Arresti stadio Roma, così si foraggiava la politica: “Spenderò qualche soldo per le elezioni”

Arresti stadio Roma, così si foraggiava la politica: “Spenderò qualche soldo per le elezioni”

Nell’ordinanza di custodia cautelare per il costruttore romano Luca Parnasi contenute le intercettazioni che lo hanno portato in carcere. L’attuale capogruppo M5S, Paolo Ferrara, avrebbe ottenuto  dal Gruppo Parnasi un progetto per il restyling del lungomare di Ostia che si sarebbe dovuto “spendere” a livello promozionale-politico.

ROMA – Altro che la Terza Repubblica di cui parla il Movimento 5 Stelle. Quello che emerge dall’indagine della Procura di Roma e dei Carabinieri è proprio il “foraggiare” la politica per fare affari. Nelle intercettazioni telefoniche il costruttore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova, il principale contraente del progetto dello stadio della Roma, era più che rassegnato: “Spenderò qualche soldo sulle elezioni…che poi con Gianluca vedremo come vanno girati ufficialmente con i partiti politici eccetera… anche questo è importante perché in questo momento noi ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro ed è un investimento che io devo fare…“.

 

Il gip Maria Paola Tommaselli nell’ordinanza di custodia sull’inchiesta sullo stadio della Roma scrive che l’imprenditore Luca Paranasi avviò “l’attività di promozione in favore del candidato alla Regione Roberta Lombardi per ottenere i favori del mondo 5 Stelle” . Obiettivo era “rafforzare i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito – continua il Gip  – che gli hanno avanzato tale richiesta in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell’ambito dell’amministrazione capitolina, svolgono un ben preciso ruolo nell’approvazione nel progetto dello stadio, e crea i presupposti per lo sviluppo di ulteriori progetti imprenditoriali, essendo la Lombardi, oltre che candidata alla Regione, personaggio di spicco dei 5 Stelle a livello nazionale e quindi destinata, in ipotesi di un successo elettorale della sua compagine nelle elezioni politiche a ricoprire ruoli decisionali nel nuovo assetto che si determinerà all’esito del voto“.

In merito a Paolo Ferrara capogruppo M5S in Campidoglio , nell’ordinanza si legge: “Non può non essere evidenziato come anche tale richiesta risponda, così come quella di elaborazione di un progetto di resyling del lungomare di Ostia, all’esigenza di guadagnarsi consenso e credibilità, seppure non nei confronti degli elettori, ma all’interno del Movimento“.

L’inchiesta paradossalmente nasce dall’indagine della Procura di Roma sull’imprenditore Sergio Scarpellini, finito sotto processo per corruzione insieme a Raffaele Marra l’ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi. Indagando nell’ambito di quest’altro procedimento, sono venute alla luce le vicende sullo Stadio della Roma Calcio. I fatti contestati dal sostituto procuratore della repubblica di Roma, Barbara Zuin hanno inizio nel 2017. Le accuse sono, a seconda delle posizioni, associazione a delinquere, due episodi di traffico di influenze illecite, 5 episodi di corruzione e 2 di finanziamento illecito. Quelle che per l’accusa sono tangenti venivano pagate in vari modi: contanti, dazioni di denaro coperte da fatture per operazioni inesistenti, assunzioni di amici e parenti, conferimenti di incarichi di consulenza.

