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8 Agosto 2026 22:09

“Monnezzopoli”: ai domiciliari Tamburrano ex-presidente della Provincia di Taranto e la sua “cricca”

La scarcerazione con disposizione di arresti domiciliari è stata disposta dal Gip dr.ssa Vilma Gilli del Tribunale di Taranto, a seguito della richiesta del collegio difensivo legale, nonostante il parere negativo della Procura della Repubblica di Taranto, Nel frattempo proseguono le indagini degli altri filoni dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Taranto

TARANTO – E’ stato disposta questa mattina la scarcerazione dalla casa circondariale di Taranto a seguito dell’ ordinanza disposta dal Gip di Taranto dr. Vilma Gilli, dell’ex presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, insieme alla “cricca” composta dall’imprenditore Pasquale Lonoce, dall’ ex- dirigente del quarto settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto Lorenzo Natile e da  Roberto Venuti procuratore speciale della società Linea Ambiente Srl proprietaria della discarica di Grottaglie in località “La Torre Caprarica”, denominataIII lotto” , la cui detenzione carceraria è stata trasformata dal Gip  in arresti domiciliari, accogliendo la richiesta dal collegio dei difensori dei quattro indagati, “domiciliari”  ottenuti peraltro nonostante il parere negativo espresso dalla Procura di Taranto.

La scarcerazione dei quattro indagati , posti agli arresti domiciliari, pare non essere stata presa molto bene dalla Procura, infatti negli ambienti giudiziari è trapelato qualcosa di incredibile, ilche spiega ancora meglio il perchè la Procura di Taranto si sia sempre opposta alla loro scarcerazione.

Cinque giorni dopo l’arresto avvenuto il 14 marzo, e per la precisione il 19 marzo scorso, data ed evento richiamati dal Gip Gilli nella sua ordinanza, dopo un colloquio avvenuto in carcere fra l’indagato Pasquale Lonoce (a lato nella fotografia) e sua moglie, gli agenti della Polizia Penitenziaria di Taranto  avevano scoperto il passaggio di un “papiello” (cioè degli appunti) che i due si erano scambiati con delle istruzioni del Lonoce (che peraltro in un lontano passato è stato anche un carabiniere) alla moglie che violavano le norme di Legge.

Mettere ai domiciliari i quattro indagati e mandarli a casa “liberi”  , cioè senza accompagnamento della Polizia Giudiziaria, non sembra essere stata una buona idea, in quanto  sembra essere alquanto rischioso farli uscire dal carcere, rischiando un possibile occultamento e manipolazione delle prove, sopratutto da parte coloro i quali avevano già provato in passato a farlo, grazie all’informazione “attenti vi stanno intercettando” ricevuta da Roberto Venuti da parte dell’imprenditore Antonio (per tutti Tonino) Albanese, attualmente indagato, che indusse proprio Lonoce a cambiare telefono per sviare i criptatori installati nei suoi telefoni dalle Fiamme Gialle.

Nel frattempo proseguono gli altri filoni dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Taranto, le cui indagini da qualche mese sta facendo dormire in tensione non pochi politici locali, dirigenti di enti pubblici ed imprenditori, consapevoli delle loro malefatte

 

 

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