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29 Giugno 2026 23:48

Davigo il “furbetto” rimasto senza toga e poltrona e i verbali della “loggia Ungheria”

Il caso aveva sollevato una vera e propria bufera tra le fila della magistratura mentre lui manifesta serenità come ha dichiarato è stato proprio lui, consapevole anche il fatto di aver raggiunto il compimento di 70 anni di età. Un requisito che, in molti casi, scongiura la galera di fronte a un'eventuale condanna. Di fatto una sorte di impunità.

Il destino delle volte è atroce, ma talvolta è tempestivo come nel caso del rinvio a giudizio per l’ex magistrato (ora in pensione) Piercamillo Davigo, arrivato a 30 anni da Mani pulite è arrivato il rinvio a giudizio con l’ipotesi di reato di rivelazione di segreto di ufficio. La decisione è è stata adottata dal Gup di Brescia, Federica Brugnara, e quindi l’ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura dovrà essere processato per la vicenda della diffusione dei verbali coperti da segreto istruttorio resi dall’avvocato siciliano Piero Amara sulla presunta esistenza della fantomatica “loggia Ungheria“.

Il caso aveva sollevato una vera e propria bufera tra le fila della magistratura mentre lui manifesta serenità come ha dichiarato è stato proprio lui, consapevole anche il fatto di aver raggiunto il compimento di 70 anni di età. Un requisito che, in molti casi, scongiura la galera di fronte a un’eventuale condanna. Di fatto una sorte di impunità.

Come ricorda il Corriere della Sera, l’ex consigliere del Csm lo ha detto senza giri di parole. Si è espresso in maniera chiarissima e si è mostrato piuttosto spensierato, anche perché ha ribadito la totale convinzione di essere innocente: “Io sono sotto processo penale e non ho la minima preoccupazione. A parte il fatto che sono innocente, ma so che comunque non mi accadrebbe niente perché – avendo compiuto 70 anni – non posso neanche andare in carcere e starei comunque a casa mia. Davigo lo ha dichiarato in occasione di un intervento all’Università di Pisa, per una tavola rotonda sul convegno Tangentopoli 30 anni dopo.

La vicenda del rinvio a giudizio del dr. Davigo ha ad oggetto fatti gravi che è giusto che siano valutati davanti a un Tribunale, nella parità tra accusa e difesa. Indipendentemente dalla contestazione all’ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo e della sua eventuale responsabilità, tutta da dimostrare, trovo da ex pubblico ministero davvero inaudito che verbali coperti da segreto investigativo, tra l’altro in un’indagine delicatissima come quella della cd. Loggia Ungheria, siano circolati tra persone che non avevano alcun titolo giuridico ad entrarne in possesso». Così Luigi de Magistris all’ agenzia Adnkronos “Poi -aggiunge l’ex magistrato già sindaco di Napoli – sono anche finiti sui giornali e l’indagine, forse anche tenuta troppo tempo negli armadi, è andata completamente “bruciata”.

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