L’ultimo ricordo di David Sassoli. “Portiamo nel cuore il suo sorriso”

L’ultimo ricordo di David Sassoli. “Portiamo nel cuore il suo sorriso”

Il saluto di una nazione, l’omaggio di un continente che gli ha voluto bene e che crede nei valori della fratellanza e della condivisione. Circa 300 persone presenti durante la celebrazione, mentre all’esterno è stato allestito un maxi schermo per consentire ai cittadini presenti di assistere al rito funebre.

di Redazione Politica

È una piazza della Repubblica “blindata” quella che ha accolto questa mattina l’arrivo dei partecipanti al funerale di Stato del presidente del Parlamento europeo David Sassoli celebrato nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma in un atmosfera di sincera di commozione e gratitudine. Ad accogliere la bara avvolta dalla bandiera dell’Unione europea, il picchetto d’onore secondo il protocollo previsto dai funerali di Stato, ma soprattutto quella stessa atmosfera di grande affetto e stima che in questi giorni ha abbracciato la sua famiglia, testimoniata dall’omaggio delle Istituzioni ma anche dei cittadini comuni che hanno visitato la camera d’ardente allestita nella sala della Protomoteca del Campidoglio e dall’applauso spontaneo che ha salutato l’uscita della salma dalla chiesa. 

Il saluto di una nazione, l’omaggio di un continente che gli ha voluto bene e che crede nei valori della fratellanza e della condivisione. Circa 300 persone presenti durante la celebrazione, mentre all’esterno è stato allestito un maxi schermo per consentire ai cittadini presenti di assistere al rito funebre.

Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna ed amico d’infanzia di David Sassoli lo ha ricordato con queste parole durante l’omelia e concelebrata dall’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, dal Vicario generale per la diocesi di Roma Cardinale Angelo De Donatis, dal Segretario per i Rapporti con gli Stati Paul Gallagher, da Mons. Massimiliano Boiardi e da Padre Francesco Occhetta: “Tanti lo consideravano uno di noi per quell’aria empatica, un po’ per tutti era un compagno di classe, quello che tutti avremmo desiderato, che sicuramente ci avrebbe aiutato. Credente sereno, senza evitare dubbi, pieno di rispetto e garbo, come il suo carattere. Era un uomo di parte e un uomo di tutti, perché la sua parte era quella della persona” ricordandolo “beato anche nella sofferenza della malattia, vissuta con dignità senza lamentarsi. David era un uomo di tutti, la politica per lui era democrazia, voleva un’Europa Unita”.

Un’omelia sentita e partecipata, ascoltata mano nella mano da Alessandra e Livia, la moglie e la figlia di David Sassoli. Sull’altare presente anche una rappresentanza degli scout di cui Sassoli aveva fatto parte negli anni della gioventù.

L’Italia e l’Europa hanno salutato e reso omaggio solenne a David Sassoli La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen è stata accolta dal picchetto d’onore delle forze armate all’ingresso della chiesa. Presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del consiglio Mario Draghi, i presidenti della Camera e del Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. In chiesa presente buona parte del governo italiano tra cui i ministri Patrizia Bianchi, Luigi Di Maio, Dario Franceschini, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese, Andrea Orlando, il premier spagnolo Pedro Sanchez.

Emozionante il ricordo della moglie e dei figli Ci siamo cercati e trovati sui banchi di scuola. Ti abbiamo sempre diviso e condiviso con altri, famiglia e lavoro, famiglia e politica, famiglia e passioni. Noi siamo stati il tuo punto fermo ma dividerti e condividerti con altri ha prodotto questa cosa immensa a cui stiamo assistendo in queste ore. Sarà dura, durissima, ma in questi anni ci hai dimostrato che niente è impossibile“. Nelle parole della moglie Alessandra Vittorini c’è la storia della vita di David Sassoli: famiglia, amici, condivisione, lavoro e impegno politico.

La bara di Sassoli avvolta nella bandiera dell’Unione europea e sua moglie con il presidente Mattarella

“Ho avuto una vita bella, decisamente molto bella, anche se un po’ complicata, e finirla a 65 anni è davvero troppo presto”. Questo diceva David Sassoli settimane fa quando aveva “capito già tutto“, come ha raccontato la moglie, Alessandra Vittorini, nel suo messaggio al termine del funerale di Stato dello scomparso presidente del Parlamento europeo davanti ai tanti presenti nella Basilica di Santa Maria Maggiore degli Angeli. “Questo mi dicevi, quando noi giocavamo a nasconderci la realtà sperando l’impossibile – ha detto la vedova di Sassoli, che dopo aver letto il messaggio è stata confortata dai due figli con un commovente abbraccio -. È troppo presto, per le tante cose che avevamo ancora da dirci, per il futuro che progettavamo per noi due e i nostri ragazzi. Ce le diremo ancora quelle cose, penseremo ai progetti e immagineremo il futuro. Cammineremo certi della tua presenza, che ci accompagnerà ancora ma in un altro modo, più denso e profondo. Il vuoto prodotto da una perdita può trasformarsi in pieno”.

“Dignità, passione e amore l’insegnamento più grande. Ci hai insegnato che la fama e la popolarità hanno senso solo se si riescono a fare cose utili” queste le parole del figlio Giulio Sassoli, speranza nelle parole di sua sorella Livia che ha letto una parte dell’ultimo messaggio del suo papà, scritto durante le festività natalizie “in questi anni abbiamo ascoltato il silenzio del pianeta, abbiamo avuto paura ma abbiamo reagito, costruendo una nuova solidarietà perché nessuno è al sicuro da solo” aggiungendo “Ci hai insegnato a costruire una nuova solidarietà, a sperare. Perché la speranza siamo noi, se non alziamo muri e non ci voltiamo davanti alla povertà e alle diseguaglianze“.

Il saluto dei colleghi giornalisti Quale scherzo ci hai fatto, tutti qui a parlare di te”, con queste parole Elisa Anzaldo ha reso omaggio  al “giornalista” David Sassoli a nome di tutti colleghi del TG1 della Rai. “Hai sfondato muri di gomma con la tenacia della tua gentilezza, con l’ostentazione del rispetto che avevi per gli altri, con lo sfinimento del dialogo, la forza della prudenza e la dirompenza della tua mitezza. A noi lasci una caparbia lezione di ottimismo”. Con voce rotta dalla commozione, la Anzaldo ha rievocato quando “arrivava trafelato in studio” poco prima dell’inizio del Tg, il “maledettissimo vizio del fumo”, la sua ritrosia di fronte ai social network: “Lui diceva, ‘ma io sono qui, parliamoci‘. Diceva che è social buttare giù un muro, perché dietro c’è un mondo. Che è social accogliere un migrante, perché dietro di lui c’è una comunità. Che la famiglia è più ricca e moderna di un gruppone Facebook“.

“Un’ondata di affetto ci ha travolto al Tg1 – ha aggiunto Elisa Anzaldoe ci ha fatto ricordare tanti momenti: a mensa se ti scappava poco poco l’inizio di una discussione politica non ti si fermava più, partivi da De Gasperi, per concludere che qualcosa comune bisognava farla. E l’hai fatta. Dicevi, il problema degli altri è il mio problema, L’indifferenza non è un’opzione, tutti gli insegnamenti di don Milani che avevi respirato a casa e raccontavi a noi“.

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