e sette i nipoti, così tutti se l’erano levata dalle palle”. (Paola Taverna, vicepresidente del Senato, 7 agosto 2018)

Percentuali
“Il ritorno all’acqua pubblica è un tema culturale del Paese, perché l’acqua è quello per cui noi siamo costituiti per oltre il 90%”. (Il vicepremier Luigi Di Maio, 4 settembre 2018)

Ciaone alla povertà
Ce l’abbiamo fatta! Con questa manovra abbiamo abolito la povertà!”. (Luigi Di Maio in festa dal balcone di Palazzo Chigi, 25 settembre 2018)

Renzi da piccolo
Da piccolo volevo fare il giornalista, poi il giornalaio, ma pure il camionista, ed in alcuni momenti il Papa”. (Matteo Renzi, 4 ottobre 2018)

#tunnelToninelli
Sapete quante delle merci italiane, quanti degli imprenditori italiani utilizzano con il trasporto principalmente ancora su gomma il tunnel del Brennero...”. (Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, parla di un tunnel inesistente ed inoperoso: non sarà completato prima del 2025, ed inoltre sarà esclusivamente ferroviario, 2 ottobre 2018)

La manina
+++ È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. (…) Non so se una MANINA politica o una MANINA tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato! +++”. (La nota del vicepremier Luigi Di Maio, 17 ottobre 2018)

PING! PING! PING!
Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio vola a Shanghai per alcuni importanti accordi commerciali, ed in tre occasioni diverse sbaglia il nome dell’uomo più potente del mondo, il presidente cinese Xi Jinping, chiamandolo semplicemente “Ping”. L’equivalente di un “Giggino”. (5 novembre 2018)

Ogni volta che la rileggo, migliora
Trump? Sta facendo molto bene per il suo Paese. Ma non voglio sbilanciarmi perché gli americani devono votare e non voglio creare un’interferenza...”. (Il premier Giuseppe Conte, 6 novembre 2018)

La piaga del porno
“Se governassi l’Italia chiederei a Rocco Siffredi di cambiare mestiere o di non tornare più in Italia. YouPorn ha distrutto la vita di tanti giovanissimi”. (Mario Adinolfi, 16 novembre 2018)

Bisex
“Non si dica che io sono solo per la birra e non per il vino: no, io sono bisessuale”. (Pierluigi Bersani, 24 novembre 2018)

Rassicurazioni
Penso che Genova tornerà più forte di prima in pochi mesi, al massimo anni…”. (Danilo Toninelli, 3 dicembre 2018)

2019

Il boom
“Io credo che in Italia possa esserci un nuovo boom economico, come negli anni ’60”. (Luigi Di Maio, 11 gennaio 2019)

Boom / 2
Ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019 e per una ripresa che continui negli anni a seguire”. (Giuseppe Conte, 1 febbraio 2019)

La ruspa
Per Natale ho ricevuto in regalo da mia figlia e dal suo fidanzato una piccola ruspa telecomandata. La mando avanti e indietro per l’ufficio gridando ruspa, ruspa, ruspa!”. (Mario Giordano, giornalista Mediaset e a La Verità, 11 gennaio 2019)

M’avete preso per un c…
Oggi vogliamo dare una notizia all’Italia, una notizia che da ministro dello Sviluppo economico mi riempie d’orgoglio. Abbiamo reso Lino Banfi patrimonio dell’Unesco!”. (Luigi Di Maio, 22 gennaio 2019)

Dunque
Vorrei ripristinare la verità: chi ha il pisello è un uomo e chi ha la vulva è una femmina. Punto!”. (Daniela Santanchè, parlamentare sovranista, 10 marzo 2019)

Il dibattito sul clima in Italia: non solo i “ceffoni” di Feltri…
Greta è malata di autismo, e a quel punto politically correct e buonsenso mi vietano di dire quello che avrei detto se fosse stata sana: l’avrei messa sotto con la macchina! Se po’ dì?”. (La giornalista Maria Giovanna Maglie, 16 marzo 2019)

Leggiamo da Libero
Dibba rinuncia a candidarsi e si ritira: si dedicherà a seghe e chiodi. “Mi sono iscritto ad un corso di falegnameria a Viterbo, è fichissimo, di giorno studio gli incastri a coda di rondine, la sera studio il franco Cfa, è una bella vita” – (31 marzo 2019)

#ZucchinediMare
In questa Europa devo farmi dire da Macron il diametro delle zucchine che i miei pescatori possono pescare nei mari italiani”. (Giorgia Meloni, 30 aprile 2019)

Preghiamo per Pillon
“Ho appreso la notizia della morte di Vittorio Zucconi. Prego per lui, perché al di là delle inutili e faziose celebrazioni di Repubblica, si salvi l’anima. Ora, dove si trova, vede tutto molto più chiaramente”. (Simone Pillon, senatore della Lega, 28 maggio 2019)

Qui si fa la storia del Movimento 
Per i consiglieri comunali abbiamo deciso di introdurre il cosiddetto mandato zero. Che cos’è il mandato zero? È un mandato, il primo, che non si conta nella regola dei due mandati. Una mandato che non vale”. (Luigi Di Maio, tutorial, 22 luglio 2019)

Crisi di governo
Chiedo agli italiani di darmi pieni poteri!”. (Matteo Salvini, 8 agosto 2019)

L’endorsement del presidente Usa
(…) Prime Minister of the Italian Republic, GIUSEPPI Conte”. (Donald Trump su Twitter, 27 agosto 2019)

Si diceva Luigi?
“Io con il partito di Bibbiano non voglio avere nulla a che fare, con il partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock per venderseli non voglio avere nulla a che fare”. (Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, 18 luglio 2019)

Ducefobia
Chi espone la foto o il disegno di mio nonno a testa in giù commette un atto di violenza, che andrebbe perseguito. Propongo di inserire nel nostro ordinamento giudiziario il reato di ‘DUCEFOBIA’”. (Alessandra Mussolini, 25 ottobre 2019)

Nasce Italia Viva
Quello del simbolo non è un gabbiano, che poi avere un gabbiano sopra la testa non porta benissimo… io ci vedo una spunta, la spunta di WhatsApp; e contemporaneamente è un’ala per alzarci in volo”. (Matteo Renzi, 20 ottobre 2019)

J’adore
“Oggi sono andata a Montecitorio con Dior, un maialino sensibile ed intelligente”. (Michela Vittoria Brambilla, con tanto di foto su Instagram, 4 dicembre 2019)

Il ritorno del Senatur
Mi sembra giusto aiutare il Sud, sennò se non li aiutiamo a casa loro straripano e vengono qui. È un po’ come l’Africa…”. (Umberto Bossi, 21 dicembre 2019)

E tanti auguri a tutti
Ora scusatemi, vi devo salutare perché devo andare a puttane!”. (Silvio Berlusconi, il premier più longevo della storia repubblicana, dallo stadio di Olbia, 1 dicembre 2019).




Ecco le consultazioni al Quirinale per la crisi di governo

ROMA – Nel pomeriggio di oggi martedì 27 agosto partono le consultazioni del Quirinale fino alle ore 19 di mercoledì 28 agosto si terrà il secondo giro di consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Colle ha comunicato il calendario degli incontri. L’ex capo dello Stato e senatore Giorgio Napolitano, non essendo presente a Roma, sarà sentito telefonicamente. L’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica ha comunicato il calendario delle consultazioni.

Il calendario

Martedì 27 agosto 2019:

ORE 16.00

Mattarella incontra il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

ORE 17.00

Tocca al presidente della Camera dei Deputati, l’onorevole Roberto Fico.

ORE 18.20

Gruppo parlamentare misto del Senato, composto da Loredana De Petris, presidente del Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica; Riccardo Nencini, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “PSI“; Pietro Grasso, rappresentante della componente “Liberi e Uguali“; Emma Bonino, rappresentante della componente “Più Europa con Emma Bonino“; Ricardo Antonio Merlo, rappresentante della componente “MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero“.

ORE 18.40

Gruppo parlamentare misto della Camera dei Deputati composto da Manfred Schullian, presidente del Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei Deputati; Alessandro Fusacchia, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente +Europa-Centro Democratico“; Renate Gebhard, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente Minoranze linguistiche; Maurizio Lupi, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “Noi con l’Italia – USEI“; Beatrice Lorenzin, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “CIVICA POPOLARE AP-PSI-Area Civica“; Catello Vitiello, vice presidente del Gruppo Misto e rappresentante della componente “Sogno Italia-10 volte meglio“; Antonio Tasso, rappresentante della componente “MAIE Movimento Associativo Italiani all’Estero“.

Mercoledì 28 agosto 2019

ORE 10.00

Gruppo parlamentare “per le Autonomie (SVP-PATT,UV) del Senato composto da Julia Unterberger, presidente del Gruppo Parlamentare “Per le Autonomie (SVP-PATT,UV)” del Senato; Albert Lanièce, vice presidente (UV); Gianclaudio Bressa, componente del Gruppo Parlamentare per le Autonomie.

ORE 10.30

Gruppo parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera dei Deputati composto da Federico Fornaro, presidente del Gruppo Parlamentare “Liberi e Uguali” della Camera; Rossella Muroni , vice presidente vicario del Gruppo.

ORE 11.00

Gruppo parlamentare “Fratelli d’Italia” del Senato e della Camera composto da Luca Ciriani e Tommaso Foti, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e Vice Presidente del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati; Giorgia Meloni, Capo del Movimento “Fratelli d’Italia“.

ORE 16.00

Gruppo parlamentare “Partito Democratico” del Senato e della Camera composto da Andrea Marcucci; Graziano Delrio, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni, rispettivamente Segretario e Presidente del “Partito Democratico”; Paola De Micheli, vice segretario del “Partito Democratico“.

ORE 17.00

Gruppo parlamentare “Forza Italia – Berlusconi Presidente” del Senato e della Camera composto da Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Forza Italia – Berlusconi Presidente” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, rispettivamente Presidente e Vice Presidente del Partito “Forza Italia – Berlusconi Presidente”.

ORE 18.00

Gruppo parlamentare “Lega-Salvini premier” del Senato e della Camera composta da Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; Matteo Salvini, Segretario Federale del Partito “Lega – Salvini Premier“.

