Il Ministero di Giustizia dovrà pagare gli arretrati e lo stipendio di un togato ad un giudice onorario

Il Ministero di Giustizia dovrà pagare gli arretrati e lo stipendio di un togato ad  un giudice onorario

La sentenza del Tribunale del Lavoro di Vicenza consente un ulteriore passo in avanti per i Got, mentre le magistratura onoraria confida da tempo una legge che possa sistemare l’inquadramento dei giudici onorari, garantendo i diritti del lavoratore subordinato che secondo l’Unione Europea, dovrebbero avere, ma che invece finora sono stati calpestati dal legislatore italiano.

di REDAZIONE CRONACHE

Continua la protesta della magistratura onoraria davanti a vari tribunali d’Italia , per chiedere di ricevere un giusto riconoscimento della propria professione. Nel frattempo è arrivata una pagina importante per la categoria, con la decisione vergata da un giudice del lavoro del Tribunale di Vicenza che ha accolto il ricorso di una Got, cioè di una giudice onoraria, la quale appellandosi alla normativa europea, richiedeva che le venisse riconosciuto e retribuito per un periodo che va da maggio 2003 a luglio 2017, lo stesso stipendio di un giudice togato.

Il Tribunale di Vicenza

Il giudice vicentino ha accolto l’istanza, affermando che la Got ricorrente avrebbe avuto diritto a ricevere gli stessi compensi dei giudici ordinari, indicando l’esatto importo dello stipendio che avrebbe dovuto esserle retribuito, invece del pagamento a cottimo che tutti i Got ricevono dal Ministero di Giustizia. La somma spettante è la stessa della classe stipendiale HH03, quella cioè prevista per un magistrato ordinario di ruolo, dopo aver svolto il tirocinio, che sulla base delle tabelle più aggiornate, inizialmente dovrebbe corrispondere a circa di 32mila euro lordi. 

Il giudice poichè le somme che sarebbero spettate al Got ricorrente non le sono state retribuite, ha condannato il ministero a pagarle adesso sono riconoscendo gli arretrati, dai quali va detratto il compenso “a cottimo” sinora percepito. Alla ricorrente spetterà anche il risarcimento per “l’illegittima reiterazione dei rapporti a tempo determinato” che vengono fatti ai magistrati onorari.

Gli avvocati Francesco Rossi, Luisa Miazzi e Chiara Tomiola che hanno patrocinato la causa dinnanzi al Tribunale di Vicenza hanno commentato parlando “di una sentenza storica perché per la prima volta viene pienamente riconosciuto, in adesione ai principi sanciti dalla Corte di Giustizia, in capo ad un Giudice Onorario che ha svolto funzioni assimilabili a quelle di un giudice togato il diritto a percepire lo stesso trattamento retributivo. Ciò non significa, ovviamente, che il Giudice Onorario diventi con ciò magistrato ordinario, significa però che se egli svolge lo stesso lavoro avrà diritto alla stessa retribuzione” .

Cristina Piazza, giudice di pace che si era rivolta al magistrato per ottenere il riconoscimento delle ferie di agosto, rivolgendosi sino alla Corte di Giustizia Europea, che con la sentenza Ux di luglio scorso le ha dato ragione, spiega: ″È il primo caso in cui il giudice dà un inquadramento specifico alla magistratura onoraria. Una recente decisione del Tribunale di Napoli sanciva l’equiparazione del trattamento economico dei magistrati togati ai colleghi onorari, ma non si specificava l’inquadramento”.

La sentenza del Tribunale del Lavoro di Vicenza consente un ulteriore passo in avanti per i Got, mentre le magistratura onoraria confida da tempo una legge che possa sistemare l’inquadramento dei giudici onorari, garantendo i diritti del lavoratore subordinato che secondo l’Unione Europea, dovrebbero avere, ma che invece finora sono stati calpestati dal legislatore italiano.

A dire il vero trasformare la questione in un provvedimento legislativo non è operazione semplice. In Parlamento giace da tempo un progetto di riforma, ma i Got che hanno protestato in questi giorni chiedono un iter più veloce, con la decretazione di urgenza, per la quale ad onor del vero, ultimamente si è dichiarato favorevole, anche il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi.

Nei giorni scorsi aveva fatto discutere la risposta del Guardasigilli Bonafede all’interrogazione parlamentare del deputato Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d’Italia) che chiedeva nella sua interrogazione, se il governo ha intenzione di utilizzare le risorse del Recovery fund per “assumere stabilmente il personale della magistratura onoraria”.

Nelle dieci pagine della sua risposta scritta il Ministro di Giustizia, Bonafede aveva spiegato perché riteneva non essere possibile l’equiparazione in toto con le toghe ordinarie. In un passaggio della risposta si legge: “Inoltre dai lavori preparatori della Costituzione risulta che l’opzione favorevole alla previsione degli onorari è legata altresì alla finalità di contenere il numero dei togati, pena la perdita di prestigio e la riduzione della magistratura professionale”.

Un passaggio contenuto nella risposta di Bonafede, che è stato diffuso dall’onorevole Del Mastro in un suo comunicato, ha fatto andare letteralmente su tutte le furie i giudici onorari e suscitato la reazione di una parte dei magistrati “togati”.

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