Giochi del Mediterraneo 2026. La Puglia prenda esempio da Milano e Cortina

Giochi del Mediterraneo 2026. La Puglia prenda esempio da Milano e Cortina

Per quanto riguarda l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, sarà importante la forma di “governance”. La scelta ideale potrebbe essere quella della costituzione di fondazione di diritto privato che rispetto a una società di capitali (esempio: s.r.l., s.p.a., società consortili) concede maggiore flessibilità. Da non sottovalutare dei possibili effetti sull’organizzazione dei Giochi  del Mediterraneo conseguenti alla crisi di governo non avrà conseguenze , ed all’esito delle prossime elezioni regionali del 2020.  

di Antonello de Gennaro

La presenza imbarazzante di Elio Sannicandro quale estensore del dossier pressochè inutile per l’autocandidatura di Taranto, unica città a candidarsi all’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, e la mancanza di capacità organizzative di eventi di così grandi dimensioni hanno acceso i fari delle opposizioni politiche, ma anche della magistratura penale e contabile sulla trasparenza delle prossime iniziative. E’ stato infatti proprio questo giornale a svelare i trascorsi di Elio Sannicandro, così come è stato sempre il CORRIERE DEL GIORNO ad accendere i fari sulla “macchina del consenso” messa in piedi dal Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, a suon di “mancette & markette” pubblicitarie che coinvolgono i giornali, tv locali e siti web ed i soliti chiacchierati giornalisti tarantini.

A Milano per esempio si sono dati poco più di un mese per individuare il supermanager che dovrà gestire i Giochi olimpici invernali del 2026 e forse sarebbe bene che lo facessero anche il Governatore pugliese Michele Emiliano insieme ai sindaci dei comuni coinvolti insieme a Taranto nell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo. Se i “soci” dei Comuni di Milano e Cortina d’ Ampezzo non dovessero trovare un accordo su un nome entro il 18 settembre, toccherà a un cacciatore di teste individuare quello che è stato per esempio Beppe Sala (che proveniva da Telecom-Pirelli) per l’ Expo milanese. Il termine ultimo è il 3 ottobre. “Entro novembre – ha dichiarato senza tanti giri di parole il presidente del Coni, Giovanni Malagòla persona e la figura dovranno entrare in attività“.  “L’identikit è quello di una persona con esperienza internazionale – ha aggiunto il sindaco di Milano Beppe Sala – , meglio se conoscesse anche il pubblico oltre che il privato, meglio se arrivasse da un mondo di eventi e di sport, però deve essere una persona con un’esperienza sufficientemente aperta e che abbia dimostrato di saper gestire eventi del genere. Serve qualcuno che rimanga per degli anni, almeno sei. Non deve essere necessariamente italiano, ma deve conoscere bene l’italiano. Il nome sarà individuato in questi mesi“.

Nel vertice tenutosi ieri a Palazzo Lombardia il presidente del Coni, Giovanni Malagò, i governatori Attilio Fontana (Regione Lombardia) ed in collegamento video Luca Zaia (Regione Veneto,), i sindaci Giuseppe Sala (Milano) e Gianpietro Ghedina (Cortina), hanno concordato che la forma giuridica migliore per il Comitato Organizzatore (Ocog) è quella della Fondazione di diritto privato, non della Spa. A darne annuncio è stato il sindaco  Sala spiegando che, sebbene non vi siano significative differenze tra l’una e l’altra soluzione, quella della Fondazione garantisce comunque “più flessibilità”.

Per quanto riguarda l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, sarà importante la forma di “governance”. La scelta ideale potrebbe essere quella della costituzione di fondazione di diritto privato che rispetto a una società di capitali (esempio: s.r.l., s.p.a., società consortili) concede maggiore flessibilità. Un modello potrebbe essere quello del Toroc di Torino, la fondazione che gestì i Giochi Olimpici invernali del 2016, finanziata con i fondi del Cio e gli investimenti privati di aziende sponsor. Analogo problema si pone per i Giochi Olimpici di Milano – Cortina d’ AmpezzoSostanzialmente ci sono tre veicoli – spiega il presidente del CONIil Consiglio olimpico; l’Ocog (il comitato organizzatore dei Giochi) e l’Agenzia, che sarà sostanzialmente pubblica, con una presenza governativa e da parte delle regioni“.