ORE 19.00

Gruppo parlamentare “Movimento 5 Stelle” del Senato e della Repubblica composto da Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva, rispettivamente Presidente del Gruppo Parlamentare “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati; Luigi Di Maio, Capo della forza politica “MoVimento 5 Stelle“.




Regione Puglia, Emiliano alle prese con il rimpasto e con una maggioranza sempre più traballante

 ROMA – Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano , sempre più nei guai a causa dei vari assessori dimissionari in quanto coinvolti in inchieste giudiziarie, si appresta ad una riunione della sua maggioranza sempre più debole ed a rischio. Emiliano non intende negoziare e vuole cercare di tappare  le “falle”  lasciati aperte a causa delle dimissioni dagli assessori Caracciolo all’Ambiente, Giannini ai Trasporti,  e Mazzarano allo Sviluppo economico.

Michele Emiliano (Partito Democratico)

La partita, è essenzialmente politica , nel vano tentativo di sparigliare gli equilibri politici a seguito del risultato delle urne del 4 marzo, che ha letteralmente asfaltato in tutta la Puglia il centrosinistra ma sopratutto il Pd. La futura ripartizione degli assessorati sembra strumentali anche sulla base delle liste dei candidati che scenderanno in campo alle prossime  amministrative di giugno , da Barletta a Brindisi dove il candidato imposto due anni fa da Emiliano venne sonoramente sconfitto, nella speranza che il Partito Democratico non perda altri voti.

Emiliano sta cercando di mandare segnali trasversali di alleanza ai dalemiani, il cui leader Massimo D’ Alema è da sempre uno dei suoi principali detrattori, i quali al momento sono rimasti di fatto senza un gruppo a partire dall’ex- capogruppo Abbaterusso di restare soli a presidiare l’ala sinistra della sinistra. Nasce quindi da questa esigenza l’idea di portare in Giunta in realtà non il “partitino” di D’Alema e “compagni” ma chi, di quella componente politica, si è rivelato un fiancheggiatore della maggioranza, come appunto il consigliere Pino Romano.
Il Governatore pugliese  vorrebbe provar ad un apertura al gruppetto di centrodestra della vecchia maggioranza del centrosinistra che sostiene la sua giunta ipotizzando un assessorato per Luigi Morgante,  consigliere regionale eletto con Ap (Alfano) successivamente emigrato nella componente-movimento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin  (Civica Popolare)  un tempo berlusconiana, che negli ultimi ha fatto parte  dei Governi a guida Pd (Renzi, Gentiloni). Voci di provincia  sostengono che Morgante, nell’ultima campagna elettorale avrebbe sostenuto nel suo collegio elettorale di Manduria  alle recenti elezioni politiche la candidatura al Senato di Luigi Vitali, segretario regionale di Forza Italia, trombato dagli elettori nel proprio collegio uninominale e salvatosi entrando in Senato grazie ai voti del listino “bloccato”.

Michele Emiliano, Rossi, Roberto Speranza

Emiliano da sempre cerca di imbarcare di tutto e di più , provando da sempre anche con i grillini che hanno sempre respinto le sue proposte ritenendolo e definendolo pubblicamente “inaffidabile” per “coprire l’elettorato” della provincia di Taranto, che ancora una volta rimane “scoperto” in Giunta dopo le rispettive dimissioni di Gianni Liviano (che ha lasciato persino la maggioranza passando nel Gruppo Misto) e nei giorni scorsi di Michele Mazzarano. Ma sulla testa di Morgante pende un’inchiesta giudiziaria relativa al suo recente passato di amministratore locale a  suoi trascorsi amministrativi a Manduria, e sarebbe non poco arduo avvicinare nuovamente la Giunta Emiliano agli atti giudiziari, e l’altro consigliere eletto nelle liste di Emiliano nella provincia di Taranto, cioè Peppo Turco non gode della fiducia di tutto in centrosinistra tarantino venendo ritenuto “inaffidabile”

Michele Emiliano è alla disperata ricerca di una soluzione  che non potrà mai ipotizzare l’ingresso in giunta del , il consigliere “renziano” del Pd di Martina Franca Donato Pentassuglia da sempre in rotta col governatore barese. Un giornale barese nei giorni scorsi  ha ipotizzato persino dell’ uscita dalla giunta anche dell’ Assessore al Welfare Salvatore Ruggieri, in quanto osteggiato persino dai suoi colleghi del gruppo dei Popolari,  a seguito del ruolo influente nell’Udc di Lorenzo Cesa, considerato organico al centrodestra. La sua uscita della giunta Emiliano lascerebbe un  assessorato da riservare ad un’a nomina “esterna”, che consentirebbe al Governatore pugliese,  di ricompensare la questione geografica ripagando Taranto del forte sostegno avuto alle ultime regionali. Rimescolando le carte, alleanze e nomine, il terzo assessorato  da nominare con un eletto in consiglio,  verrebbe riassegnato ai Popolari con l’ingresso in giunta di Peppino Longo, attuale vicepresidente del consiglio regionale .da sempre molto “vicino” all'”armata brancaleone” di Emiliano.
Una situazione a dir poco confusa e difficile, alla luce degli ultimi risultati delle Politiche dello scorso 4 marzo, che hanno visto la Puglia, la regione che ha ottenuto il peggior risultato in Italia del PD, nonostante tutto  il potere e sotto potere esercitato a 360 gradi da Emiliano alla Presidenza della Regione Puglia. Che difficilmente potrà tornare alle prossime regionali a spacciarsi come “il sindaco di Puglia“.



Habituè e new-entry, le facce del nuovo Parlamento

ROMA – Il nuovo Parlamento uscito dalle urne del 4 marzo è un mix di veterani e outsider. Nel Transatlantico di Montecitorio  si incontreranno il leghista nigeriano Toni Iwobi, primo senatore di colore d’Italia, la testimone di giustizia Piera Aiello che finalmente potrà riavere pubblicamente indietro la sua identità, ma anche pezzi grossi del governo uscente, dalla toscana Maria Elena Boschi, eletta a Bolzano, a Marco Minniti, sconfitto a Pesaro dal pentastellato Cecconi ma ripescato grazie al proporzionale. 

Tra i big recuperati, mezzo governo Gentiloni: Dario Franceschini, Roberta Pinotti, Valeria Fedeli, Andrea Orlando. Salvati anche tre dei principali esponenti di Liberi e Uguali: sconfitti all’uninominale conquistano comunque un seggio Pietro Grasso, Laura Boldrini e Pier Luigi Bersani.Entrano, invece, dalla porta principale del collegio i ministri Pier Carlo Padoan, Graziano Delrio, Luca Lotti e Beatrice Lorenzin.

Al Senato passa Emma Bonino, che a Roma fa incetta di voti, e torna Umberto Bossi. Ma gli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama ospiteranno anche perfetti sconosciuti o ‘famosi’ per motivi diversi dalla politica. Due veterinarie si accingono a prendere posto in aula: la napoletana Doriana Sarli, eletta alla Camera con il M5s; al Senato, per la Lega, la toscana Rosellina Sbrana. Tra i 28 eletti del Movimento 5 Stelle nei collegi uninominali siciliani Gaspare Marinello, dirigente dell’ospedale di Sciacca, e Giorgio Trizzino, direttore dell’ospedale Civico di Palermo.

Il M5s, che ha già designato come possibile successore della ministra Fedeli  Salvatore Giuliano   preside dell’Iiss Majorana di Brindisi, una delle scuole più raccontate d’Italia -, porta diversi insegnanti in Parlamento; molti dalla Calabria tra ritorni, come quello del senatore Nicola Morra, docente di storia e filosofia a Cosenza confermato per il secondo mandato, e new entry come Bianca Laura Granato, una delle più attive nelle battaglie contro la Buona Scuola.

Nutrito pure il drappello di giornalisti. Nel M5s ce l’hanno fatta Primo Di Nicola, ex direttore de Il Centro, con il 41% in Abruzzo; Emilio Carelli, ex direttore di SkYTg24Pino Cabras, giornalista-blogger, scrittore e fondatore di Pandora Tv, 46% nel collegio di Carbonia. Nelle liste di Forza Italia eletti Giorgio Mulè, direttore di Panorama (46%), Andrea Cangini, ex direttore di Qn, che era capolista nelle Marche. Per il Pd a Milano entra al Senato Tommaso Cerno, ex direttore de l’Espresso.

Restano fuori, invece, con il M5sGianluigi Paragone, ex direttore de La Padania, e la Iena Dino Giarrusso. Non ce la fanno per il Pd Francesca Barra, candidata in Basilicata, e neppure la bersaniana Chiara Geloni. Tra i vip dello sport l’ha spuntata l’ex Ad del Milan Adriano Galliani, mentre il presidente della Lazio Claudio Lotito resterà fuori dal Senato, a meno che non segua il consiglio del sindaco di Benevento Clemente Mastella e faccia ricorso.




Tavolo per Roma, 5 Aree di sviluppo e 19 progetti da attuare subito

ROMA Diciannove progetti da attuare immediatamente o di particolare interesse strategico, dal piano per rinnovare la flotta di Atac e le pattuglie interforze contro l’abusivismo e la vendita di merci contraffatte fino alla riqualificazione energetica di 250 scuole e il centro internazionale di ricerca biomedica e delle terapie innovative per la vita. E’ la prima tranche di azioni di rilancio previste dal Piano industriale “Sviluppo Capitale” che è stata presentata dal Tavolo Roma del Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lazio e Comune di Roma riunitosi ieri per la seconda volta dopo l’incontro del 17 ottobre.

Oltre al Ministro Calenda, il Presidente della Regione Lazio Nicola  Zingaretti, la Sindaca di Roma Virginia Raggi erano presenti al tavolo per illustrare i progetti il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Prefetto di Roma Paola Basilone, l’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti Fabio Gallia ed il Presidente dell’ Istituto Luce, Roberto Cicutto.

Il piano Sviluppo Capitale prevede in totale 30 interventi, organizzati su 5 pilastri di rilancio produttivo della città: competitività e innovazione; energia e mobilità sostenibile; turismo; riqualificazione urbana ed una serie di interventi settoriali per favorire produzione e lavoro.

