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25 Settembre 2026 15:24

Decreto Crescita: incertezze sulI’immunità ex-ILVA

I rapporti fra Arcelor Mittal ed il Mise non sono molto sereni, a seguito della decisione (non prevista dal contratto firmato al Mise) della multinazionale di porre in cassa integrazione 1.400 dipendenti dello stabilimento ex-Ilva di Taranto, che quindi andranno a gravare per 13 settimane a partire dal 1 luglio sul portafoglio del contribuente

ROMA– Rinviati a lunedì mattina i lavori delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera dei deputati sul Decreto Crescita e quindi il provvedimento atteso per lunedì slitterà a martedì 18 giugno. Tra i punti più importanti ancora da risolvere e definire, il dibattito sull’eliminazione dell’immunità penale concessa per gli amministratori straordinari dello stabilimento siderurgico ex-Ilva di Taranto, adesso passato in locazione (con diritto di acquisizione) sotto il controllo della multinazionale franco-indiana Arcelor Mittal.

Una norma del decreto in discussione limita l’esclusione della responsabilità penale per l’attuazione del piano ambientale soltanto sino a settembre 2019. Arcelor Mittal in base all’accordo siglato al Mise pretende un periodo più lungo (5 anni) estendendola anche alla sicurezza sul lavoro, ma questa pretesa viene esclusa dai parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Dovrebbe essere un confronto in Consiglio dei Ministri a definire quale sarà la posizione della maggioranza nelle commissioni. Peraltro le realizzazioni delle bonifiche programmate dal piano ambientale sono di competenza dei tre commissari straordinari, che a fine dello scorso maggio sono stati sostituiti da una nuova terna, all’interno della quale il Movimento 5 Stelle ha “piazzato” un legale, l’ avv . Lupo di Grottaglie (Taranto), attivista grillino, che peraltro è sposato con un magistrato della Procura di Taranto !

I rapporti fra Arcelor Mittal ed il Mise non sono molto sereni, a seguito della decisione (non prevista dal contratto firmato al Mise) della multinazionale di porre in cassa integrazione 1.400 dipendenti dello stabilimento ex-Ilva di Taranto, che quindi andranno a gravare per 13 settimane a partire dal 1 luglio sul portafoglio del contribuente. Un numero di dipendenti che peraltro erano quelli ottenuti in più durante la trattativa sindacale condotta dal Ministro Luigi Di Maio.

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