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7 Luglio 2026 14:37

Spionaggio per la Russia, due arrestati a Roma: erano ex dell’intelligence italiana

Il principale indagato orniva, dietro compenso in denaro, informazioni riservate a un presunto agente dei servizi di intelligence russi. Il ministro della Difesa Crosetto: "Nessuna tolleranza verso chi mette a rischio sicurezza Repubblica"

Due persone sono state arrestate a Roma per spionaggio in favore della Russia e accesso abusivo a sistema informatico o telematico. Il principale indagato è 59enne ex appartenente al comparto di intelligence nazionale e già sottufficiale dell’ Arma dei Carabinieri. A eseguire le due misure cautelari il ROS – Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, con il supporto in fase esecutiva del GIS- Gruppo di Intervento Speciale e del comando provinciale di Roma dell’Arma. Le accuse nei confronti degli indagati arrestati sono di spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione, rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione e accesso abusivo a sistema informatico o telematico.

Nell’ambito dello stesso procedimento sono stati eseguiti decreti di perquisizione personale, locale e informatica, a carico dei due indagati e di ulteriori cinque persone, indagate, a vario titolo, per procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato, rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione.

La misura cautelare rappresenta l’esito di un’indagine avviata nel maggio del 2025, che ha dato origine a due procedimenti penali, rispettivamente instaurati presso la Procura distrettale e militare di Roma, tra loro collegati ex art. 371 cpp. Le indagini, sviluppate principalmente attraverso attività tecniche e servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti del principale indagato, il 59enne, sull’attività di spionaggio svolta in favore e per conto di un presunto agente dei servizi di intelligence russi, coperto da immunità diplomatica sul territorio nazionale.

Ambasciata della Federazione Russa in Italia 

Il principale indagato, unico interlocutore del presunto agente, secondo l’accusa, acquisiva e rivelava le notizie di interesse per il tramite di sei fonti, tra cui quattro militari in servizio impiegati in incarichi connotati da un alto grado di riservatezza, ritenute responsabili, a vario titolo, di aver fornito informazioni che nell’interesse della sicurezza dello Stato e/o nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato debbono rimanere segrete o ritenute di vietata divulgazione. In particolare, le indagini hanno consentito di documentare diverse interlocuzioni tra il presunto agente straniero e il principale indagato, nel corso delle quali, mentre il primo esplicitava le sue esigenze informative, il secondo forniva, dietro compenso in denaro, informazioni relative alle richieste recepite dall’altro negli incontri precedenti e acquisite per il tramite delle sue fonti.

Nell’ambito del coordinamento investigativo ex art. 371 c.p.p., la Procura militare di Roma, alla luce degli elementi probatori emersi nel corso dell’indagine nei confronti dei quattro militari in servizio, indagati a vario titolo anche per i reati di rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e procacciamento di notizie segrete a scopo di spionaggio, ha emesso altrettanti decreti di perquisizione personale, locale e informatica, eseguiti contestualmente a quelli emessi dalla magistratura ordinaria.





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