I primi diciannove progetti presentati oggi prevedono, fra le altre azioni, l’accesso al credito delle Pmi romane con la firma di un Protocollo d’Intesa MISE/Regione Lazio che istituisce una sezione speciale del Fondo di Garanzia che agevolerà concessioni di credito aggiuntivo fino a 100 milioni di euro alle imprese localizzate a Roma e nel Lazio; l’innovazione e ricerca, con un piano che prevede investimenti e, fra le altre cose, un “welcome package” per studenti o imprenditori che scelgono di venire a Roma per aprire una azienda nelle zone degradate o periferiche della città; il rilancio del turismo, potenziando le strutture ricettive e puntando ad attirare a Roma alcuni dei 50 eventi mondiali ancora in corso di assegnazione;  l’hub dell’aerospazio per far crescere la filiera tecnologica romana e quello dello sport che va dal Parco del Foro Italico al Lungo Tevere fino a gli impianti sportivi periferici; lo sblocco di grandi cantieri come l’ex caserma Guido Reni e gli ex Uffici delle Dogane a San Lorenzo, con investimenti complessivi di 260 milioni

Una speciale attenzione infine al tema del lavoro e della produzione. Al termine del Tavolo il Ministro Calenda ha presieduto una riunione con le principali imprese con sede a Roma nel corso della quale sono stati presentati i risultati di un’indagine/sondaggio realizzata con Unindustria e Ice in cui le prime 100 aziende romane per fatturato e dipendenti delineano quali sono le principali criticità che incontrano nel quotidiano. L’obiettivo è quello di individuare soluzioni efficaci che permettano di prevenire l’emergere di crisi aziendali o il trasferimento delle sedi produttive nonché sostenere i progetti di sviluppo e di crescita occupazionale delle stesse. Una prima riunione plenaria – quella di stasera – cui seguiranno incontri diretti organizzati al MISE con le singole imprese per definire un’assistenza “su misura” e l’attivazione di una “task force” congiunta Comune, Regione, Ministero per semplificare l’interazione fra impresa e PA.

La terza e prossima riunione della Cabina di regia di Sviluppo Capitale si svolgerà fra un mese, per presentare i restanti undici progetti di sviluppo su cui stanno lavorando i Gruppi Tecnici e rendere strutturale il Tavolo Roma.




Terremoto a Ischia: 2 morti, 39 feriti e 2.600 gli sfollati dalle abitazioni

ROMA –  Alcune case sono crollate a Casamicciola, travolgendo diverse famiglie. Due le donne morte: una colpita dai calcinacci di una chiesa, un’altra travolta dalle macerie della sua casa. Una decina le repliche.

Momenti di terrore e paura quelli vissuti dai tanti turisti in vacanza sull’isola, ma in sindaci rassicurano: “Crolli localizzati, falso che siano in tutta l’isola. Nessun legame sisma-abusivismo”.geologi però evidenziano che si tratta di “crolli non normali per un terremoto di magnitudo 4“.

Due vittime, 39 feriti (di cui uno molto grave). Gli sfollati sono 2.000 a Casamicciola, 600 a Lacco Ameno secondo il bilancio fatto dal capo del dipartimento della protezione civile Angelo Borrelli, giunto sull’isola in mattinata.

Durante la notte, grazie a tre corse appositamente organizzate sotto il coordinamento del Comando generale delle Capitanerie di Porto, hanno lasciato l’isola 1.051 persone, accolte a Pozzuoli dai volontari della Croce Rossa Italiana prima di allontanarsi autonomamente.

Centinaia di persone sono ancora in fila in fila agli scali portuali per lasciare l’isola d’Ischia dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4 che alle 20,57 di ieri ha colpito le acque a largo dell’isola di Ischia. Una delle vittime è un’anziana donna, Lina Cutaneo, che è morta dopo essere stata colpita da calcinacci caduti dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio di Casamicciola. L’altra donna deceduta non è ancora stata identificata: non è ancora chiaro se sia rimasta travolta da un crollo o colta da malore.

Un’intera famiglia è rimasta sotto le macerie dopo il crollo della loro casa, a Casamicciola. I primi a essere estratti sono stati i genitori. È stata proprio la madre a indicare ai soccorritori dove cercare i figli.

Dopo una notte di lavoro, alle 4 di questa mattina i soccorritori hanno estratto vivo Pasquale, un neonato di appena sette mesi, il più piccolo dei tre fratelli, che una volta liberato dalle macerie è stato riportato con la madre all’ospedale Rizzoli, chiuso in un primo momento per la presenza di alcune crepe.

 

 

 

Gli altri due fratelli erano rimasti imprigionati dalle macerie, ma in salvo protetti sotto un letto.  I vigili del fuoco sono rimasti in contatto con loro per ore, riuscendo anche a far avere loro dell’acqua. Verso le 11 è stato estratto il secondo dei tre fratelli, Mattias, un bimbo di 8 anni. Prima di loro, i vigili del fuoco avevano tratto in salvo la madre Alessandra bloccata al momento del sisma e il padre Alessandro, con i soccorritori che hanno dovuto anche tagliare la lamiera di una macchina per raggiungerlo.

Sono servite altre due ore di paziente lavoro per trarre in salvo anche Ciro, 11 anni, il più grande dei tre fratelli, che è stato finalmente estratto dalle macerie della palazzina crollata a Casamicciola in seguito al terremoto di ieri sera a Ischia.Un lungo applauso dei vicini di casa ha incoraggiato i vigili del fuoco che lo hanno tirato fuori dopo 16 ore di lavoro ininterrotto. Mentre il bimbo veniva portato in ospedale per i primi controlli e soccorsi, i vigili del fuoco rimasti sul luogo del salvataggio si sono lasciati andare a gesti di esultanza e gioia per aver raggiunto il loro obiettivo.

 

 

E’ stato Ciro a salvare il fratellino Mattias. Dopo la scossa lo ha preso e lo ha spinto con lui sotto al letto, un gesto che sicuramente ha salvato la vita a entrambi. Poi con un manico di scopa ha battuto contro le macerie e si è fatto sentire dai soccorritori“. questo il commosso racconto del comandante della Tenenza di Ischia della Gdf, Andrea Gentile, che ha riportato il racconto di uno dei vigili del fuoco che lavoravano sul luogo del crollo.

 

 

Firmato il decreto di dichiarazione di «compromissione degli intreressi primari». Per il sisma di Casamicciola c’è il primo documento del Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, firmato all’esito del Comitato Operativo nazionale della protezione civile al quale ha preso parte. Il documento rende pienamente operativo l’intero Servizio nazionale della protezione civile in attesa del perfezionamento della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha trascorso più volte periodi di vacanza a Ischia, ha espresso “profonda vicinanza” ai cittadini colpiti dal sisma e “ai soccorritori che stanno facendo il loro meglio“.

Il Ministro Beatrice Lorenzin  dalle prime notizie giunte sul sisma a Casamicciola, sull’isola di Ischia,  è in costante contatto con il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, garantendo il pieno supporto del Ministero della Salute e dell’intero Sistema Sanitario Nazionale, all’interno del meccanismo di Protezione Civile, al cui Comitato Operativo ristretto partecipa il Ministero della Salute, immediatamente convocato per l’emergenza. In particolare, il tavolo di coordinamento del Ministero della Salute, si è da subito attivato nella notte e gli uffici di Sanità marittima, aeroportuale e di frontiera del Ministero con sede a Napoli, si sono subito collegati col sistema regionale e locale per garantire la propria massima collaborazione. 

 Il Ministero della Salute ha seguito  nel corso della notte  le operazioni di soccorso per quanto di propria competenza, che hanno visto anche la partecipazione, per il settore sanitario, dell’ARES 118 Lazio, che ha messo a disposizione un proprio elicottero per eventuali necessità urgenti, che non si sono manifestate grazie all’impegno straordinario dei Vigili del Fuoco e del personale sanitario del 118 di Pozzuoli e dell’ Ospedale Rizzoli.

A tutti loro vanno i ringraziamenti del Ministro per l’alta preparazione professionale e capacità immediata di intervento – è contenuto in una nota stampa diramata nel pomeriggio odierno – che ha reso possibili in tempi rapidi il salvataggio e l’assistenza a tutta la popolazione coinvolta nell’evento sismico. Si hanno notizie anche della Residenza sanitaria isolana e del Centro di riabilitazione neuromotorio che non risulta abbiano riportato danni. Anche l’agibilità della struttura ospedaliera è di fatto ripristinata. L’immediata e generosa solidarietà della popolazione ischitana, dei volontari, ha permesso, poi, di utilizzare al meglio le risorse di accoglienza dell’isola, per cui non è stato necessario predisporre attendamenti“.

Per quanto concerne la gestione dei presidi fondamentali di sanità pubblica, relativi al ciclo dell’acqua, alla filiera alimentare e allo smaltimento dei rifiuti, non pare esservi al momento alcuna criticità. Il Ministro Lorenzin nel suo comunicato “desidera anche ringraziare il personale dell’Aeronautica Militare, della Capitaneria di Porto, della Marina Militare e della CRI per avere attivato immediatamente la propria capacità operativa, che si aggiunge alla sempre eccezionale azione dei Vigili del fuoco, capaci anche di localizzare e procedere all’estrazione in tempi brevissimi dei feriti e di quanti travolti dai crolli, come i bimbi di cui tutti hanno potuto seguire le operazioni di salvataggio“.

I piccoli allevamenti dell’isola – conclude il comunicato – saranno presto contattati dagli Uffici veterinari del Ministero, di concerto con l’autorità veterinaria locale e con la Protezione Civile, la cui tempestività è stata ancora una volta encomiabile”

 




Le linee guida per uniformare i controlli sanitari ai migranti

 

ROMA – La linea guida per fornire raccomandazioni sui controlli sanitari di profughi e richiedenti asilo intercettati dal sistema di accoglienza italiano e fugare così tutte le incertezze in materia. Verrà presentata alla presenza del Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, lunedì 24 luglio alle ore 17.30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

Il documento sarà illustrato dal direttore generale dell’INMP Concetta Mirisola, dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, da Maurizio Marceca presidente della SIMM la Società italiana di medicina delle migrazioni , e dal direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Ranieri Guerra.