A Milano-Cortina l’agenzia organizzatrice dei Giochi gestirà i fondi pubblici (circa 400 milioni) messi a disposizione dalla Regione Lombardia e dalla Regione Veneto. “L’Ocog avrà una natura giuridica di carattere privatistico – spiega ancora Malagòperché si tratterà di occuparsi di marketing, merchandising, biglietteria, sponsor, i fondi Cio, che saranno veicolati sull’ Ocog“. Per i Giochi del Mediterraneo di Taranto e province varie i fondi pubblici ammontano a 290 milioni, 100 dei quali stanziati dal Governo, gli altri a carico delle varie amministrazioni comunali (che dovranno farsi finanziare, indebitandosi, dal Credito Sportivo) e della Regione Puglia. Quindi le problematiche di gestione dei fondi è analogo a quello dei Giochi olimpici invernali del 2026  di Milano e Cortina d’ Ampezzo.

la sede della Giunta Regionale Puglia

Da non sottovalutare dei possibili effetti sull’organizzazione dei Giochi  del Mediterraneo conseguenti alla crisi di governo non avrà conseguenze , ed all’esito delle prossime elezioni regionali del 2020. La mappa delle strutture sportive è all’interno del dossier di candidatura di Taranto alla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, curato da Asset, l’agenzia regionale che si sta occupando del piano strategico per Taranto, a capo della quale, come commissario, vi è il “chiacchierato” (a ragion veduta) Elio Sannicandro.

Gli impianti di allenamento previsti sono quelli di Taranto per il calcio, il tennis e la pallacanestro 3 contro 3 e il Triathlon,  Castellaneta Marina per il tennis, Crispiano per la pallacanestro e la pallavolo, Faggiano e Manduria per la pallavolo, Leporano per la pallamano e la breakdance, Mottola per il badminton, Pulsano per il judo, il karate e la lotta,  Statte per l’atletica . A Taranto si svolgeranno le gare delle discipline paralimpiche di atletica, tiro con l’arco e nuoto, negli impianti competitivi del campo scuola Salinella da ristrutturare ed ammodernare, e dello stadio del nuoto da realizzare di sana pianta. A Brindisi la pallacanestro in carrozzina, a Massafra e   nel territorio della Valle d’Itria il ciclismo, ed a Sava la scherma.

Gli impianti a Taranto destinati agli allenamenti sono il campo comunale di Talsano, il complesso sportivo “Magna Grecia” (attualmente semi-distrutto ed in stato di abbandono)  e il centro Mar Piccolo (Palamandrillo a Pulsano, Valentino Village a Castellaneta Marina, Palazzetto dello sport a Mottola, Palazzetto dello sport a Crispiano, Palazzetto dello sport Maraglino a Leporano, pista di atletica a Statte e palazzetti dello sport di Faggiano e Manduria.   Gli impianti sportivi Da realizzare a Taranto come , la nuova piscina olimpica e il centro nautico, più tre nuovi impianti di quartiere: il primo appunto nel centro sportivo Magna Grecia, il secondo nel campo scuola della Salinella e il terzo a Paolo VI.

La XX edizione dei Giochi del Mediterraneo coinvolgerà come ben noto anche la città di Lecce per il tiro a segno e il calcio, Brindisi per la pallacanestro e il taekwondo, Francavilla Fontana per il calcio, Fasano per la pallamano, Monopoli per il calcio, e infine il territorio della Valle d’Itria per l’orienteering e il ciclismo. Tra gli impianti esistenti ma da ristrutturare a Taranto, lo Stadio Iacovone (che è ad agibilità ridotta per il 50% della sua struttura)  che ospiterà il calcio , il PalaMazzola la pallacanestro e la pallavolo ed il Palafiom judo, karate e lotta.

Su tutte queste opere da realizzare e ristrutturare si sono già scatenati gli “appetiti” dei soliti furbetti dell’appalto pilotato, su cui sarà necessaria la massima attenzione della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza. Occorrerà quindi la massima totale trasparenza, e competenza qualificata (da verificare per evitare altri casi di “staffiste”….)  trattandosi appunto di soldi e sopratutto debiti pubblici, provenienti dalle tasche dei contribuenti. Taranto non può permettersi le “furbate” del Sindaco Melucci e della sua giunta. E non può permettersi di indebitarsi ulteriormente per manifestazioni inutili e dannose come la “Ocean Race” altra “iniziativa” imbarazzante del sindaco Melucci, manifestazione questa, che in Italia nessuno ha mai voluto organizzare e tantomeno parteciparvi. Un’idea poco trasparente per la quale sono già stati sprecati decine di migliaia di euro somme per le quali ci risultano essere stati già presentati esposti alla Procura Regionale della Corte dei Conti, che come ben noto si avvale di un apposito nucleo regionale della Guardia di Finanza.

2a puntata |

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