I vertici dell’Ordine dei commercialisti di Taranto indagati: mobbing e violenza sessuale

I vertici dell’Ordine dei commercialisti di Taranto indagati: mobbing e violenza sessuale

Nell’ambito di un procedimento parallelo avviato dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone, gli uomini della Guardia di Finanza di Taranto hanno acquisito documentazione di natura amministrativa all’interno dell’Ordine. 

ROMA – Il Presidente dell’ Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Taranto Cosimo Damiano Latorre, il tesoriere Angela Cafaro, il segretario Gregorio Pecoraro , gli ex tesorieri succedutisi dal 2013 al 2016, Riccardo Scialpi , la  dottoressa Maria Rosaria Chiechi e due impiegate Teresa Giusto e Lucia Arina sono sott’inchiesta con l’accusa di “maltrattamenti” e “lesioni personali aggravate” ai danni di un’altra dipendente dell’Ordine.

La denunciante ha denunciato di aver subito numerosi episodi di maltrattamenti, vessazioni e anche di una violenza sessuale, che è contestata però solo a uno degli otto indagati, il commercialista Riccardo Scialpi ai quali la procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini (ex art. 415 bis). Scialpi avrebbe palpeggiato il seno della dipendente che ha presentato una serie di denunce assistita dall’avvocato Massimo Saracino.

Gli episodi oggetto delle indagini della Procura di Taranto sono relativi  ad un periodo intercorrente fra il 2013 e l’estate del 2016  in cui gli indagati   avrebbero commesso nei confronti dell’impiegata, ex referente del Collegio di disciplina territoriale e del Collegio dei Revisori dei conti,  ” reiterati atti di violenza psicologica per la convergenza di motivi di natura personale e professionale”, comportamenti che avrebbero spinto la vittima “in una situazione di isolamento e di emarginazione sul luogo di lavoro», costretta ad assentarsi dal lavoro per “malattia professionale” durato sei mesi a causa di un “disturbo dell’adattamento di tipo cronico misto ansioso depressivo“.

Gregorio Pecoraro

Secondo le evidenze investigative della Procura, la denunciante  fu assegnata dalle attività di  impiegata amministrativa a compiti “svilenti”, dovendo fare fotocopie o spedire raccomandate, venendo umiliata con contestazioni e rimproveri ingiustificati, persino procedimenti disciplinari per ostacolare lo svolgimento regolare delle sue mansioni. Un consigliere dell’ Ordine, l’avrebbe offesa ed umiliata in un’occasione proferendo la  frase “sa leggere  ? lei non è una signorina di strada !

L’ex-consigliere Scialpi,  tesoriere dell’Ordine, commercialista di Martina Franca, è accusato di aver fatto all’epoca dei fatti, delle proposte sessuali alla dipendente, in modo diretto ed attraverso messaggi telefonici per circa due anni, cagionandole pesanti stati d’ansia e costringendola a modificare le proprie abitudini di vita quotidiana. In un episodio, facendo finta di volerla consolare, le avrebbe palpato il seno, e secondo l’accusa tutte le volte che la donna respingeva le proposte sessuali,  il commercialista si vendicava medianti comportamenti ritorsivi, con ingiustificati rimproveri lavorativi. La Procura ha contestato a Scialpi anche il reato di molestie nei confronti del marito della denunciante, il quale lo avrebbe contattato per chiedergli di lasciare in pace sua moglie. Per tutta risposta il commercialista Scialpi, secondo quanto riportato negli atti della Procura di Taranto, il 28 luglio 2016 lo avrebbe tempestato di telefonate  e messaggi arrivando al punto di “cagionargli uno stato ansioso”.

Le avance sessuali e gli apprezzamenti personali dello Scialpi ed i suoi inviti alla donna ad  uscire insieme , secondo la querela della denunciante, che venivano puntualmente respinti si sarebbero protratti anche successivamente al rientro della donna in ufficio dopo un periodo di malattia conseguente ai presunti maltrattamenti ricevuti sul posto di lavoro.

Nell’ambito di un procedimento parallelo avviato dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone, nato sempre da una denuncia della vittima, gli uomini della Guardia di Finanza di Taranto hanno acquisito documentazione di natura amministrativa all’interno dell’Ordine, che riguardano un’altra inchiesta in corso nei confronti dell’ ordine professionale tarantino, che a questo punto sembra aver ben poco di professionale. Già in un recente passato vi era stata una perquisizione dalla polizia giudiziaria lucana nella sede dell’ Ordine dei commercialisti di Taranto.

Cosimo Damiano Latorre, è componente del consiglio camerale della Camera di Commercio di Taranto, e presidente del collegio sindacale della Cittadella della Carità e liquidatore del Distripark di Taranto (nomina indicata dal ragionier Sportelli presidente dell’ Ente camerale tarantino , incarichi istituzionali dai quali, se avesse il dovuto rispetto etico, a questo punto dovrebbe dimettersi immediatamente.

 

Open chat
1
Vuoi contattare la nostra redazione ?
Ciao, vuoi contattare la nostra redazione ?