Come anticipato, una mancata notifica blocca il maxiprocesso “Ambiente Svenduto”. Il 1 dicembre si torna in aula

Come anticipato, una mancata notifica blocca  il maxiprocesso “Ambiente Svenduto”. Il 1 dicembre si torna in aula

L’avvocato del deputato di SEL Nicola Fratoianni, coinvolto nell’inchiesta, solleva un’eccezione, e la Corte d’Assise di Taranto ferma e rinvia l’udienza

Come anticipato nel nostro precedente articolo, una mancata notifica dell’ufficio giudicante, ha bloccato questa mattina il processo relativo all’ inchiesta “Ambiente Svenduto”  avviato nell’aula Alessandrini della Corte d’Assise di Taranto. L’eccezione procedurale è stata posta oggi in aula dal difensore del deputato di SEL, Nicola Fratoianni,  imputato nell’inchiesta “Ambiente Svenduto“. L’udienza dinnazi alla Corte, presieduta dal dr. Michele Petrangelo, a latere Fulvia Misserini più i sei giudici popolari, più i sei giudici popolari, è stata quindi rinviata al 1 dicembre,  e vedrà comparire in aula circa cento avvocati  tra difesa e parti civili (più di mille ) già costituite o in procinto di farne istanza. Non ancora definito il numero di testimoni, in quanto la Procura di Taranto ha chiesto di citare e  sentire 210 testi ( 31 dei quali sono imputati).  Per motivi logistici a partire dalla prossima udienza del 1 dicembre, il processo si svolgerà nell’aula magna della Scuola volontari dell’Aeronautica militare di Taranto, in quanto l’aula Alessandrini del Palazzo di giustizia di Taranto dove si è svolta l’udienza odierna, è troppo piccola

nella foto, il procuratore Sebastio ed il col. Sirimarco

nella foto, il procuratore capo Sebastio ed il col. Sirimarco

La pubblica accusa è rappresentata dal procuratore capo Franco Sebastio, dal suo aggiunto Pietro Argentino e dai sostituti Giovanna Cannarile, Mariano Buccoliero, Remo Epifani e Raffaele Graziano.  Il procuratore  Sebastio, peraltro potrà partecipare solo alla prossima udienza in quanto dal 1 gennaio 2016 sarà in pensione, è stranamente arrivato in aula accompagnato dall’ex-comandante provinciale dei Carabinieri  di Taranto, Col. Sirimarco (a proposito ma l’affiancamento per cui è restato un mese in più a Taranto, era con il suo sostituto, che dal 1 settembre ha preso il suo posto, o con il procuratore Sebastio ???),  e parlando con i giornalisti a margine dell’ udienza  ha detto che  “La cronistoria giudiziaria per quanto riguarda i processi per reati ambientali e per inquinamento è lunga. L’inizio risale addirittura agli anni ‘80, ci sono stati tutta una serie di procedimenti penali che sono stati portati avanti sulla base di ipotesi di reato che via via salivano sempre più di livello e oggi siamo arrivati dinanzi alla Corte di Assise. Non dimentichiamo che sono stati abbattuti migliaia di capi di bestiame, oltre al problema della mitilicoltura. La sentenza ci dirà se quelle ipotesi di reato erano fondate»..

 

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