Si tratta del primo importante contributo scientifico a livello europeo su un tema estremamente attuale. Il documento, Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela per i migranti ospiti nei centri di accoglienza, è stato elaborato nell’ambito del “Programma nazionale linee guida salute migranti“, sviluppato dall’INMP in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, a partire dall’esperienza maturata nell’ambito del Sistema nazionale linee guida, e con la SIMM, in quanto unico network scienti­fico specificamente volto alla tutela della salute degli immigrati e impegnato a sostenere le buone pratiche nell’assistenza sia a livello nazionale sia locale, attraverso i propri gruppi immigrazione e salute (GrIS).

La linea guida è rivolta ai decisori, agli enti gestori dei centri di accoglienza e agli operatori sociosanitari e fornirà un pratico ausilio a fronte dell’incertezza ed eterogeneità nei comportamenti adottati sul territorio nazionale. All’elaborazione delle raccomandazioni ha lavorato un panel multidisciplinare e multiprofessionale di esperti, scelti in rappresentanza delle principali società scientifiche interessate e di istituzioni sanitarie nazionali e internazionali. È stata seguita una metodologia rigorosamente evidence-based, che ha previsto una ricognizione sistematica della letteratura biomedica sui temi d’interesse (in totale, 1.059 documenti reperiti e valutati criticamente).

Sono state prese in considerazione le principali malattie infettive e diffusive (tubercolosi, malaria, epatite B e C, HIV, parassitosi, infezioni sessualmente trasmissibili) e alcune patologie cronico-degenerative (diabete, anemie, ipertensione, carcinoma cervice uterina) la cui diagnosi precoce si associa a una riduzione degli esiti negativi per la salute e dei costi per il Servizio sanitario nazionale. Sono state anche considerate alcune condizioni – quali la gravidanza – meritevoli di particolare tutela e in grado di modificare il percorso di accoglienza. Alla luce delle evidenze emerse, per ciascuna delle patologie e condizioni individuate, gli esperti del panel hanno elaborato delle raccomandazioni di taglio clinico-organizzativo, incardinandole all’interno di un percorso modulato e progressivo, che va dalla valutazione iniziale in fase di soccorso alla visita medica completa in prima accoglienza, fino alla “presa in carico” vera e propria nella seconda accoglienza.

Il documento ,  è stato sottoposto a revisione aperta, prima della pubblicazione, mediante consultazione pubblica via web, al fine di favorire un confronto trasparente, partecipato e costruttivo tra gli stakeholder e gli operatori sociosanitari, e costruire un consenso intorno alle raccomandazioni, che ne agevoli l’implementazione.

Alla guida faranno seguito altri documenti evidence-based su temi relativi alla salute dei migranti, selezionati come prioritari a partire dalle indicazioni dei rappresentanti regionali della rete nazionale coordinata dall’INMP, di esperti del settore e di qualificati stakeholder. L’insieme di tali documenti  e raccomandazioni concorre alla definizione delle politiche pubbliche a tutela della salute dei migranti  in un’ottica di Evidence-based Public Health  e alla diffusione di  modelli clinico-organizzativi che garantiscano appropriatezza e continuità delle cure.




Le linee guida per la tutela dei migranti ospiti nei centri di accoglienza

di Paolo Campanelli

ROMA –  “Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela per i migranti ospiti nei centri di accoglienza” è il nome della Linea Guida presentata dal ministro della salute Beatrice Lorenzin  a Roma, nell’Istituto Nazionale Salute Migrazioni e Povertà (INMP), ente pubblico del Servizio sanitario nazionale.

Alla presentazione sono intervenuti Concetta Mirisola, Direttore Generale dell’INMP, Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS Istituto Superiore di Sanità, Maurizio Marceca , Presidente della SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni e Raniero Guerra, DG della Prevenzione.

Il Documento è stato elaborato nell’ambito del Programma Nazionale Linee Guida Salute Migranti, sviluppato dall’INMP in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, dall’esperienza maturata nell’ambito del Sistema Nazionale Linee Guida, e con la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, in quanto unico network scientifico specificamente volto alla tutela della salute degli immigrati e impegnato a sostenere le buone pratiche nell’assistenza sia a livello nazionale che locale, attraverso i propri Gruppi Immigrazione e Salute (GrIS); è il primo contributo scientifico a livello europeo, su cui ha lavorato un panel multidisciplinare e multi-professionale di esperti, scelti in rappresentanza delle principali società scientifiche interessate e di istituzioni sanitarie nazionali e internazionali, e il documento ha passato un periodo in chiaro su internet dove era possibile inviare suggerimenti e consigli, in modo da poter ottenere il migliore risultato possibile, riducendo costi e rischi per la salute.

La Linea Guida ha l’obiettivo di offrire ai decisori, agli enti gestori dei centri di accoglienza e agli operatori sociosanitari raccomandazioni circa la pratica dei controlli sanitari su profughi e richiedenti protezione internazionale intercettati dal sistema di accoglienza italiano, a fronte dell’incertezza e della eterogeneità nei comportamenti adottati sul territorio nazionale. All’elaborazione delle raccomandazioni ha lavorato un panel multidisciplinare e multiprofessionale di esperti, scelti in rappresentanza delle principali società scientifiche interessate e di istituzioni sanitarie nazionali e internazionali. È stata seguita una rigorosamente evidence-based, che ha previsto una ricognizione sistematica della letteratura biomedica sui temi d’interesse (in totale, 1.059 documenti reperiti e valutati criticamente).

Sono state prese in considerazione le principali malattie infettive e diffusive (tubercolosi, malaria, epatite B e C, HIV, parassitosi, infezioni sessualmente trasmissibili) e alcune patologie cronico-degenerative (diabete, anemie, ipertensione, carcinoma cervice uterina) la cui diagnosi precoce si associa a una riduzione degli esiti negativi per la salute e dei costi per il Servizio sanitario nazionale. Sono state anche considerate alcune condizioni – quali la gravidanza – meritevoli di particolare tutela e in grado di modificare il percorso di accoglienza.

Alla luce delle evidenze emerse, per ciascuna delle patologie e condizioni individuate, gli  esperti del panel hanno elaborato delle raccomandazioni di taglio clinico-organizzativo, incardinandole all'interno di un percorso modulato e progressivo, che va dalla valutazione iniziale in fase di soccorso alla visita medica completa in prima accoglienza, fino alla “presa in carico” vera e propria nella seconda accoglienza. Prima della pubblicazione, il Documento è stato sottoposto a revisione aperta, mediante consultazione pubblica via web, al fine di favorire un confronto trasparente, partecipato e costruttivo tra gli stakeholder e gli operatori sociosanitari, e costruire un consenso intorno alle raccomandazioni, che ne agevoli l’implementazione.

Alla presente Linea Guida faranno seguito altri documenti evidence-based su temi relativi alla salute dei migranti, selezionati come prioritari a partire dalle indicazioni dei rappresentanti regionali della Rete nazionale coordinata dall’INMP, di esperti del settore e di qualificati stakeholder. L’insieme di tali documenti e raccomandazioni concorre alla definizione delle politiche pubbliche a tutela della salute dei migranti in un’ottica di Evidence-based Public Health e alla diffusione di modelli clinico-organizzativi che garantiscano appropriatezza e continuità delle cure.

La creazione di queste linee guida risulterà molto più efficace nella prima accoglienza dei migranti, riducendo il peso sulle cooperative e la possibilità di movimenti illegali , oltre a fare chiarezza su luoghi comuni fin troppo abusati riguardo ai migranti

 

 




Il Generale Adelmo Lusi è il nuovo comandante dei NAS. Il Generale di Divisione Claudio Vincelli passa al comando della Divisione Unità Specializzate Carabinieri. 

ROMA – Cambio al vertice del Comando Carabinieri per la tutela della Salute. Il nuovo Comandante è il Generale di Divisione Adelmo Lusi. che dallo scorso 3 giugno ha preso il posto del Generale di Divisione Claudio Vincelli, a sua volta “promosso” e passato al comando dell’importante  Divisione Unità Specializzate Carabinieri, da cui dipendono tutti i reparti dell’Arma che espletano attività specializzate ( ad eccezione del ROS il Raggruppamento Operativo Speciale e del Reggimento a Cavallo) .

La Divisione Unità Specializzate Carabinieri , esercita funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei propri reparti, i quali, assolvono – ad integrazione, a sostegno o con il supporto dell’organizzazione territoriale, con  compiti connessi con la tutela dell’ambiente, la tutela del patrimonio culturale,; la tutela del lavoro, l’osservanza delle norme comunitarie ed agroalimentari, la repressione del falso nummario, le esigenze della Banca d’Italia, la tutela della salute,  l’espletamento ed il coordinamento di attività d’indagine specialistiche, tecniche o scientifiche, nonché il supporto aereo.

Il Generale Adelmo Lusi  arriva al Comando dei Carabinieri dei Nas, dopo aver ricoperto per un anno e mezzo l’incarico di Capo del V Reparto “Affari Generali dello Stato Maggiore della Difesa” , dove era giunto nel gennaio del 2016, di Comandante della Legione “Calabria” per tre anni, dal 2010 al 2013, e di Vice Direttore Tecnico Operativo Vicario della DIA la Direzione Investigativa Antimafia per tre anni, dal 2013 al 2016.  Il nuovo Comandante ha salutato il personale del Reparto, richiamando l’alto senso di responsabilità e abnegazione con cui quotidianamente i Carabinieri dei Nas svolgono gli innumerevoli compiti a servizio dei cittadini, affinché venga salvaguardato il bene primario della Salute. Il Generale Lusi nel suo discorso di insediamento ha, altresì, lodato la spiccata professionalità e le specifiche competenze tecniche che contraddistinguono questo Reparto dell’Arma dei Carabinieri ad elevata vocazione specialistica, auspicando il raggiungimento di nuovi ed importanti obiettivi operativi.

