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2 Settembre 2026 01:00

La GdF scopre a Taranto 220 illeciti percettori del reddito di cittadinanza. Richiesto il sequestro di beni per circa 1,9 milioni di euro

Segnalati alla Procura della Repubblica di Taranto oltre 220 soggetti, risultati aventi diritto ad emolumenti per circa 1,9 milioni di euro. Tali beneficiari, infatti, avrebbero attestato falsamente nelle istanze di accesso il possesso dei requisiti previsti dalla normativa di settore, ovvero omesso di dichiarare informazioni dovute.

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Taranto hanno eseguito controlli finalizzati a verificare la regolare percezione del “Reddito di cittadinanza”. Gli accertamenti svolti dai finanzieri hanno interessato numerosissimi “target” selezionati all’esito di specifiche analisi di rischio, oppure emergenti da mirate attività info-investigative svolte dai Reparti del Corpo della provincia jonica, con l’ausilio del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma e di concerto con l’INPS.

All’esito delle pertinenti indagini, implementate anche attraverso la valorizzazione degli elementi emersi dalla consultazione delle banche dati in uso al Corpo, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Taranto oltre 220 soggetti, risultati aventi diritto ad emolumenti per circa 1,9 milioni di euro. Tali beneficiari, infatti, avrebbero attestato falsamente nelle istanze di accesso il possesso dei requisiti previsti dalla normativa di settore, ovvero omesso di dichiarare informazioni dovute.

Tra le principali presunte violazioni riscontrate sarebbe stato accertato in capo ai percettori l’insussistenza del requisito di cittadinanza, lo stato di detenzione presso case circondariali e la comunicazione di false informazioni relative alla composizione dei nuclei familiari conviventi. Contestualmente, è stata avanzata all’Autorità Giudiziaria inquirente una richiesta di sequestro di beni per un importo di circa 1,9 milioni di euro, equivalente alle provvidenze indebitamente percepite.

La competente Autorità Giudiziaria ha prontamente intrapreso specifici approfondimenti finalizzati a verificare la fondatezza delle ipotizzate responsabilità penali, nonché la sussistenza dei presupposti per la sottoposizione a sequestro delle somme indebitamente riscosse. Nell’ambito delle investigazioni sarebbero stati altresì scoperti 10 lavoratori in nero o irregolari che avrebbero indebitamente percepito il reddito di cittadinanza o che sarebbero risultati componenti di nuclei familiari beneficiari della provvidenza.

Le posizioni così individuate sono state immediatamente segnalate ai competenti uffici dell’INPS per l’adozione dei provvedimenti di competenza. Le indagini dei Reparti della Guardia di Finanza di Taranto sono ora finalizzate all’individuazione di eventuali “regie criminose” preordinate all’indebito ottenimento del beneficio. I risultati di servizio conseguiti testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica tarantina nell’azione di tutela della spesa pubblica, con particolare riguardo alle misure assistenziali e di sostegno al reddito il cui indebito accesso genera iniquità, minando al contempo la coesione sociale.

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