Con il solito video su Facebook Roberta Lombardi capogruppo M5s in Consiglio regionale dichiara: “Ci tengo a precisare la mia posizione, a fare un’operazione trasparenza, come nel mio stile, e a dire pubblicamente che ho incontrato Luca Parnasi una sola volta alla Camera dei deputati, dove ho preteso che avvenisse l’incontro in modo che fosse registrata la presenza di questa persona, visto che istituzionalmente ogni giorno incontro le persone più varie” ed aggiunge  “Mi ha parlato dello stadio della Roma, dei suoi progetti futuri imprenditoriali e della sua attività. Poi non c’è mai stato alcun contatto ulteriore, nessun seguito. Ci tengo a fare questo chiarimento. Non posso permettere che venga messa in dubbio la mia onorabilità e la trasparenza del mio agire politico. Così come mi auguro che la magistratura porti avanti la sua attività il più celermente possibile, visto che anche un nostro esponente politico, il capogruppo in Comune Paolo Ferrara, è stato coinvolto in questa inchiesta. Allo stesso modo, come MoVimento 5 Stelle, io farò di tutto affinché eventuali responsabilità politiche siano accertate: perché noi siamo il MoVimento 5 Stelle e non sottrarci anche a quella che è una responsabilità politica è la vera cifra distintiva tra noi e gli altri“, conclude la  Lombardi.

“Lanzalone è stato messo a Roma da Grillo per il problema stadio insieme al professore Fraccaro e Bonafede. E’ quanto afferma Luca Parnasi nel corso di una cena citando gli attuali ministri per i Rapporti con il parlamento e Giustizia. L’intercettazione è presente nell’ordinanza di custodia cautelare. “Parnasi – è detto nel provvedimento – dice che Lanzalone l’hanno portato i 5 Stelle ed è presidente dell’ Acea e ha studiato a Genova. E’ una persona molto dotata“.

Il ruolo di Luca Lanzalone che emerge dalle carte dell’inchiesta sull’opera che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle. E’ proprio Luca Parnasi ad esaltare la figura del presidente di Acea come “Wolf” il personaggio del film Pulp Fiction che risolveva i problemi” .Il 30 marzo 2018 Lanzalone parlando dello stadio – è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare – comunica a Parnasi di aver individuato un escamotage idoneo ad accelerare i tempi della procedura.. Parnasi è entusiasta e pronuncia più volte la parola Wolf“. “Eh ma quando c’è Lanzalone – ripete l’imprenditore – quando c’è Wolf… quando c’è Wolf.., la questione..“.

Pierfrancesco Maran

Nei colloqui con uno dei suoi collaboratori il costruttore da ieri in carcere, aggiungeva, ignaro di essere intercettato dai Carabinieri, che si trattava di “un investimento molto moderato rispetto a quanto facevo in passato quando ho speso cifre che manco te racconto però la sostanza che la mia forza è quella che alzo il telefono…”.

Le circa trecento pagine dell’ordinanza parlano di assunzioni di amici e parenti, fatture per operazioni inesistenti,  e consulenze, soldi in contanti e tante “consulenze”. Un modus operandi che gli inquirenti hanno definito “asset d’impresa“, in pratica una sorta di garanzia sul futuro. Secondo i pm capitolini la conferma di quanto fosse sistemico il metodo corruttivo , emerge dal tentativo di “esportarlo”  anche fuori Roma. Gli uomini dell’imprenditore Luca Parnasi ad esempio, in un’occasione, hanno persino provato a offrire l’intestazione e proprietà di un’abitazione all’assessore comunale all’Urbanistica di Milano Pierfrancesco Maran, ma questi respinge l’offerta rispondendo: “Qui non si usa“.

Dalle carte in mano alla Procura di Roma emergono le contropartite. Promesse di consulenze per 100 mila euro a Luca Lanzalone, presidente Acea, considerato un “fedelissimo” alla sindaca Virginia Raggi e consulente della giunta capitolina per tutto l’affare dello stadio. Parnasi gli aveva persino garantito il suo aiuto nella ricerca di una casa e di uno studio professionale a Roma. All’ex assessore regionale del Pd, Michele Civita,  il gruppo Parnasi aveva promesso l’assunzione del figlio in una delle società in cambio dell’asservimento della sua funzione. Parnasi avrebbe erogato fatture per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro in favore dell’attuale vicepresidente della Consiglio Regionale del Lazio , Adriano Palozzi. Infine l’attuale capogruppo M5S, Paolo Ferrara, avrebbe ottenuto  da Parnasi un progetto per il restyling del lungomare di Ostia che si sarebbe dovuto spendere a livello promozionale-politico.