Intendo esprimere, a nome di tutto il Ministero, il mio più cordiale benvenuto e i miei più sinceri auguri di buon lavoro al generale di divisione Adelmo Lusi che ha assunto l’importante incarico di comandante dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas)” il  commento sulla nomina espresso dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin .  “In questo senso – ha continuato – desidero ringraziare il generale di divisione Claudio Vincelli per il servizio reso in due anni di incessante attività, nei quali si è profuso con non comune professionalità e competenza alla guida del Nas”.

L’elevata vocazione specialistica e le profonde cognizioni tecniche che contraddistinguono questo reparto dell’Arma – evidenzia – sono un grande valore aggiunto per la salute degli italiani e rappresentano uno dei migliori biglietti da visita per la sicurezza del nostro sistema sanitario. Tante – conclude il Ministro – sono le sfide che ci attendono ogni giorno: dai controlli negli ospedali, alla vigilanza sul settore alimentare e farmaceutico. Intendo pertanto assicurare al nuovo comandante Lusi la massima disponibilità del Ministero nel proseguire quella proficua, reciproca e intensa collaborazione che ha sempre contraddistinto i rapporti tra il Ministero e l’Arma dei Carabinieri”.




Il Ministro dellaSalute Lorenzin manda i Nas a Nola

 

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha disposto un’ispezione all’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola nel napoletano. Dalle 10.30 di stamattina i Carabinieri del Nas sono sul posto per accertare quanto accaduto dopo la pubblicazione di una  foto postata sui social network: da cui si evinceva che mancando barelle e posti letto e i malati vengono curati sul pavimento.  Nella foto, pubblicata su Facebook vi sono due donne, sdraiate per terra ed un operatore del 118 accanto a una delle due. L’immagine racconta e denuncia quello che avviene nell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola .  Il governatore della Campania De Luca annuncia l’apertura di un’indagine interna.

La denuncia è partita dai socialnetwork, grazie ad uno scatto fotografico postato su Facebook in cui si legge: “Ecco come vengono curati e dove messo i pazienti all’ospedale di Nola“. Numerosi i commenti, anche di chi racconta di essere stato nella struttura e di aver vissuto sulla propria pelle quanto immortalato nella foto. “Sono stata sette giorni su dieci su una barella e un medico mi disse “Signora pregate“” racconta una donna, mentre il deputato Paolo Russo di Forza Italia annuncia un’interrogazione parlamentare. “Altro che De Luca commissario alla Sanità – continua rivolgendosi direttamente al governatore della Regione Campania mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all’indigenza”.

Russo chiede anche l’intervento del ministro Lorenzin: “Restituisca il diritto alla salute a un’area che conta 600 mila abitanti. Non si scarichi ora la responsabilità sui medici che tentano, pur senza strumenti a disposizione, di difendere la vita delle persone”. “Ho sentito il ministro Lorenzin e mi ha assicurato che manderà gli ispettori” spiega Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania, che rivolgendosi a De Luca commenta  “È una situazione intollerabile e scandalosa. Chiedo di prendere provvedimenti seri, , così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale».

Quando accaduto al Santa Maria della Pietà è il risultato delle cattive gestioni della passate legislatura, orientate unicamente al taglio di risorse e alla riduzione di servizi”  aggiunge Enzo Alaia, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Campania. “È evidente che le immagini che abbiamo visto sono raccapriccianti” .




Il governo Gentiloni ha giurato al Quirinale

Nonostante i tempi di preavviso siano stati molto stretti, tutti i ministri sono arrivati per il giuramento al Quirinale  in perfetto orario, alcuni persino in d’anticipo, schierati nel salone delle feste sono per la cerimonia del giuramento. Abito blu per quasi tutti gli uomini,  eccetto Luca Lotti in abito nero, la ministra Marianna Madia in tailleur e pantalone scuro , la ministra Valeria Fedeli e la sottosegretaria Maria Elena Boschi. Tailleur ma con gonna per la ministra Roberta Pinotti. Abito scuro con richiamo bianco per la neo ministra Anna Finocchiaro. Una nota di “colore” la giacca corallo della riconfermata ministra Beatrice Lorenzin.

Ecco la lista dei ministri del nuovo governo che ha già concluso questa sera il suo primo consiglio dei ministri. Il premier Gentiloni al momento ha tenuto per sé la delega ai Servizi segreti che durante il governo Renzi era stata affidata a Minniti  Dopo la cerimonia del giuramento del nuovo governo al Quirinale, il neo premier si è recato a Palazzo Chigi – accolto nel cortile dal picchetto d’onore dei Lanceri di Montebello – per il passaggio di consegne con Matteo Renzi.

Questo l’elenco dei Ministri:

Ministri con portafoglio:

Angelino Alfano agli Esteri;

Carlo Calenda allo Sviluppo Economico;

Graziano Del Rio,  ai Trasporti ;

Valeria Fedeli, all’Istruzione ;

Dario Franceschini,  ai Beni Culturali ;

Gian Luca Galletti  all’Ambiente ,

Beatrice Lorenzin, alla Salute ;

Maurizio Martina, alle Politiche agricole;

Marco Minniti  all’Interno ;

Andrea Orlando alla Giustizia;

Pier Carlo Padoan,  all’Economia ;

Roberta Pinotti alla Difesa;

Giuliano Poletti,  al Lavoro;

Ministri senza portafoglio:

Anna Finocchiaro alle Riforme e Rapporti con il Parlamento,

Marianna Madia alla Semplificazione e Pubblica Amministrazione

Enrico Costa agli Affari Regionali

Claudio De Vincenti alla Coesione Territoriale e Mezzogiorno,

Luca Lotti allo Sport con delega Editoria e Cipe. .

Sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio Maria Elena Boschi.

Il rito della campanella   Il passaggio della campanella è avvenuto tra baci e abbracci. Non solo tra l’ex premier Matteo Renzi e il neo-presidente Paolo Gentiloni ma anche con Maria Elena Boschi e Claudio De Vincenti . L’ ex-premier Renzi ha donato in regalo a Gentiloni “la felpa di Amatrice che mi ha regalato il sindaco qualche settimana fa“. “Un regalo che è naturalmente è un impegno“, ha detto il neo premier. A Palazzo Chigi sono arrivati tutti i ministri che al termine della cerimonia hanno applaudito dalle finestre Matteo Renzi che lasciava la sede del governo salutandoli con un “buon lavoro a tutti“.

Queste le prime dichiarazioni da “premier” di Gentiloni :  “Il governo si metterà al lavoro immediatamente con tutte le sue forze concentrato sui problemi da risolvere nel Paese con l’ottimismo che deriva dal popolo italiano”, ha detto Gentiloni presentando la sua squadra di Governo. “Ho fatto del mio meglio per formare il nuovo governo nel più breve tempo possibile, per aderire all’invito del presidente della Repubblica e nell’interesse della stabilità delle istituzioni alla quale guardano gli italiani“, ha aggiunto il nuovo premier.  “Il governo come si vede dalla sua struttura proseguirà in azione di innovazione svolta da governo Renzi e nel contempo si adopererà per facilitare il lavoro delle diverse forze parlamentari volto a individuare nuove regole per la legge elettorale“, ha concluso Gentiloni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Gli effetti del “NO” referendario. Salta il tavolo istituzionale per Taranto. “La questione passa al prossimo governo”

Il tavolo istituzionale del Cis il Contratto istituzionale per Taranto previsto, previsto dalla legge 20 del 2015 nata dal decreto legge 1 del 2015, e  sinora gestito e “guidato” da Palazzo Chigi,  convocato per il 12 dicembre nella Prefettura di Taranto, non si svolgerà più lunedì 12 com’era facilmente prevedibile all’indomani delle dimissioni del premier Renzi. Lo ha reso noto  una telefonata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti al sindaco di Taranto, Ippazio Stefano.  Il Contratto istituzionale aveva riassegnato e riprogrammato per l’area di Taranto, una serie di progetti pubblici finanziati da circa 850 milioni di risorse già previste o stanziate per il capoluogo jonico, ma che causa dell’inefficienza delle amministrazioni pubbliche locali erano a rischio disimpegno

Il tavolo per Taranto era molto atteso in città anche per la vicenda dell’ emendamento ovvero il testo che avrebbe garantito alla sanità tarantina 50 milioni di euro per assumere 1.800 fra medici e infermieri, che è stato ritenuto inammissibile  dal presidente della commissione Bilancio, il barese Francesco Boccia, alleato di Emiliano nella guerra interna nel Pd contro Renzi . L’emendamento che era stato annunciato dai deputati pugliesi del Partito Democratico non è mai passato in commissione bilancio della Camera, facendo nascere un violento scontro di accuse verbali tra la Capitale ed il capoluogo barese, in quanto oltre a Boccia anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, hanno cercato strumentalmente di far ricadere le responsabilità della scomparsa sul Governo, che per voce dello stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del suo sottosegretario Claudio De Vincenti, hanno giustamente ricordato e rivendicato quanto già fatto dal Governo che ha sbloccato oltre 1.600 milioni  per Taranto  al fine di sostenere la ripresa economica della città e garantire l’ambientalizzazione dell’ILVA.

Anche la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, insieme al sottosegretario De Vincenti, rinviarono al tavolo istituzionale del 12 dicembre  la discussione per trovare una sulle problematiche sanitarie di Taranto, auspicando un successivo inserimento dell’emendamento nel passaggio della legge di Bilancio al Senato. Ma con le dimissioni del Governo  la legge è passata al Senato senza alcuna modifica di nessun genere. Ed adesso a Taranto sono in molti a temere sul proseguimento delle attività calendarizzate e programmate. Uno dei risultati dell’antipolitica locale….

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De Vincenti: “Inaccettabile strumentalizzare su Taranto. 50 milioni ? Ne abbiamo messi 1600 !”

cis-taranto_palazzo-chigiCinquanta milioni? Faccio osservare che il Governo ne ha finora messi sul risanamento di Taranto la bellezza di 1.600, dei quali 200 destinati all’ospedale San Cataldo“. In un’intervista a Radionorba, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti torna sulla polemica dei fondi per la sanità tarantina e parla di “inaccettabile strumentalizzazione“.

