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17 Maggio 2022 16:01
17 Maggio 2022 16:01

Il caso Martellotta: il “giornalista…sindacalista” che invoca il reato di opinione. Povero giornalismo!

Archiviato dall’Ordine il suo esposto nei confronti del collega Antonello Valentini, che era molto bene informato in quanto la nuova proprietà aveva proposto la direzione della Gazzetta del Mezzogiorno, a suo fratello Giovanni, già condirettore del quotidiano La Repubblica (direttore Eugenio Scalfari) e del settimanale L' Espresso, anticipandogli però che avrebbe dovuto avere come vice-direttore il suo caro "amico" e sodale Mimmo Mazza ed a caporedattore Bepi Martellotta. Ottenendo un cortese ma secco rifiuto.

Il consiglio di disciplina dell’ Ordine dei giornalisti del Lazio ha archiviato l’esposto presentato nei mesi scorsi contro Antonello Valentini, dal giornalista Giuseppe Martellotta, da qualche settimana promosso come per incanto vice capo redattore della nuova gestione de La Gazzetta del Mezzogiorno sindacalista militante… e presidente dell’ Assostampa di Puglia, cioè l’organismo che dovrebbe rappresentare la categoria sul fronte sindacale pugliese, ma che in realtà pensa più alle carriere che all’occupazione.

da sx Antonello Valentini e Bepi Martellotta

Martellotta aveva accusato Valentini denunciandolo al Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio sostenendo di aver violato alcune norme di carattere professionale perché in alcuni post su Facebook aveva scritto a suo tempo (a novembre del 2021) che si prospettava per lui e di un altro suo collega sindacalista in carica, Mimmo Mazza, la promozione nel nuovo organigramma della Gazzetta, nell’ambito di una trattativa sindacale con i nuovi editori.

la sede dell’ Ordine dei Giornalisti del Lazio

Come si legge nella motivazione della decisione dell’Ordine dei Giornalisti del LazioValentini si sarebbe limitato a esprimere la sua opinione personale in merito alla vicenda legata alla Gazzetta del Mezzogiorno”. E per questi motivi il Collegio “votando all’unanimità, decide di archiviare il procedimento”. “Il disinformato Valentini…” scriveva Martellotta nel suo esposto di 6 pagine . Invece in realtà Antonello Valentini era molto bene informato in quanto la nuova proprietà (Albanese-Miccolis) aveva proposto la direzione della Gazzetta del Mezzogiorno, a suo fratello Giovanni Valentini, già condirettore del quotidiano La Repubblica (direttore Eugenio Scalfari) e del settimanale L’ Espresso.

Antonio Albanese, presidente del gruppo CISA di Massafra

Secondo una nostra fonte bene informata il “re della monnezza pugliese Antonio Albanese (meglio noto come Tonino o “Surgicchio“) socio al 50% della nuova società editrice de La Gazzetta del Mezzogiorno, si sarebbe presentato a Roma con una fiammante Lamborghini per convincere Giovanni Valentini ad assumere la direzione del giornale barese propostagli, anticipando però che avrebbe dovuto avere come vice-direttore il suo caro “amico” e sodale Mimmo Mazza ed a caporedattore Bepi Martellotta. Richieste che erano state peraltro fatte dai sindacalisti al precedente editore della Gazzetta del Mezzogiorno Ladisa durante la votazione per accettare le proposte durante l’asta fallimentare (nella quale Mazza votava…).

Le anticipazioni di Antonello Valentini che era molto bene informato hanno trovato pieno riscontro nei fatti: Bepi Martellotta, presidente del sindacato regionale, è stato promosso vice capo redattore; Mimmo Mazza ( allora componente del CdR, il sindacato interno della Gazzetta) è stato promosso redattore capo centrale, cioè al momento n.2 del giornale, continuando a essere il “vice” di Martellotta nell’ Assostampa di Puglia. Una vita da “gregario”.

il post di Antonello Valentini su Facebook

Nel suo post su Facebook, Valentini così commenta l’ archiviazione dell’esposto di Martellotta nei suoi confronti: “Su queste vicende avevo espresso -e confermo- la mia opinione: nessuna illegittimità nelle promozioni, ma una questione che attiene all’opportunità, all’immagine della categoria giornalistica, in particolare quando si ricopre un ruolo sindacale.Esposto quindi archiviato dall’Ordine, ma resta una grande amarezza e uno sconcerto profondo.Non avevo mai visto che un reato di opinione venisse invocato e sostenuto da un sindacalista, per giunta presidente dell’Associazione regionale di categoria. Con quale faccia e quale coerenza, Martellotta si è schierato in sostanza contro tutte le battaglie durissime e coraggiose della Federazione Nazionale della Stampa contro politici o editori che chiedevano di perseguire i giornalisti anche in tribunale con l’arma arcaica e fascista dei reati di opinione, cioè contro le idee e la libertà di pensiero garantita dalla Costituzione? E di fronte a questa sentenza dell’Ordine, qual è la reazione e quali sono saranno i comportamenti e le decisioni di Martellotta ?

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