La “Caporetto” di Gualtieri sul Mes. Ecco come il Governo ha fallito su tutta la linea

La “Caporetto” di Gualtieri sul Mes. Ecco come il Governo ha fallito su tutta la linea

Il governo Conte aveva assicurato “NO al Mes” .Ma in realtà l’accordo siglato all’Eurogruppo prevede esattamente il contrario.

ROMA – Il ministro dell’ Economia e Finanze Roberto Gualtieri è riuscito in questo disastro… rispetto alla quale Caporetto potrebbe sembrare quasi un successo ! Arrivare a un accordo completamente al ribasso per l’Italia, uno dei Paesi fondatori dell’Unione europea, e che viene sconfitto ed umiliato dai Paesi del Nord Europa ed in particolare dalla piccola Olandaparadiso fiscale nel cuore dell’Unione europea ma paladina del rigore, rappresenta il punto più basso del Governo M5S-Pd-LeU .

Non solo nell’accordo-capestro raggiunto dal Governo Conte non ci sono né coronabond né eurobond ma come ha spiegato Lorenzo Vita su InsideOver, il Mes, che il premier Conte aveva dichiarato di non voler accettare, è invece ben presente con la precisazione che sarà senza condizionalità solo per spese sanitarie legate direttamente o indirettamente all’ emergenza CoronaVirus. Viene dato ampio spessore al ruolo della Bei, la Banca Europea per gli Investimenti, che non a caso è guidata da un tedesco. E il Sure, voluto dalla tedesca Ursula von der Leyen (ex ministro di Angela Merkel) , troneggia come base dell’accordo.

Sì al Mes e niente Eurobond rappresentano una vera e propria sconfitta politica che ci dimostra come per gli esecutivi italiani  non ci sono europeismo o euroscetticismo che tengano: nell’Unione Europea valgono rapporti di forza che l’Italia, purtroppo, non ha saputo costruire o far valere al contrario di Paesi, come l’Olanda, che giocando sul filo dell’ipocrisia hanno costruito reti, alleanze, strategie. Il Governo Conte Bis, che dell’europeismo lirico ha fatto un suo punto di forza dai primi giorni della sua esistenza, lo ha imparato sulla sua pelle sin della sua nascita: ha dovuto incassare nell’ordine il rifiuto a un superdeficit, il “commissariamento” di Paolo Gentiloni nella squadra di Ursula von der Leyen, le iniziali sottovalutazioni comunitarie della crisi del coronavirus e ora una rotta che sconfessa la linea portata avanti dal premier Giuseppe Conte nelle ultime giornate.

Si spacca il centrosinistra

Una delle sintesi migliori della “calata di braghe” di Gualtieri arriva dall’economista e deputato di maggioranza Stefano Fassina , il quale a proposito dell’accordo di ieri evidenzia che: “Il pacchetto condiviso dall’Eurogruppo è una trappola: c’è soltanto il Mes. Il ‘Sure’, il sostegno ai disoccupati, è grande bluff; le garanzie per le imprese sono già nella mission Eib (la Banca europea per gli investimenti) e già pagate anche da noi; nessun impegno per il Recovery Fund, la formula usata per non citare gli Eurobond. L’ ok dell’Italia è un grave errore politico. Il Governo deve venire subito a rispondere in Parlamento“. Ma l’accordo spacciato dal ministro fa infuriare anche una parte del Movimento Cinquestelle, come il parlamentare Pino Cabras, che sui social osserva: “La proposta di accordo che è stata negoziata all’Eurogruppo dal ministro Gualtieri è palesemente da rigettare. A qualcuno può bastare che le “condizionalità” previste dal trattato MES non siano citate nella vaga dichiarazione finale. A qualcuno può bastare che l’Olanda non sia riuscita a mettere quella parola nero su bianco. Ma queste cose possono bastare appunto a chi non va dietro le parole. La sostanza è che quell’accordo fa comunque riferimento al trattato”. Il deputato leghista Claudio Borghi in riferimento al ministro Gualtieri parla apertamente su Twitter di “tradimento” , definendolo un “traditore”.

Roberto Gualtieri

Gualtieri difende l’accordo ma non cita l’articolo 16

Il ministro naturalmente tenta di di difendere l’indifendibile e proclama il successo della sua iniziativa: “L’accordo raggiunto dall’Eurogruppo sul pacchetto di proposte per l’emergenza Covid-19 da sottoporre alle decisioni del Consiglio Europeo costituisce un ottimo risultato che giunge dopo un negoziato difficile e a tratti aspro” spiega Roberto Gualtieri su Facebook. “Grazie alla solida alleanza tra l’Italia e gli altri paesi firmatari della lettera promossa dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l’agenda europea è cambiata e si è passati da un documento con un’unica proposta, il MES con condizionalità leggere, a un pacchetto di quattro proposte che include 200 miliardi della Bei per le imprese, 100 miliardi che attraverso il nuovo programma SURE contribuiranno a finanziare la cassa integrazione e la proposta italo-francese di un grande Fondo per la Ripresa alimentato dall’emissione di debito comune europeo”.

Al punto 16 dell’accordo siglato all’Eurogruppo si legge testualmente: “La linea di credito sarà disponibile fino alla fine della crisi COVID-19. Successivamente, gli Stati membri dell’Eurozona si impegneranno a rafforzare i fondamentali economici e finanziari, coerentemente con il quadro di coordinamento e monitoraggio economico e fiscale dell’UE, inclusa l’eventuale flessibilità applicata dalle istituzioni UE competenti“. In pratica, terminata l’emergenza sanitaria, il Mes – a cui l’Italia dovrà accedere per far fronte alla crisi – può decidere che devono cambiare anche le condizioni. E non sarà una barzelletta. Questo è ciò che prevedono i trattati, che non sono stati modificati. Altro che “niente condizionalità” o grande successo come viene sbandierato dalla stampa “schierata” filogovernativa. Il ministro Gualtieri firmando la resa si è calato le braghe.

Che farà adesso il premier Giuseppe Conte, un’altra “diretta Facebook” o andrà nei salotti televisivi della D’Urso e dalla Venier ? Se andasse a casa insieme a tutto il suo Governo gli italiani tirerebbero un sospiro di sollievo.

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