Ma perché quell’emendamento è stato bocciato?Perché – risponde – non chiariva l’utilizzo effettivo delle risorse e questo non si può proprio fare“. “Ciò di cui c’è bisogno – ha aggiunto il sottosegretario alla Presidenza  – va discusso nella sede propria che è il Tavolo istituzionale per Taranto. L’abbiamo convocato per il 12 dicembre e lì faremo il punto. Quel che serve verrà messo“. Gli è stato chiesto, adesso che cosa succede, e De Vincenti ha chiarito che  “Succede che se in sede di legge di Bilancio al Senato verifichiamo, alla luce dei lavori del Tavolo Istituzionale, che c’è bisogno di risorse, le troveremo e le metteremo. Perché siamo persone serie e non ci prestiamo a strumentalizzazioni“.

CdG claudio de vincentiIeri De Vincenti aveva risposto per le rime all’attuale presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati l’ On. Francesco Boccia (Pd), un anti-renziano della prima ora, il quale aveva cercato di scaricare tutte le responsabilità su Palazzo Chigi. “E’ assolutamente squallido strumentalizzare la salute dei tarantini, in specie quella dei bambini, per coprire la più totale inadeguatezza del servizio sanitario pugliese”. così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio era intervenuto nella polemica sui fondi a disposizione del territorio. Il Sottosegretario De Vincenti ha aggiunto : “C’è un impegno fattivo del Governo su Taranto. A partire dagli 800 milioni messi in campo nel Contratto istituzionale di sviluppo per la città, 200 dei quali destinati all’Ospedale San Cataldo, per passare agli altri 800 milioni stanziati per il risanamento dell’Ilva e infine con l’emendamento che il Governo ha presentato due giorni fa alla Legge di bilancio si prevede che i proventi che potranno derivare da una eventuale confisca dei beni dei Riva saranno interamente assegnati al risanamento di Taranto. concludendo: “Questi sono i fatti e le cifre, il resto è indecenza“.

Il sottosegretario ha reso noto di aver parlato col ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha confermato la disponibilità a prevedere, concordandole nel confronto con la Regione Puglia, deroghe al decreto ministeriale 70 sull’organizzazione dei servizi sanitari regionali in modo da rafforzare i presidi sanitari nell’area di Taranto. “Il passaggio della legge di Bilancio al Senato – afferma De Vincenti consentirà di approfondire ulteriormente le modalità per far fronte alle criticità della sanità tarantina“.




Il Ministro Lorenzin istituisce tavolo di lavoro sulla situazione sanitaria dell’ area di Taranto

 

nella foto Beatrice Lorenzin

nella foto Beatrice Lorenzin

Con riferimento alle notizie apparse sugli organi di stampa relative la mancata approvazione di un emendamento al DDL di bilancio finalizzato ad attribuire risorse aggiuntive alla Regione Puglia per meglio affrontare le criticità sanitarie dell’area di Taranto, nonché la richiesta di deroga dall’applicazione nella medesima aerea territoriale delle disposizioni del decreto ministeriale n. 70 del 2015 recante “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”, il Ministero della Salute con un comunicato stampa è intervenuta con delle precisazioni .

Preliminarmente – recita il comunicato – occorre evidenziare che per derogare alle disposizioni del decreto ministeriale n. 70/2015 (di natura regolamentare) non è necessaria una norma di rango primario e, quindi, una modifica apportata attraverso una norma di legge, bensì è sufficiente operare una modifica dello stesso decreto ministeriale attraverso la medesima fonte regolamentare. Il prossimo 7 dicembre saranno presentati presso l’Istituto superiore di sanità i risultati di uno studio epidemiologico, finanziato dal Ministero della salute, che darà evidenza dell’effettiva situazione sanitaria dei cittadini residenti nell’area di Taranto“.

“In attesa della pubblicazione dei risultati dello studio condotto dall’Istituto superiore di sanità, il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha già disposto l’apertura di un Tavolo di confronto tra Regione Puglia, le altre istituzioni locali interessate, i tecnici della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute  e dell’ISS, al fine di approfondire le esigenze correlate alla situazione ambientale-sanitaria dell’area di Taranto, anche nell’ottica di valutare l’esistenza dei presupposti tecnico-scientifici e giuridici che consentano di approntare una deroga al decreto ministeriale n. 70 del 2015




Lorenzin: Ministero ricorderà Tina Anselmi, straordinaria donna-politico e Ministro

La biografia di Tina Anselmi è una storia di straordinario coraggio e d’intelligenza al servizio delle istituzioni – ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin –  Noi donne italiane le dobbiamo moltissimo. C’è chi la ricorderà per le sue azioni di giovanissima cattolica antifascista, chi per l’instancabile lavoro all’interno del Parlamento, di certo Tina Anselmi ha dedicato la sua intera esistenza al miglioramento delle condizioni di tutti; e questo fa di lei una figura di riferimento per la politica italiana”

CdG anselmi_mattarella

A me piace sottolineare ha aggiunto il Ministro Lorenzin   una volta di più, l’autorevolezza con la quale, in un mondo fino a quel momento tutto maschile, ricoprì il ruolo di ministro; il suo rigore, riconosciuto da tutti, la portò in una fase delicatissima della vita delle nostre istituzioni a ricoprire la presidenza della Commissione d’inchiesta sulla P2. La lotta per le pari opportunità trovò proprio nella competenza e nella capacità politica di Tina Anselmi l’esempio, e quindi una fortissima spinta, verso l’uguaglianza tra uomo e donna nell’accesso al lavoro, alle cariche istituzionali”.

Indimenticata ministro della salute, è anche grazie alla sua preziosissima attività che l’Italia si è dotata del Servizio Sanitario Nazionale, lo schema di tutela per tutti i cittadini che ancora oggi è esempio di sanità pubblica nel mondo. La biografia di Tina Anselmi è un percorso da studiare, il solco da lei tracciato ha un valore politico inestimabile. Il Ministero della Salute valuterà nei  prossimi giorni  quale forma adottare per ricordare in modo duraturo la figura straordinaria di questa donna-politico.




Anci: l’assemblea dei sindaci a Bari per eleggere Decaro presidente. Presente il Capo dello Stato Mattarella

L’associazione dei Comuni italiani ha scelto Bari per la 33esima assemblea annuale, da oggi, 12 ottobre al 14 ottobre al nuovo padiglione della Fiera del Levante dove il sindaco di Bari, Antonio Decaro stato eletto nuovo presidente nazionale dell’ Anci.  Nel pomeriggio, si sono aperti  i lavori alla presenza di Sergio Mattarella,  e sarà proprio il Presidente della Repubblica   a chiuderli con un suo intervento, prima di presenziare al Teatro Petruzzelli per un concerto con Serena Brancale dedicato ai terremotati, riservato soltanto ai delegati,  come l’aperitivo preparato dallo chef  siciliano Filippo La Mantia, così come la cena sociale nel foyer del Petruzzelli offerta da Confindustria,  eventi riservati ai partecipanti all’assemblea . Questo il programma completoprog-assemblea-anci

CdG bari vecchia

Nel capoluogo pugliese presenti  oltre 700 delegati  che costituiranno “un banco di prova in vista del G7“, dice il sindaco di Bari Decaro. L’elezione del nuovo presidente dell’ associazione dei comuni italiani, avverrà nella prima delle tre giornate.  Tra le novità dell’ assemblea annuale dell’ Anci, l’allestimento di 160 stand alla Fiera del Levante, dedicati alle aziende italiane e internazionali che si presentano ai Comuni, che  saranno aperti al pubblico per la prima volta nella giornata di venerdì 14. Riservato al pubblico anche un altro evento: il concerto jazz di Kekko Fornarelli, accompagnato da degustazioni di vini in programma giovedì 13 dalle 19 presso la Muraglia (programma completo sul sito www.anci.it).

Sono accreditati per la tre giorni 741 delegati dei 7.146 Comuni che fanno parte dell’Anci, 214 giornalisti, 11 ministri, 115 relatori e 160 espositori, tutti ospitati all’interno dei 14mila mq di spazio espositivo della Fiera del Levante di Bari.

CdG Antonio Decaro

Sarà Antonio Decaro il prossimo presidente dell’Anci,  l’investitura ufficiale è arrivata durante l’assemblea che si svolge nella ‘sua’ Bari. La vittoria di Decaro è stata favorita anche dal ‘ritiro’ di Enzo Bianco, sindaco di Catania, e sopratutto da quella di Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro, il quale ha deciso di abbandonare la partita dopo la nomina a responsabile degli enti locali del Pd, di cui è anche vicepresidente nazionale. Decaro è un “renziano” della prim’ora, ma sopratutto politico di dialogo e non di polemica come il suo predecessore sulla poltrona di sindaco di Bari, Michele Emiliano attuale Governatore della regione Puglia, che ha detto  “Decaro è il sindaco di Bari, e il presidente dell’Anci che scende al Sud e in Puglia è la più bella delle notizie che mi si poteva dare” .

Decaro, 46 anni, esponente del Pd, dal giugno 2014 è sindaco di Bari ed era vicepresidente nzionale dell’ Anci  dal gennaio 2015 . Prima dell’elezione a sindaco di Bari, era stato assessore comunale ed è stato eletto alla Camera alle politiche del 2013. Decaro succede a Piero Fassino, ex sindaco e attuale consigliere comunale di opposizione a Torino nelle liste del Partito democratico.

Una certezza: Antonio Decaro alla guida dell’ ANCI è stato voluto e sostenuto dal premier Renzi, che vede in lui una pedina fondamentale per il Sud, da contrapporre al “movimentismo” a 360° di Michele Emiliano, che sta causando non pochi problemi all’attuale segreteria renziana del Partito Democratico.

CdG Renzi_DeCaro

 E’ attesa nell’ assemblea odierna anche la sindaca di Roma Virginia Raggi, alla quale dopo il “no” del Comune di Roma Capitale ai giochi olimpici del 2024, è stato “diplomaticamente” evitato di incrociare il presidente del Coni, Giovanni Malagò, invitato e previsto per domani. giovedì 13,  quando a Bari sarà presente anche il Presidente del consiglio Matteo Renzi, il quale parteciperà insieme ai ministri Beatrice Lorenzin (Salute) e Maurizio Martina (Politiche Agricole) al convegno ‘Cultura, bellezza, natura e qualità della vita’ .

