La Corte dei Conti pugliese indaga sul doppio «stipendio» ai consiglieri provinciali di Taranto

La Corte dei Conti pugliese indaga sul doppio «stipendio» ai consiglieri provinciali di Taranto

La Procura regionale di Puglia della Corte dei Conti indaga e pretende chiarimenti da ventuno ex consiglieri della Provincia di Taranto. La vicenda ha origine nel febbraio del 2011, quando la sezione “Tutela Spesa Pubblica” del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Taranto trasmette per dovuta competenza alla Procura regionale della Corte dei Conti «una segnalazione anonima – come si legge nella  prima pagina del provvedimento notificato agli ex consiglieri provinciali – relativa all’approvazione della deliberazione n. 14 del 2010 con la quale il Consiglio provinciale aveva riconosciuto il cumulo di indennità e gettoni di presenza in favore di alcuni consiglieri che espletevano contestualmente un mandato elettivo anche presso un ente diverso». Il tutto per un eventuale danno alle casse dell’Amministrazione provinciale di 108mila euro di cui avrebbero beneficiato dieci ex consiglieri provinciali che, all’epoca dei fatti, ricoprivano anche l’incarico di  sindaco o assessore in altre amministrazioni. 

CdG provinciaPer questa ragione Carmela de Gennaro viceprocuratore generale regionale della Corte dei Conti, ha invitato gli ex consiglieri esponenti politici di tutti gli schieramenti., Pietro Bitetti, Mino Borraccino, Giovanni Brigante, Antonio Caprino, Giuseppe Cristella, Luciano De Gregorio, Maria Teresita Galeota, Giorgio Grimaldi, Cosimo Lariccia, Luigi Laterza, Francesco Saverio Massaro, Carmine Montemurro, Augusto Pardo, Domenico Pavone, Luigi Pinto, Bartolomeo Punzi, Vito Rossini, Cosimo Sampietro, Luciano Santoro, Giuseppe Turco ed Angelo Venneri  «a far pervenire le proprie deduzioni ed eventuali documenti entro trenta giorni dalla notifica della presente informativa» 

 Negli atti  oltre al già citato Venneri,  dei beneficiari di questi bonus riportavano i nomi di chi incassò il cumulo : Giuseppe Laddomada, Angelo Miccoli, Martino Tamburrano, Luciano De Gregorio, Pietro Bitetti, Gaetano Castiglia, Giuseppe Cristella, Giovanni Gugliotti, Francesco Massaro e Domenico Pavone, come riportò  La Gazzetta del Mezzogiorno che all’epoca dei fatti, quattro anni fa,  sollevò il caso.

La magistratura contabile della Corte dei Conti di Puglia, nella richiesta di chiarimenti inviata agli ex-consiglieri provinciali, contesta la sussistenza di un’ipotesi di “danno erariale di complessivi 108mila 743 euro pari all’ammontare dei gettoni di presenza corrisposti dall’Ente ai consiglieri già beneficiari di indennità per lo svolgimento di mandati elettivi in altri comuni” ravvisando che la decisione del Consiglio provinciale di Taranto di consentire la possibilità di cumulare le diverse indennità, avvenne nonostante l’abrogazione ad opera della legge Finanziaria 2007 (governo Prodi) della legge che prima consentiva il cumulo e nonostante il parere tecnico e contabile sfavorevole espresso dagli organi amministrativi della Provincia di Taranto. Va detto e ricordato, per dovere di cronaca, che voto dell’Amministrazione provinciale tarantina fu notevolmente influenzato da una sentenza del Tar di Lecce che diede semaforo verde al cumulo del doppio emolumento.

In seguito però ci furono anche diversi altri pronunciamenti di tribunali e soprattutto delle circolari emanate dal ministero dell’Interno che erano nettamente contrapposte alle decisioni assunte dai magistrati del TAR leccesi. Si arrivò così alla fatidica data del 12 febbraio 2010 allorquando  il Consiglio provinciale, all’unanimità dei presenti (21 su 31) e nonostante il parere tecnico contrario del dirigente Stefano Semeraro, il parere contabile del dirigente alle Risorse finanziarie Roberto Carucci e l’attestazione di non conformità alla legge dell’ex segretario generale Cosimo Di Gaetano, deliberò decidendo di riconoscere ai consiglieri che svolgevano un mandato elettivo in un altro ente la possibilità di cumulare il gettone di presenza e l’indennità a partire dal gennaio 2008. Tutto questo in aperta violazione della legge Finanziaria 2007 che, a partire dal 1 gennaio 2008 abrogava e vietava la possibilità di cumulare indennità e gettoni. Fu così che, dopo la votazione del Consiglio Provinciale di Taranto, il dirigente di Affari generali si vide di fatto costretto a riconoscere a dieci consiglieri provinciali (ora indagati) la somma di 108mila euro,  e di 2mila 635 euro in favore del consigliere Venneri per il solo 2009 .

La Corte dei Conti pugliese evidenzia che «la delibera in questione è stata approvata anche dai consiglieri provinciali beneficiari del cumulo in violazione del noto dovere di astensione previsto dalla legge in tutte le situazioni in cui sia configurabile un conflitto d’interessi» e come se già non bastasse, la Prefettura di Taranto, valutando la delibera del Consiglio provinciale, aveva scritto il 22 marzo del 2011 al presidente della Provincia ribadendo che «non fosse più cumulabile l’indennità di funzione con i gettoni di presenza...». Ma tutto ciò non bastò. I consiglieri provinciali in carica all’epoca dei fatti, avevano fame. Molta fame

image_pdfimage_print
Please follow and like us:
error

Ti piace il Corriere del Giorno ? Fallo sapere !