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5 Febbraio 2023 02:43
5 Febbraio 2023 02:43

Palagiustizia Bari, alla Camera volano pugni e ceffoni

Il presidente Roberto Fico ha sospeso la seduta mentre dai banchi del Pd si urlava "Dimissioni, dimissioni!". Il sottosegretario Vittorio Ferraresi aveva appena iniziato a parlare, sostenendo di aver "sentito in quest'Aula delle inesattezze gravi, alcune anche con peso penale di cui ciascuno si assume la responsabilità".

ROMA –   Sono stati visti partire dei ceffoni nell’Aula della Camera durante l’esame del disegno di legge sul Palazzo di Giustizia di Bari a seguito di uno scontro fisico tra deputati di Fdi e  della Lega. . Il presidente Roberto Fico ha sospeso la seduta mentre dai banchi del Pd si urlava “Dimissioni, dimissioni!“. Il sottosegretario Vittorio Ferraresi aveva appena iniziato a parlare, sostenendo di aver “sentito in quest’Aula delle inesattezze gravi, alcune anche con peso penale di cui ciascuno si assume la responsabilità“.

È la deputata del Pd Alessia Morani ad aprire le ostilità chiedendo conto della decisione al ministro Bonafede, ma a rispondere in aula non è stato  il ministro ma bensì  Giulia Sarti  presidente M5S della commissione Giustizia che contrattacca: “Sono sicura che il ministro saprà assumere le sue decisioni con un’assunzione di responsabilità diversa da chi finora se n’era sempre fregato“.  Dopo l’intervento della Sarti – e l’assenza del ministro di Giustizia – il deputato del Pd David Ermini interviene a muso duro: “Ha parlato l’avvocato difensore di Bonafede. Vergognoso“. Il collega Emanuele Fiano ha chiesto la sospensione dell’esame del decreto legge “per i gravi fatti denunciati da un quotidiano“. Carica la mano anche Valter Verini: “Con queste ombre il Parlamento non può andare avanti”. Il Pd ha reclamato il rinvio chiedendo che il Guardasigilli “venga a riferire” in aula, trovando alleati anche in Forza Italia che si è associata alla protesta contestando l’assenza del ministro. Il gruppo forzista, con un tweet, cita la denuncia di Repubblica, stigmatizza l’assenza di spiegazioni della maggioranza su un immobile “che sarebbe di proprietà di un sospettato di aver prestato denaro alla mafia” concludendo: “Onestà! Onestà! lo gridiamo noi”.

 

 

Alla ripresa dei lavori annunciando che i questori della Camera visioneranno i video sui tumulti scoppiati in aula, il presidente della Camera bacchetta il sottosegretario M5S che, subito dopo, si scusa: “Non era mia intenzione attaccare i deputati e quantomeno minacciare. Mi dispiace“. L’ex Guardasigilli dem Andrea Orlando fa in tempo a chiedere alla maggioranza di fermarsi “nel vostro interesse per uscire a testa alta dalla vicenda in cui vi siete infilati“.

Nonostante ciò il presidente della Camera Roberto Fico ha deciso di mettere ai voti la richiesta di sospensione, alla quale il M5S e  la Lega si sono opposti. E la Camera, con una maggioranza di 55 voti, si è andati avanti.

Intorno alle 12 arriva la risposta di Bonafede su Facebook: “La procedura di individuazione dell’immobile destinato a ospitare gli uffici giudiziari baresi è stata eseguita nel pieno del rispetto delle regole, in maniera pubblica e pienamente trasparente. La commissione ha aggiudicato a chi ha ottenuto il miglior punteggio e sono stati avviati tutti i controlli previsti dalla legge. In seguito a quanto appreso da fonti di stampa, ho chiesto un ulteriore approfondimento. Ricordo a tutti che il decreto legge in discussione alla Camera non riguarda l’assegnazione dell’immobile ma la sospensione dei termini per permettere lo smantellamento delle tende”.

Pd e Forza Italia, però, non si accontentano:Il ministro Bonafede venga subito a chiarire in aula” chiede il dem Fiano. E lo stesso fa l’azzurro Francesco Paolo Sisto. I lavori procedono ma i toni si fanno sempre più duri e polemici. In aula Per il governo interviene  il sottosegretario Vittorio Ferraresi: “Credo sia doverosa una risposta perché sono state dette una serie di inesattezze. Credo che sia giusto muovere critiche ed ascoltarle, ma ho sentito inesattezze gravi, con rilievi anche penali…”. Ma Ferraresi viene interrotto: dagli scranni dell’opposizione, soprattutto dai banchi del Pd, si levano proteste ed urla dell’opposizione. Emanuele Fiano del Pd ha chiesto al presidente della  Camera, Roberto Fico di “richiamare formalmente il sottosegretario che ha minacciato i deputati. Lui non è qui a fare il Pm, e non ha il diritto di minacciare“. Nel frattempo, però, è partito uno scontro a destra, tra deputati di Fdi e della Lega. Fico ha richiamato Marco Silvestroni (Fdi) e un altro deputato, e sono dovuto intervenire i commessi a sedare la rissa. Sono volati schiaffi e pugni ed alla fine la seduta è stata sospesa.

Il ministro è stato  costretto a tornare in aula nel pomeriggio, dopo le 17 scusandosi con l’aula per aver provato nel frattempo a spiegare le sue ragioni solo su Facebook, ignorando l’aula: “Per me non è irrilevante la notizia pubblicata dalle cronache da Bari. Ho dato mandato agli uffici di fare tutti gli approfondimenti necessari oltre a quelli già fatti e previsti da una legge peraltro approvata dal Pd. Ma questo non ha nulla a che vedere con il provvedimento all’esame dell’Aula”, sostiene il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede nell’Aula della Camera  durante l’esame del dl sul Palagiustizia di Bari, e lancia anche una stilettata: “Non ricordavo un’aula così sensibile ai temi della corruzione“.

Per Settanni, il proprietario barese dell’immobile indicato quale nuova sede del Palazzo di Giustizia di Bari,  è un grande affare: quattro milioni e 100mila euro più Iva, a fronte di una rendita catastale da dieci milioni. Un mese dopo l’acquisto del vecchio immobile ex Inpdap, 223 vani, 7.100 metri quadrati più i garage, come da visura catastale che era diventato di proprietà di un fondo parastatale ,.il Ministero di Giustizia ha deciso di voler affittare quello stesso palazzo a sette milioni di euro per i prossimi sei anni. Cioè praticamente  doppio quasi del prezzo a cui lo avevano appena acquistato.

 

 

 

 

 

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