Nella seconda giornata dell’ assemblea dell’ ANCI, cioè  giovedì, nella mattinata, saranno presenti i ministri per gli Affari regionali, Enrico Costa, e quello della Semplificazione, Marianna Madia, parteciperanno all’incontro “A ciascuno il suò”  mentre i ministri delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e dell’Istruzione, Stefania Giannini, interverranno all’incontro “La ricerca della felicità“.

CdG sindaci

Un assegno per le popolazioni terremotate sarà consegnato domani sera, nell’ambito di uno degli eventi collaterali all’assemblea annuale dell’Anci,  ai sindaci dei Comuni di Arquata del Tronto, Accumuli, Amatrice, Norcia, colpiti dal sisma,   alla presenzadel capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio. Sarà l’ex-presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione a consegnare l’assegno, durante una serata di beneficenza nel teatro Petruzzelli. Seguirà un incontro-dibattito su solidarietà ed emergenza. Nella stessa serataavverrà la consegna delle chiavi della città di Bari all’attore pugliese Lino Banfi.

Fuochi d’artificio ad illuminare dal mare, offerti da Confcommercio, una specie di “calici di stelle” in versione autunnale.  Appuntamento mattiniero alle 7 in piazza del Ferrarese per una maratona di sei chilometri con i sindaci che vorranno parteciparvi, i quali indosseranno magliette con una striscia che richiama la maglia tricolore. Al momento fra le adesioni certe alla maratona oltre a quella del sindaco di Bari Antonio Decaro,  sono quelle del sindaco di Livorno Filippo Nogarin , il quale ha già dichiarato pubblicamente che non voterà per Decaro così come tutti agli altri sindaci del Movimento 5 Stelle,  ed il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi.

A latere degli appuntamenti dell’assemblea Anci sono stati previsti 45 eventi dedicati ai delegati e all’intera città di Bari. Sarà possibile seguire gli appuntamenti in diretta streaming su www.anci.it e sul social network  Twitter con l’hashtag ufficiale #anci2016.

Qualche ora prima della sua investitura alla presidenza dell’Anci, il sindaco di Bari, Antonio Decaro ha delineato una sua personale visione del prossimo impegno, indicando le priorità amministrative e politiche fra a Bari e Roma. Quindi  lo staff di Palazzo Città resterà a Bari , a partire dal direttore generale, Davide Pellegrino, il capo di gabinetto, Vito Leccese, la sua portavoce, Aurelia Vinella. A loro toccherà gestire l’agenda dei lavoro nel capoluogo pugliese. Quindi nessun trasferimento nella Capitale. “E’ mia intenzione ricandidarmi fra tre anni a Bari” ha dichiarato più volte in diverse occasioni Decaro che probabilmente non vuole correre i rischi del suo predecessore all’Anci, Piero Fassino, il quale anchein ciosneguenza deli impegni romani  ha preso la poltrona di primo cittadino a  a Torino a favore dalla “grillina” Appendino.

L’agenda barese di Decaro  è già delineata : dall”inizio dei lavori per la  definitiva bonifica della Fibronit prevista a giorni,  all’ avvio del cantiere di ristrutturazione appena partito del Teatro Margherita . Pronte al via anche le gare di appalto per l’allargamento di via Amendola, quella del bike sharing e degli autobus, così come dovranno essere conclusi entro la fine dell’anno  i lavori per la super fibra ottica in città. Il sindaco di Bari  conta di chiudere al massimo nel giro  di 18 mesi, la consegna ai baresi del lungomare di San Girolamo e i lavori di ristrutturazione di via Sparano.

CdG diretta ANCII lavori dell’ assemblea sono trasmessi in diretta anche su You Tube (clicca QUI




Galletti: “se l’ Ilva fosse rischiosa la chiuderei”

CdG galletti tarantoIl ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, partecipando  a Taranto insieme al senatore Pierferdinando Casini ad una iniziativa sul referendum costituzionale dei ‘Centristi per il sì‘, ha detto che  “Se ci fossero rischi per i cittadini di Taranto sarei il primo a chiudere l’ILVA. L’approfondimento sui dati epidemiologici è assolutamente giusto perché noi dobbiamo dare la massima garanzia e certezza a tutti”. Il riferimento del ministro è alle risultanze degli ultimi dati epidemiologici commissionati dalla Regione e alla richiesta del sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, rivolta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di validare scientificamente quello studio e rassicurare la popolazione sugli interventi da adottare. “D’altra parte – ha aggiunto il ministro – noi nell’Ilva abbiamo diminuito la produzione da più di 9 milioni a sei milioni, abbiamo ambientalizzato per centinaia di milioni. C’è un monitoraggio molto determinato che ci dice che oggi sono rispettati tutti i limiti di legge. Io mi muovo su questo, non su altro“.

Abbiamo bisogno di regole –  ha aggiunto Gallettiche ci consentano di realizzare in maniera più veloce questi interventi,  e questa riforma costituzionale lo permette. Per le Regioni il referendum serve ad avere più chiarezza. Il titolo quinto della Costituzione, così come voluto dal legislatore nel 2001, fa molta confusione e questo non va né nell’interesse dello Stato, né nell’interesse della Regione”. “Bisogna stabilire una volta per tutte chi fa cosa in questo Paese. Prendiamo il Sin di Taranto – ha proseguito  il ministro – abbiamo dovuto fare 40 conferenze di servizi per avviare la bonifica. Questo vuol dire perdere mesi, se non anni. Allora, stabilire una volta per tutte a chi spetta fare quella bonifica, che si assume la responsabilità di farla, non farla, farla bene, farla male, questo vuol dire chiarezza”.

Galletti parlando del referendum ha  spiegato che “Se vincessero i «no», l’Italia perderebbe una grande occasione di rinnovarsi, di rinnovare le proprie regole, di abbattere i costi della politica, di ridurre il numero dei parlamentari. E lo dico proprio qui a Taranto dove noi abbiamo bisogno di nuove regole per le grandi sfide ambientali che abbiamo davanti, non solo dell’Ilva di Taranto: penso al mar Piccolo, penso alla bonifica del Sin, penso alla Cemerad




Emiliano e Stefàno: attenti a quei due…..

di Antonello de Gennaro

Prima di passare a spiegarvi perchè bisogna “stare attenti” al sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno ed al Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, occorre mettere a fuoco i due “personaggi”.

schermata-2016-10-05-alle-03-04-52Il Governatore   Emiliano, dopo aver fatto il  magistrato, è stato il segretario regionale del Partito Democratico, azionista di maggioranza della Giunta regionale di centrosinistra guidata da Nichi Vendola nella precedente legislatura regionale,  ha fatto politica per diversi anni violando le Leggi vigenti, ed infatti nel 2014 il  procuratore generale della Suprema Corte di Cassazione Gianfranco Ciani avviò un azione disciplinare nei confronti di Emiliano, in quanto da segretario regionale del Pd svolgeva attività politica, nonostante fosse ancora un magistrato. Da questo ruolo, Emiliano ha svolto con carattere di continuità, come noto a tutti,  attività politica. Una condotta che era incompatibile con il suo ruolo di magistrato. Infatti ai magistrati non è consentita l’iscrizione ai partiti politici. E le limitazioni valevano  anche per i magistrati che come Emiliano, sono fuori ruolo.

Dell’azione disciplinare aperta dal pg della Cassazione al momento si sono perse le tracce ma è destinata a riaccendere prima o poi le polemiche sulla compatibilità dello status di magistrato e la partecipazione all’attività politicaSoltanto nel luglio del 2015 appena eletto Presidente della Regione Puglia, il Csm ha deciso di accogliere la richiesta di ulteriore aspettativa di Michele Emiliano in vista della piena assunzione dell’incarico di presidente della Regione Puglia. Da qualche giorno infatti la pratica era arrivata al Consiglio Superiore della Magistratura che, non senza qualche riflessione, gli ha riconosciuto il proseguimento “senza soluzione di continuità” .

Sulla sua vicenda il Fatto Quotidiano raccontava “ il fuoco amico di Massimo D’Alema che lo aveva accusato apertamente di non avere rispettato la legge che impone ai magistrati, anche quelli in aspettativa, di non avere incarichi di partito”. Una polemica che l’allora sindaco di Bari aveva per la verità commentato come il tentativo scomposto della vecchia classe dirigente di ribaltare l’esito delle primarie che l’aveva spazzata via. Oggi incredibilmente D’Alema ed Emiliano vanno d’amore e d’accordo uniti nell’ alleanza contro il premier Matteo Renzi, attuale leader dello stesso partito politico: il Partito Democratico . Le stranezze della politica…

CdG ippazio stefanoIl Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, è stato il rappresentante tarantino del movimento politico di Nichi Vendola per ben due legislature comunali, presentandosi alle elezioni come candidato sindaco con una una propria lista civica,   nel tempo successivamente dissoltasi. Stefàno è attualmente imputato nel processo “ILVA-Ambiente Svenduto” dovendo rispondere della accuse di  reato per abuso e omissione di atti d’ufficio, a seguito delle indagini svolte dalla Procura di Taranto sulla base di un esposto presentato tempo fa da un consigliere comunale con il quale si portò la magistratura a conoscenza delle misure che il sindaco Stefàno non avrebbe preso a tutela della salute dei cittadini. Il sindaco Stefano era già finito negli atti processuali per una telefonata che venne intercettata dalla Guardia di Finanza di Taranto, intercorsa con Girolamo Archinà, l’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’ILVA (gestione Gruppo Riva)  finito in carcere il 26 novembre scorso con le accuse di associazione a delinquere insieme con alcuni membri della famiglia Riva, finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e corruzione in atti giudiziari. Nella telefonata del 29 luglio 2010 Archinà chiamava telefonicamente il Sindaco Stefàno per chiedergli di fissare la data sul referendum cittadino sulla chiusura dell’ILVA  “La data la più lontana possibile”  ottenendo inizialmente un “va bene” da Stefàno , motivando la propria richiesta con la causale “per farci lavorare un po’ tranquilli” ricevendo una nuova rassicurazione dal sindaco “tranquilli !!! va benissimo ciao Girolamo”.

