Ecco la svolta "epocale"... delle municipalizzate di Taranto: in fiamme autobus in pieno centro

Ecco la svolta "epocale"... delle municipalizzate di Taranto: in fiamme autobus in pieno centro

Come non ricordare al Sindaco Melucci, che sono trascorsi  2 anni dalla sua elezione a primo cittadino per il rotto della cuffia, in una competizione elettorale dove hanno votato soltanto 1 cittadino su 4 degli aventi diritto, e che il tempo degli annunci, degli “spot” è terminato, la città ancorata sul fondale, mentre latitano i servizi per i cittadini  mentre l’amministrazione Melucci cerca di far dimenticare le proprie incapacità di gestire la città andando avanti a slogan e annunci a pagamento? !!!!.

TARANTO – Soltanto 24 ore fa il sindaco Melucci per cercare di fare dimenticare la pessima figura fatta sulla vicenda “Ocean Race”, ha presentato alla stampa locale sempre puntuale alle adunanze del sindaco notoriamente moto “generoso” nel dispensare macette e markette pubblicitarie sui media locali, ha presentato l’ennesimo spreco di denaro pubblico con connessa presa per i fondelli ai cittadini di Taranto, che non vedono l’ora che questa maggioranza politica vada a casa, visto che si basa solo su voto di scambio e compromessi (ed annessi ricatti).

Il sindaco di Taranto plurindagato dalla Procura di Taranto e le cui attività sono sotto il vaglio ed i riflettori dell’ ANAC e della Corte dei Conti, ha reso pubblico l’ennesimo regalo-incarico fatto all’ agenzia pubblicitaria barese Proforma , nota per essere l’agenzia pubblicitaria del Pd, che ha anche realizzato il brand “Taranto capitale di mare, L’ennesimo spreco pubblico “firmato” Melucci che si chiama “Kima”, il nuovo logo delle deficitarie municipalizzate del Comune di Taranto. La parola in questione è la traslitterazione dal greco moderno di “onda’, che tiene insieme le radici magnogreche della città ( quali sarebbero ?)  e l’idea di movimento fluido di rigenerazione, del mare che circonda Taranto e la rende unica al mondo. Con questa nuova “vendita di fumo” si vorrebbe rappresentare un’onda di energia pronta a inondare le strade cittadine.

“Stiamo lavorando a un piano industriale per realizzare una vera holding che raggruppi le tre società, al fine di razionalizzare e rendere più efficienti i servizi – aveva detto il primo cittadino –  Immaginiamo una realtà operativa che avrà circa 1000 dipendenti e un capitale sociale importante, con nuovo personale, impianti in piena efficienza, mezzi rinnovati, al servizio delle esigenze e delle ambizioni della nostra città. Inoltre, come accade da un decennio in Emilia-Romagna e in Trentino Alto Adige, questa nuova realtà si aprirà alle quotazioni in Borsa e ai fondi di investimento privati, vendendo eventualmente i propri servizi al di fuori dal nostro territorio. Taranto si propone così di diventare la prima realtà del Centro Sud che si cimenta in questo grande salto. La holding non è una questione finanziaria ma di vocazione: se dalle municipalizzate vogliamo passare a un progetto di società multi-utility è perchè stiamo guardando anche alle problematiche del cambiamento climatico, alle politiche energetiche di questo nostro Paese e ad altre tematiche molti rilevanti che oggi non riusciamo a governare in maniera concreta a favore dei nostri cittadini perché sfuggono alla nostra possibilità operativa”.

L’ennesimo “proclama” del primo cittadino di Taranto, la cui amministrazione è costellata da insuccessi, scandali e sprechi di denaro pubblico. Come non dare ragione al consigliere comunale Massimo Battista, quando ricorda con una propria nota che nel maggio scorso 2019, “uno dei soliti annunci roboanti dell’amministrazione Melucci, annunciava che Taranto si sarebbe dotata di un servizio di raccolta differenziata per l’intero territorio cittadino. Infatti con la delibera n.3/2019 si approvava in consiglio comunale il progetto riguardante l’introduzione della raccolta domiciliare su tutto il territorio comunale. Dal primo Ottobre sarebbe dovuto partire il servizio nei quartieri Città vecchia/Borgo e Tamburi /Lido Azzurro per poi proseguire negli altri quartieri della città. Ad oggi nessun cittadino ha notizie a tal proposito, non sono state fornite alla popolazione nessun tipo d’informazioni e comunicazioni. Gli obiettivi annunciati erano quelli di arrivare al 50% entro il 31 dicembre del 2020 e al 65% entro l’anno successivo. Ad oggi così, come previsto dalle Legge regionale n 38/2011,art 7 comma 13 che obbliga i Comuni a trasmettere mensilmente i dati relativi alla produzione dei rifiuti solidi urbani e i quantitavi raccolti in maniera differenziata, risulta che i dati pubblicati sul portale ambientale della Regione Puglia sono fermi a Dicembre 2018, che per tutto il 2019 non sono stati trasmessi, ricordando che l’anno 2018 la raccolta differenziata sul territorio tarantino si è chiusa con una percentuale pari al 17,81% al di sotto delle percentuali previsti per legge (34.75%)

Anche quest’anno il Comune di Taranto non otterrà la riduzione dell’ecotassa,: “Infatti  – continua la nota di Battistanon raggiungendo l’obbiettivo della percentuale di raccolta previste per legge non avrà nessun beneficio sulla riduzione sul pagamento della raccolta differenziata. Sarà applicata un aliquota pari al 25.82 euro/ton oltre Iva, questo inevitabilmente inciderà sui costi è sulla testa dei cittadini di Taranto.L’avvio del nuovo modello di raccolta era previsto dall’1 ottobre 2019, una circoscrizione al mese fino a febbraio del 2020, sarebbe stata interessata del nuovo servizio. Questo si diceva alla cittadanza, nell’ennesima conferenza stampa del Sindaco Melucci con il presidente dell’Amiu Giusti e l’ingegnere Alberto Germani di Pmf, società che ha fatto lo studio per il servizio della raccolta differenziata. Oggi il Comune di Taranto sopporta un costo esorbitante, per il conferimento in discarica, ricordiamo una somma superiore ai 13 milioni di euro annui, qualcuno a Massafra festeggia ogni anno“. Chiaro il riferimento alla CISA spa di Massafra.

