Sino al 2022 non si vota: nessuno vorrà perdere prima la poltrona

Sino al 2022 non si vota: nessuno vorrà perdere prima la poltrona

Fra il referendum sul taglio dei parlamentari ed una nuova ennesima legge elettorale da riscrivere la politica arriverà in dirittura al 2 luglio 2021, quando inizierà il semestre bianco

di ANTONELLO dE GENNARO

Di elezioni politiche in arrivo non si vedono segnali nonostante il centrodestra spinge per andare al voto, in quanto per una serie di scadenze e sopratutto di convenienze, il Paese sta per infilarsi in un interminabile tunnel di sospensione della democrazia, e per almeno 18 mesi, il popolo “sovrano” di fatto verrà espropriato. E’ praticamente impossibile che prima del 2022 si torni a votare.

Giancarlo Giorgetti, n. 2 della Lega, da politico navigato ed esperto ha già capito come andrà a finire, si è messo comodo in poltrona e spiega: “Se piove perlomeno sono al coperto”. Salvini nel frattempo continua la sua campagna elettorale ininterrotta che lo ha portato ad essere a capo del 1° partito in Italia.

Giancarlo Giorgetti

Di mezzo c’è il referendum costituzionale che a suo tempo, Salvini aveva sponsorizzato pur di far contento Di Maio. Si doveva votare lo scorso 29 marzo scorso, ma in conseguenza della pandemia del Covid19 è stato rinviato al prossimo 21 settembre in concomitanze delle Regionali. Sino a quella data quindi non si saprà da quanti eletti verrebbe composto il prossimo Parlamento.

Potrebbero essere gli attuali 930 (nominati compresi !) o, se verrà confermato il taglio voluto dalla Legge “grillina” i 600 previsti dalla riforma. Ma come ben sappiamo nessuno può mai prevedere cosa passa per la testa degli italiani.

Sergio Mattarella

Nel caso in cui il Governo Conte bis dovesse cadere il Presidente della Repubblica Mattarella , certamente azionerebbe il freno di emergenza e direbbe ai vari leaders dei partiti : “Prima di tenere nuove elezioni, facciamo svolgere il referendum, evitando l’obbrobrio di un Parlamento appena eletto e subito delegittimato”. Un ragionamento condivisibile di buonsenso a cui nessuno potrebbe dire nulla.

Se dovesse venire confermato il taglio dei parlamentari, sarò necessario scrivere una legge elettorale sulla base dei nuovi numeri rimodulando i collegi elettorali. Il governo avrà quindi soltanto due mesi di tempo per provvedere , e tutto ciò fa pensare che se li prenderà fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno disponibile.

Quindi saremo arrivati alla fine novembre 2020, con il pensiero diviso fra il Natale, e l’insicurezza di venire rieletti che invaderà il Parlamento in quanto, nel caso di elezioni anticipate, buona parte degli attuali parlamentari tornerebbe alla vita di prima, e più di qualcuno dovrà trovarsi un lavoro. Quindi vi sarà una massa di politici “disperati”, disponibili a qualsiasi capriola politica pur di non avvicinare quel giorno.

Il loro motto sarà quello del Pool “Mani Pulite” di Milano, ai tempi di Borrelli, Ghitti, Colombo, Di Pietro e Davigo, cioè: “resistere, resistere, resistere”. Ma per quanto tempo? Non ne occorre in realtà molto in quanto basterà arrivare al “semestre bianco” che, come prescrive la Costituzione, vieta al presidente della Repubblica di sciogliere le Camere nei sei mesi che precedono la fine del suo settennato di mandato. Una norma voluta dai padri costituenti per impedire che il Capo dello Stato ricattasse i partiti minacciando “o mi rieleggete o vi mando tutti a casa”.

Un comportamento che Mattarella mai attuerebbe, e peraltro secondo quanto assicurano i suoi più stretti consiglieri e collaboratori non avrebbe la più minima idea di ricandidarsi. Ma la legge vale per tutti e, nel caso del dodicesimo presidente in carica, il suo semestre bianco scatterà il 2 luglio 2021 quasi come una diga. Il centrodestra potrà protestare finché vuole, promuovere manifestazioni ovunque, ma inutilmente. Mattarella alla Ponzio Pilato se ne laverà le mani dicendo: “Rivolgiti al mio successore, una volta che sarà stato eletto”. quindi non prima di gennaio 2022 , calcolando i tempi e le manovre e “mercanteggiamenti” che solitamente precedono le elezioni presidenziali.

Uno che se ne intende e cioè Gaetano Quagliariello, ex ministro delle Riforme, osserva parlando con l’ HuffPost, che la finestra elettorale teorica (dal referendum elettorale fino al semestre bianco) è in realtà una finestrella, al massimo una feritoia, uno spiffero, un pertugio. Il motivo? Nella storia d’Italia non si è mai votato durante il semestre bianco; per consuetudine tenere elezioni in quel periodo verrebbe considerato altamente scorretto sul piano costituzionale, e dunque per votare prima del semestre “non bianco ma bianchissimoMattarella dovrebbe sciogliere le Camere addirittura a Pasqua !

Chi vuole le elezioni quindi dovrà attivarsi al più presto possibile. Un giurista “dem”, Stefano Ceccanti, segnala che degli eventuali “congiurati” avranno più convenienza a pugnalare il premier Conte adesso, con la sicurezza di non poter causare nuove elezioni, piuttosto che venire allo scoperto e causare elezioni con il rischio di venire trombati dagli elettori. “Chi lo facesse sarebbe politicamente un folle, un aspirante suicida da ricoverare con un Tso”, dice Ceccanti all’ HuffPost.

Sarebbe il salto definitivo nella neuro-politica.  E la fine del nostro Paese.

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