Spaccatura Berlusconi-Salvini sulle presidenze. Il leader della Lega: “Alla Camera votiamo il candidato M5S”

Spaccatura Berlusconi-Salvini sulle presidenze. Il leader della Lega: “Alla Camera votiamo il candidato M5S”

ROMA –  Stamattina è in corso dalle 9 un vertice a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Un incontro per tentare in extremis di evitare la spaccatura del centrodestra. Ieri la leader di FdI aveva chiesto un vertice per provare a superare le divisioni. Un altro vertice si è tenuta alle prime ore dell’alba all’hotel Forum da Beppe Grillo dello “stato maggiore del M5S”.

Di Maio con Fraccaro lasciano l’hotel Forum

Prima dell’assemblea congiunta prevista alle 9 che dovrebbe ratificare la candidatura di Riccardo Fraccaro  alla presidenza della Camera. Nell’albergo dove alloggia Grillo sono arrivati il capo politico M5S Luigi Di Maio, i deputati Alfonso Bonafede e Stefano Buffagni, Alessandro Di Battista e lo stesso Fraccaro Alle 10,30 si riparte: quarta votazione alla Camera, la terza al Senato .

Nella notte vi è stato un colpo di scena nella rosa dei candidati M5S per la presidenza della Camera. Con un blitz a poche ore dall’assemblea dei gruppi congiunti i capigruppo del Movimento Giulia Grillo e Danilo Toninelli hanno annunciato che il candidato ufficiale alla guida di Montecitorio è Riccardo Fraccaro.

Roberto Fico (M5S)

Fraccaro ha esperienza, essendo stato segretario dell’ufficio di presidenza della Camera“, spiegano fonti vicine ai vertici del M5S motivando così la virata notturna dalla scelta di Roberto Fico – dato per favorito nelle ultime ore – a quella dell’esponente del Trentino Alto Adige, tra i parlamentari più vicini a Luigi Di Maio e “supervisore“, assieme a Alfonso Bonafede, della giunta romana di Virginia Raggi nei mesi critici (che non sembrano essersi conclusi) dell’amministrazione del Comune di Roma Capitale.

La “frattura” nel centrodestra destra si è consumato ieri sera alle 18 quando Matteo Salvini è arivato al al Senato dopo aver comunicato a Silvio Berlusconi la decisione della Lega: al Senato, già alla seconda chiama, i leghisti hanno votato Anna Maria Bernini. Una rottura clamorosa con l’ex-Cavaliere, deciso ad andare al ballottaggio sul nome di Paolo Romani, con l’ intento di chiudere l’intesa con M5S, per ora sulle presidenze delle Camere ma in prospettiva anche sul governo. Ma il via libera M5S alla senatrice azzurra non chiude i giochi: la Bernini si è ritirato per rispetto al suo partito proprio mentre la Lega dava semaforo verde al grillino Roberto Fico ed adesso potrebbe individuare un suo candidato per il Senato.

La senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini,

Dietro le quinte sono in corso le grandi manovre : il leader grillino Di Maio ammette di aver sentito “più volte” sia Salvini che il reggente del Pd Maurizio Martina. Il leader della Lega, a parte una pausa pranzo, entra ed esce dal gruppo del Carroccio per continui incontri e contatti. Ma il Pd è troppo diviso per entrare in partita, Renzi sembra irremovibile: “siamo all’opposizione restiamo fuori dai giochi“.

La reazione di Berlusconi non si è fatta attendere: “Dalla Lega arriva un atto di ostilità a freddo“, dichiara. I voti del Carroccio assegnati alla  Berninirompono l’unità della coalizione del centrodestra e smascherano il progetto per un governo Lega-M5S“. In un vertice a Palazzo Grazioli, Berlusconi ha detto alla senatrice di Forza Italia: “Non possiamo accettare candidature scelte da altri”. La reazione di Berlusconi non si è fatta attendere: “Dalla Lega arriva un atto di ostilità a freddo”, dice.  La Bernini ha immediatamente offerto la propria disponibilità a ritirarsi in assenza del sostegno di Berlusconi.