Sostegno alla onlus vicina alla Lega. Fra i documenti dell’indagine  della Procura romana sullo stadio della Roma spuntano anche 250 mila euro che il costruttore Luca Parnasi, tramite una sua società, avrebbe dato all’associazione “Più Voci” considerata vicina alla Lega. In un’intercettazione Parnasi precisa che la dazione “non è stata fatta per Salvini” ma per creare “un sistema di imprenditori, appaltatori”. Parnasi intercettato parlando del versamento alla Onlus spiega che “è una cosa fatta all’epoca quando io….creare un sistema di imprenditori, appaltatori ecc. che hanno organizzato cene per conoscere….le ho fatte con Stefano Parisi, le ho fatte con Meloni….“.

Parlando dell’associazione, Parnasi la definisce un comitato di professionisti di Milano, gente non legata a Salvini. Non è una roba della Lega Nord. L ‘indagato Parnasi, intercettato al telefono, in riferimento a questa organizzazione afferma in particolare, come si legge nell’ordinanza del Gip che: “questa è un’Associazione che ha valorizzato non solo la Lega ma ha valorizzato Stefano Parisi tutto il centrodestra diciamo…. a Milano ed è stato anche un veicolo con cui io mi sono accreditato in maniera importante no… ho organizzato cene, ho portato imprenditori, ho fatto quello che, tu mi insegni, un ragazzo di 38 anni all’epoca doveva fare per crescere a Milano..“. La procura dovrà valutare se ci sono profili di natura penale sui finanziamenti da parte di Parnasi ad associazioni .

“Conosci gli Spada?”Tu che sei di quelle parti questo Roberto Spada l’hai conosciuto?“. È quanto avrebbe chiesto l’imprenditore Luca Parnasi al consigliere comunale Davide Bordoni (FI) in una conversazione telefonica  intercettata contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. “Sì ma certo che li conosco! Sono strozzini! Tipo Casamonica“, è la replica di Bordoni intercettato. “Sì ma gente che muove affari importanti o?“, chiede Parnasi e Bordoni gli spiega: “non credo, prima era robetta mò non so se muovono affari importanti… certo che vanno un pò gestiti… Vanno controllati, lì ci stanno tutti i palazzoni comunali! poi è una piccola parte di Ostia che quella verso il mare. Capito?“.

Nella conferenza stampa tenutasi questa mattina in Procura a Roma a seguito dei nove arresti legati al nuovo stadio., il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha precisato che “l’As Roma non c’entra nulla con l’inchiesta sullo stadio a Tor di Valle”   aggiungendo  che “nemmeno la sindaca Virginia Raggi  c’entra nulla con l’indagine e gli atti del Comune non sono oggetto del procedimento“.

“Cosa accadrà se dovesse fermarsi l’iter per il nuovo stadio? Semplice Mi verrete a trovare a Boston”. James Pallotta presidente dalla Roma Calcio  così commenta le notizie giudiziarie sull’impianto di Tor di Valle che ha portato all’arresto del costruttore Luca Parnasi e di altri otto persone. L’imprenditore statunitense, ha cercato di rassicurare i tifosi preoccupati di una vendita della società: “Non ho mai detto che me ne sarei andato, lo farei solo in caso di ritardi, ma non vedo perché debbano esserci ritardi visto che la Roma non ha fatto niente di male“. Aggiungendo sull’iter del progetto: “Non so tutto quello che sta succedendo, l’ho letto dalla stampa, ma la Roma è estranea. Dal mio punto di vista la Roma non c’entra e costruiremo lo stadio. Tutti lo vogliono, costruiamolo. Tutto doveva essere trasparente, la Raggi ha detto che sarebbe andato tutto ok e così è stato. Non dovremmo avere problemi. Se ho parlato con Parnasi? Non credo abbia il cellulare in galera. Non ho sentito nessuno“.

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