Ippazio Stefàno nelle ultime primarie del centrosinistra per la scelta del candidato Presidente per le elezioni regionali pugliesi, ha abbandonato negli ultimi giorni di campagna elettorale il movimento di Vendola, che sosteneva la candidatura del Sen. Dario Stefàno (un omonimo, ex UdC ) per cavalcare la candidatura di Michele Emiliano a governatore per la cui elezione, in realtà non si è speso minimamente. Ma il Sindaco Stefàno non aveva fatto i conti con il doppio-giochismo politico di Emiliano, che appena eletto nominò assessore regionale il consigliere comunale tarantino Gianni Liviano acerrimo “nemico” del sindaco, di cui da sempre ambisce alla sua poltrona. Che le posizioni di Ippazio Stefàno e quelle di  Emiliano siano sempre più inconciliabili. lo dimostra l’attuale vicenda ILVA.

Infatti mentre il Governatore della Regione Puglia, sta “cavalcando” la protesta ambientalista-grillina anti-Ilva per osteggiare e boicottare le posizioni e decisioni del Governo in carica  sull’ ILVA, il Sindaco Stefàno non fa altro che elogiare il supporto economico-finanziario ricevuto dal Governo Renzi che ha stanziato per il rilancio di Taranto oltre 800 milioni di euro, gestendo progettualità, bandi, gare ed appalti, vista la “pochezza” tecnica-professionale dell’apparato dirigenziale del Comune di Taranto più noto per finire sempre sotto i riflettori delle inchieste e processi giudiziari che li vede coinvolti, che per le proprie inesistenti competenze giuridico-amministrative. L’ennesima conferma è quella dell’ annuncio del Governatore Emiliano in occasione dell’ assemblea della Confindustria di Taranto, alla presenza del presidente nazionale Boccia, di uno studio sanitario (e non scientifico !) sviluppato da ARPA, ARES, ASL Taranto ed un consulente della Regione Lazio, basato su vecchie rilevazioni e ricerche non più attendibili alla luce dei recenti lavori di ammodernamento e risanamento dell’impianto siderurgico ILVA di Taranto. Uno studio non scientifico, che la Regione Puglia ha avuto lo “sgarbo” istituzionale di non inviare al primo cittadino di Taranto.

Il Sindaco Stefàno in una conferenza stampa-farsa, tenutasi ieri a cui partecipavano in “stile grillino” alcuni attivisti del “Movimento Cittadini Liberi e Pensanti” che si spacciavano come giornalisti di un fantomatico (inesistente) giornale online, ha dichiarato di aver inviato una lettera al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin , chiedendo la “validazione” della relazione dei dati “inquietanti” resa nota da Emiliano che individua nell’ILVA la causa di un eccesso di malattie e mortalità a Taranto. “Attendo una settimana” – ha aggiunto Stefàno anticipando che –  “se ciò verrà confermato non potrò fare altro che tutelare la salute dei cittadini disponendo la chiusura dello stabilimento Ilva di Taranto, e la invierò al Prefetto, come è prassi e per garbo istituzionale” mostrando trionfalmente a favore di telecamere la bozza già pronta. “La democrazia è partecipazione, ma non funziona soltanto in maniera unilaterale  – ha detto polemicamente il Sindaco di Taranto – la Regione Puglia deve anche considerare il Comune“.

La figuraccia per il Sindaco Stefàno e per il suo alleato Emiliano è in agguato. Infatti  il primo cittadino aveva tentato in passato di adottare un’ ordinanza urgente ordinando all’Ilva dei Riva nel 2010 di ridurre le emissioni di benzopirene entro 30 giorni, ma il Tar di Lecce annullò il provvedimento accogliendo il ricorso dell’ ILVA . Quando glielo abbiamo ricordato, il Sindaco con la sua nota presunzione ha risposto “Sono pronto a farne un’altra, poi faranno ricorso alla magistratura amministrativa: è un loro diritto“.

La realtà è che a Taranto è iniziata la campagna elettorale, ed il Sindaco Stefàno che ha annunciato la sua ricandidatura a semplice consigliere comunale (ha raggiunto il tetto dei due mandati da Sindaco) non vuole finire nuovamente sul banco degli imputati in Tribunale, mentre Emiliano cerca di tessere alleanze a 360° per mettere le mani sulla città dei due mari. Quelle mani sulla città che non ha più a Bari dove impera il Sindaco “renziano” Decaro. Nella speranza di non fare un secondo “flop” molto probabile dopo il fallimentare tentativo di Michele Emiliano di poter conquistare il Comune di Brindisi  con tutte le sue alleanze, liste civiche ed appoggio del Pd  non è riuscito a far vincere le elezioni al suo candidato sindaco.

Qualcuno dovrebbe spiegare ad Emiliano che a volte la politica fa brutti scherzi: al proprio ego e sopratutto alle certezze politico-elettorali. E la città di Taranto è stanca di subire passivamente le scorribande di invasori, conquistatori e dominazioni politiche. Il voto di quelle 18mila famiglie del personale alle dipendenze dell’ ILVA (ed appalto) e delle oltre 300 società che lavorano nell’indotto dello stabilimento siderurgico tarantino potrebbe riservare tante sorprese post-elezioni…




Il Ministro Lorenzin al lavoro sulla nuova campagna sul “Fertility Day”

nella foto la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin

nella foto  Beatrice Lorenzin

Come ampiamente annunciato nelle interviste su giornali e tv il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha deciso di rimodulare la campagna di informazione e prevenzione sul “Fertility Day” del 22 settembre. “A questo – come riferisce il portavoce del ministro Claudio Rizzail Ministro ha lavorato oggi al ministero, rinunciando a partecipare alla Festa dell’Unità di Milano e non certo per evitare contestazioni come invece qualcuno ha voluto ipotizzare”

Botta e risposta con Renzi. La campagna del ministero della Salute, non aveva convinto neanche il premier, Matteo Renzi, il quale in un intervento radiofonico ha ammesso che non era a conoscenza  dell’iniziative: “Io non sapevo niente di questa campagna, non l’ho neanche vista; ho visto che ci sono un sacco di polemiche” ha detto il presidente del Consiglio . “Non conosco nessuno dei miei amici che fa un figlio perché vede un cartellone pubblicitario… Però conosco tante ragazze della mia generazione che mi dicono “come faccio matteo a fare un figlio se non ho i nonni, sono in uno stato di precarietà costante…“.

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Alle critiche del Premier Renzi, non si è fatta attendere la replica della ministra che al Tg4 ha detto: “Nella decisione di avere figli l’aspetto economico è il grande tema che deve affrontare l’Italia: un Paese dove non nascono bimbi deve fare politiche a sostegno di natalità, donna e lavoro. Sono politiche intersettoriali, fanno parte di una visione da statista del Paese, ma io faccio il ministro della Salute e mi occupo di questi temi, il resto lo facciano il premier e gli altri ministri. Non potremo che sostenere delle politiche condivise sulla natalità“.




Fertility Day . Il Governo, questa volta vuole che facciate più figli. Una figuraccia !

 

di Paolo Campanelli

 

Schermata 2016-09-02 alle 11.06.17Negli ultimi anni, complice l’alto tasso di emigrazione di giovani e un po’ meno giovani e la sempre più insicura prospettiva lavoro-abitativa, l’indice di natalità italiano è stato particolarmente basso. Per risolvere questo possibile problema, il Ministero della Salute ha lanciato tramite i social network una campagna di sensibilizzazione il cui concetto di base che se ne ricava è un semplice “dovete fare più figli”, il cui culmine era previsto per il 22 settembre con manifestazioni pubbliche.

Purtroppo, come sempre accade a fare le cose distrattamente, il contenuto di tale campagna è stato tutt’altro che semplice, chiaro ed efficacie. Una serie d’immagini che affermano che “la bellezza non ha età, la fertilità si”, “la fertilità è un bene comune”, ”il rinvio alla maternità porta al figlio unico. Se arriva” non sono infatti propriamente corrette nei riguardi di donne e figli unici, oltre che al concetto di persona in se. E questo senza tenere in conto fattori esterni, come la presenza di posti di lavoro, abitazione, maturità effettiva dei genitori… l’importanza di avere figli viene ridotta ad un rievocativo “mettete al mondo più figli, che la patria ne ha bisogno”.

CdG lorenzin fertility dayLa rete  ha reagito tanto velocemente quanto in maniera brutale: gente arrabbiata con la ministra Lorenzin e i suoi collaboratori, che avrebbero dovuto riconoscere come tali messaggi erano scritti in modo retrogrado persino per gli anni ’50; chi vede questa prima fase della campagna come un tentativo di intromettersi nella vita privata del singolo cittadino, chi come una de-personalizzazione della donna, definendola un bene “di tutti” (frase che da sola sarebbe più che sufficiente ad aprire un vaso di pandora con cui nessuno vuole avere a che fare), chi ha frainteso e lo vede come l’ennesimo tentativo di forzare “il Gender!” nelle nostre menti, e chi ne fa il verso, fra cui alcune pubblicità grazie all’enorme potere satirico che gli è concesso nel presente. In meno di 24 ore, il sito ufficiale è stato abbattuto dalla negatività al punto da farlo chiudere dallo stesso Ministero.

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Il piano originale e forse persino nobile, era quello di diffondere informazioni su concetto fisiologico di fertilità, di come esso “funzioni” e su come le nostre vite moderne e ad alto stress ne influiscano, come contrastare il rischio di denatalità (il tasso di nascite annuali inferiore a quello di morti) e di informare il pubblico che le motivazioni per l’infertilità sono molte e varie, organizzando incontri nelle piazze delle grandi città il 22 settembre, e organizzare alcuni corsi nelle scuole, da affiancare a quelli contro le malattie come l’AIDS e HIV.

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Ma l’esecuzione, almeno in questa prima fase, potrebbe aver fatto fallire l’intera operazione, come fin troppo spesso succede in Italia, con un generale appello alla popolazione, ma nessuno in direzioni più specifiche, per esempio per quelle coppie che vorrebbero avere dei figli ma non ne sono fisicamente in grado, o non possono permettersene economicamente. Ed è la mancanza di questo, che ha reso innegabilmente e irrimediabilmente offensiva l’intera campagna soprattutto per le giovani coppie.