Salvini ha motivato la scelta di appoggiare la candidatura della Bernini come un atto di responsabilità per uscire dal pantano. “Abbiamo dato la disponibilità a votare un’esponente di Forza Italia, speriamo che anche altri abbiano lo stesso senso di responsabilità“ed aggiunge: “Il M5s sbaglia a porre veti, ma sbaglia anche chi si arrocca su un solo nome: ognuno di noi, in questo momento deve parlare con tutti e mettersi di lato di qualche centimetro, noi della Lega ci siamo messi di lato di un chilometro“.

La leader di Fratelli d’ Italia  Giorgia Meloni lancia un appello a fare un passo avanti perché “questo delicato passaggio sulle presidenze delle Camere non si risolva in un liberi tutti”. e si dice disponibile ad un nuovo vertice dei partiti di centrodestra “nella speranza che ci sia ancora un margine per ricomporre“.   Più “scafato” il senatore Ignazio La Russa per il quale la mossa di Salvini è una “manovra” per smuovere lo stallo ed aggiunge : “Sta a Berlusconi trovare il colpo magico per sventare chi tenta di divaricare il centrodestra“.

Il Movimento 5 Stelle ha provato ad insinuarsi nella frattura creata dalla Lega: “Siamo disponibili a sostenere l’esponente di Forza Italia Anna Maria Bernini o un profilo simile“, twitta in serata Luigi Di Maio. Una decisione appoggiata anche da Alessandro Di Battista: “Ho fatto opposizione a Berlusconi come pochi in questi anni, ma se Salvini propone Bernini al Senato è giusto votarla”, scrive l’ex deputato del M5S su Facebook , dopo aver detto che lasciava la politica per occuparsi di suo figlio…

Al Senato la Lega ed il  M5s potrebbero eleggere da soli il presidente già dalla terza votazione prevista per domani, poichè nel terzo scrutinio da regolamento il quorum è pari alla maggioranza assoluta dei voti dei presenti, contando tra i voti anche le schede bianche. Quindi Lega e Movimento 5 stelle, alleandosi, potrebbero contare su 170 senatori, 58 del Carroccio e 112 del Movimento 5 stelle. Non a caso Salvini  con una nota dichiara di  essere disponibile ad appoggiare un candidato M5s a Montecitorio: “Vista la disponibilità dei 5 Stelle a sostenere un candidato del centrodestra alla presidenza del Senato, noi ne appoggeremo uno dei 5stelle alla presidenza alla camera. Aspettiamo di conoscere nomi“.

Maria Elisabetta Alberti Casellati

I giochi per l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato dopo la “rottura” tra Lega e Forza Italia causata dall’annuncio, da parte di Matteo Salvini, del suo appoggio al M5S per Montecitorio sono infatti ancora tutti aperti . Nelle ore notturne, infatti, sembra ritornare in auge l’ipotesi di una ricucitura interna al centrodestra sul nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il suo nome sarebbe stato proposto a Berlusconi come punto di caduta tra FI e Lega e l’ex Cavaliere ci starebbe riflettendo, è questa la novità che emerge a tarda notte. Una novità che potrebbe incontrare anche l’ok del M5S: Di Maio, infatti, in serata aveva dato il proprio via libera alla candidatura di Anna Maria Bernini – la quale come detto ha poi declinato   o “di un profilo simile“.

Potrebbe ritardare la chiama dei senatori che oggi devono eleggere il presidente del Senato, ma, a norma del regolamento di Palazzo Madama, la seduta dovrebbe cominciare regolarmente all’ora prevista, cioè le 10,30. Al momento, secondo quanto si apprende da ambienti del centrodestra, non c’è l’accordo per posticipare l’appuntamento, ma se ne sta parlando. L’unica cosa certa è che entro oggi dovrà essere eletto il presidente del Senato visto che subito dopo la terza votazione ci dovrà essere per forza il ballottaggio sui due nomi che hanno riportato più voti.

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