(fonte: Facebook)

In realtà le strade cittadine dopo essere inondate dalla dilagante sporcizia, oggi hanno fatto da scenario all’incendio nei pressi di piazza Fadini di un autobus della linea 24  dell’ AMAT. Per fortuna l’autista si è reso conto del principio di incendio del mezzo che conduceva e si è fermato facendo scendere i passeggeri, per poi cercare di spegnere le fiamme con l’estintore ma il rogo si è rapidamente propagato distruggendo completamente il mezzo. Sul luogo dell’incendio sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, gli agenti della sezione Volanti della Questura e la Polizia Locale che ha deviato il traffico per consentire le operazioni di spegnimento dell’incendio.  Secondo quanto si è appreso, un cameraman della sede regionale  Rai Puglia (a cui va la nostra totale solidarietà) mentre effettuava le riprese, è stato fatto oggetto di insulti e minacce da parte di alcuni residenti  ed è dovuta intervenire la Polizia per calmare gli animi

I passeggeri presenti a bordo non hanno riportato alcuna conseguenza grazie alla prontezza di spirito e alla velocità di reazione del conducente che non appena si è accorto della comparsa di un piccolissimo focolaio ha bloccato il bus, messo in salvo i viaggiatori e utilizzato i due estintori di bordo nel tentativo, rivelatosi vano, di spegnere le fiamme“, ha reso noto un comunicato dell’azienda municipalizzata guidata dall’inesperto presidente  avv. Gira sostenuta ed imposta dal gruppo che fa riferimento al consigliere comunale Piero Bitetti, “omaggiata” da un bel gettone di oltre 30mila euro all’anno di compenso, cioè qualsi il doppio di quanto dichiarava la Gira come reddito annuale quando esercitava solo la libera professione.

“Le cause che hanno provocato l’incendio del nostro mezzo – ha dichiarato il presidente Giorgia Girasono in fase di accertamento. Il mezzo del 2005 rientra tra quelli più datati, ecco perché abbiamo dato il via all’acquisto ( con fondi regionali ed europei n.d.r.) di mezzi di ultima generazione che presto sostituiranno i vecchi nel nostro parco veicoli. Negli ultimi anni l’azienda sta acquistando autobus dotati di impianti di spegnimento automatico degli incendi, ma quello incendiatosi, essendo tra i più datati, non ne era provvisto“.

Tornano di attualità le dichiarazioni  dell’ottobre 2018 del segretario della Filt-Cgil, Gaetano Raguseo,  che intervenendo sul tema del trasporto pubblico registrava l’empasse sia nella municipalizzata ai trasporti urbani sia nel Consorzio trasporti extra urbano. “Il Comune di Taranto ha presentato nei giorni scorsi il modello che si dovrebbe realizzare sul territorio attraverso il PUMS (Piano Urbanistico della Mobilità Sostenibile) diceva Raguseo – ma dimentica di partire dalle fondamenta di quella costruzione: ovvero la voce di chi quel servizio lo realizza da anni (circa 480 dipendenti Amat) e continua a farlo con un parco mezzi insufficiente, una pianta organica inadeguata, senza la manutenzione ordinaria dei bus vecchi o appena comprati al mercato dell’usato, senza considerare il personale della sosta tariffata e senza corrette relazioni sindacali.

Giorgia Gira , presidente dell’ AMAT TARANTO

“Non a caso sono mesi che chiediamo un confronto con l’ente proprietario dell’Amat, – spiegava ancora il segretario della FILT – ma ai tavoli il sindaco non lo abbiamo mai incontrato. Eppure il prossimo incontro con l’Amat l’ex presidente Cavaliere lo aveva appena convocato per il prossimo 5 giugno e finalmente avremmo potuto discutere con l’azienda i punti salienti di un piano industriale che ha bisogno dei lavoratori per essere realizzato. Insomma mentre si riaprivano finalmente i rapporti con il sindacato, a scompaginare tutto arrivano prima le dimissioni del vice presidente e poi l’interruzione del rapporto con Cavaliere, decaduto per statuto. Non vogliamo entrare nel merito di questi accadimenti – sostenne Gaetano Raguseoma è davvero sintomatico che mentre di sta per aprire una interlocuzione tutto venga invece azzerato e cancellato con un colpo di spugna”. Ma a Melucci e la sua cricca in realtà stanno a cuore solo le assunzioni clientelari e gli acquisti e consulenze dell’ AMAT prive di alcun controllo.

 

Come non ricordare al Sindaco Melucci, che sono trascorsi  2 anni dalla sua elezione a primo cittadino per il rotto della cuffia, in una competizione elettorale dove hanno votato soltanto 1 cittadino su 4 degli aventi diritto, e che il tempo degli annunci, degli “spot” è terminato, la città ancorata sul fondale, mentre latitano i servizi per i cittadini  mentre l’amministrazione Melucci cerca di far dimenticare le proprie incapacità di gestire la città andando avanti a slogan e annunci a pagamento? !!!!.

 

 

 

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