Elezioni 2018. Renzi: “il vero nostro avversario è l’incompetenza”.

Elezioni 2018. Renzi:  “il vero nostro avversario è  l’incompetenza”.

ROMA – Parlando agli amministratori del Partito Democratico dal palco del Lingotto, a Torino, Matteo Renzi, a 50 giorni dalle elezioni lancia la sua sfida. “Siamo quelli che crediamo agli Stati Uniti d’Europa, non alla Padania Libera“, ed aggiunge. “Non importa chi andrà a Palazzo Chigi  basta che sia del Pd. Siamo una squadra“. “Benedetto Croce diceva che la politica onesta è quella capace, e che l’incompetenza è sempre incompetenza anche se ci si pettina bene e si va bene in tv. Ecco, l’incompetenza è il nostro avversario alle prossime elezioni politiche. Ci sono 50 giorni per vincere questa sfida e il Pd si metta in campo con tutte le energie che ha senza paura“.

 

Un Matteo Renzi più brillante e pungente del solito ha caricato gli amministratori democratici del Pd accorse al Lingotto all’assemblea nazionale.  “La campagna elettorale si giocherà su lavoro – ha detto Renzi  – C’è chi teme l’arrivo dei robot, dell’intelligenza artificiale, le smart city sono ovunque: il potere delle nazioni calerà e quello delle città salirà. Il punto è che chi ha paura di robot e intelligenza artificiale dice che ci vuole il reddito di cittadinanza. Ma non è giusto che un Paese viva di sussidi: fai niente e hai 1600 euro in tasca! Distruggere l’idea del lavoro, come fanno i grillini e chi crede nella decrescita felice, è pericoloso e nemmeno originale. Da sempre, quando si inventa qualcosa c’è chi dice che si perde lavoro. Ma una Repubblica fondata sul lavoro non può abdicare, e noi dobbiamo rivendicare cosa abbiamo fatto ad esempio con il Job Act senza dimenticare che siamo anche il partito del futuro. E il partito dei diritti e del dovere. Sono orgoglioso della legge sui diritti civili e orgoglioso di aver messo la fiducia. Sono orgoglioso di aver portato da mille a 53 mila i giovani del servizio civile”.  

 

Per il segretario nazionale del PD  “ bisogna discutere su questo nelle prossime ore. Anche dell’evasione e sul canone. Noi non lo mettiamo nelle promesse ma nei risultati. Il canone tv in passato cresceva sempre ed era arrivato a 113 euro. Noi l’abbiamo messo in bolletta ed è sceso a 90. Anche il principio della lotta all’evasione e importante. Con Tremonti e i suoi finanziari raccolsero 12 miliardi, mentre noi incrociando le banche dati siamo arrivati, l’anno scorso, a incassarne 19. Grillo e Berlusconi questo tema non c’è l’hanno nelle corde, noi si. Dobbiamo essere più coraggiosi”.

“Molti di voi vogliono candidarsi – ha detto  Renzi – Noi volevamo un modello elettorale diverso, ma questa legge ci obbliga a metterci la faccia ad andare casa per casa. Bisogna farlo perché da questo dipendono i due terzi dei seggi. E da chi non verrà candidato ci attendiamo il doppio dell’impegno. È importante, perché se vanno al governo gli altri abbiamo visto di cosa sono capaci“. E sui sondaggi sfavorevoli dice la sua: “I leader i sondaggi li cambiano, non li seguono. È già accaduto. Guardate BersaniProdiVeltroniRutelli… Nel 2013 a 50 giorni prima del voto ci davano avanti di 11 punti e poi è finita pari con gli altri. Se ci si crede le cose si cambiano ma dobbiamo alzare il livello della discussione“.

“Se guardate i giornali gli editorialisti hanno già votato e i titolisti già deciso. – ha continuato RenziHanno letto i sondaggi e hanno detto che ha vinto il centrodestra. Si sono dimenticati di leggere la legge elettorale che per due terzi premia non le coalizioni ma il primo partito. La sfida per il primo posto alle elezioni non è tra Berlusconi e Salvini ma tra Pd e M5s. Lo dico ai moderati: l’alternativa al Pd non è il centrodestra ma il M5s“.

Renzi ha attaccato il centrodestra. C’è anche il centrodestra . È un centrodestra che mette insieme il modello Arcore di 20 anni fa. Dove c’era Bossi in canottiera c’è Salvini con la felpa. Effetti del riscaldamento globale. Dove c’era Fini c’è la Meloni, dove c’era Berlusconi c’è Berlusconi, con qualche capello in più…” aggiungendo ironico Questa alleanza si presenta come alleanza della solidità ma è l’alleanza dello spread. Sono stati loro  il governo dello spread“.

Duro attacco di Matteo Renzi a Chiara Appendino e Virginia Raggi, sindache grilline di Torino e Roma. “Noi  siamo  gli amministratori che non falsificano bilanci e nelle nostre città i revisori dei conti non si dimettono” ha detto riferendosi direttamente agli ultimi problemi che riguardano l’amministrazione comunale di Torino a guida M5S. Renzi ne ha anche per Virginia Raggi. Per ribadire il concetto dell’incompetenza Renzi ha ironizzato sull’albero di natale di Roma. “A me  di spelacchio non interessa granché. Non importa se sia bello o brutto. Il punto è che se spelacchio costa il doppio, non è un problema di onestà, ma di incompetenza. Il punto è se funziona o no una amministrazione“.

 

 

Matteo Renzi  ha dedicato l’ultima parte del suo intervento, ai tanti amministratori locali seduti in platea e anche fuori da un lingotto strapieno. “Chi non ha fatto l’amministratore territoriale è un uomo o donna sfortunato. Lo dico grazie alla mia esperienza di sindaco. E’ una cosa difficile, ti danno la colpa di tutto, dalla neve all’azienda che non riparte. Però ha un grande dono, quello di riuscire ad ottenere il risultato concreto senza rinunciare al sogno. Se l’Italia smette di sognare è un Paese finito. E riguarda anche noi. Un voto dato alla sinistra radicale porta a far passare un candidato di destra, lo devono sapere. Facciamo pure appello al voto utile, ma non solo questo. Noi siamo una cosa diversa, siamo forza e coraggio. Siamo anche stati sconfitti, ma è ciò che accade a chi ci prova. Allora, caro Pd, forza e coraggio, andiamo a vincere attaccando e non con il catenaccio“.

Renzi ha annunciato che la prossima direzione del Pd sarà mercoledì e indicherà 100 cose fatte e 100 da fare. La prima riguarderà il lavoro e il salario minimo orari. La centesima: le finanze pubbliche. Ci impegneremo ad abbattere debito“.

 

 

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