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15 Luglio 2026 22:04

Chiesto nuovo processo a Milano per bancarotta e truffa allo Stato per l’ex ministra Santanchè

Procura di Milano: Pm: "Parlamentare Fratelli d'Italia avrebbe ricevuto dividendi e compensi in assenza di bilanci solidi"

Nuova chiususa indagine per l’ex ministra Daniela Garnero Santanchè. La Procura di Milano contesta alla parlamentare di Fratelli d’Italia e ad altre 15 persone, tra cui la sorella Fiorella Garnero e l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, ed a una società varie ipotesi di reato che vanno dalla bancarotta, al falso in bilancio e alla truffa aggravata ai danni dello Stato per i fallimenti delle società Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.

Nell’avviso di conclusione delle indagini firmato dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà si evidenzia In particolare come alcuni degli indagati avrebbero beneficiato, in più anni, di dividenti che non dovevano essere distribuiti, così come di compensi agli amministratori visti i conti non in ordine. In passato la Santanché ha amministrato alcune delle società oggetto dell’inchiesta. A Ki Group Srl, era quotata in Borsa e successivamente è fallita nel giugno 2025, viene contestata soprattutto l’operazione con la quale fu costituita la nuova Ki Group Srl, staccando un ramo d’azienda e facendo diventare la società operativa una scatola vuota, con una iper valutazione di 8 milioni decisiva per la sussistenza della nuova Srl in quanto le erano stati conferiti 16 milioni di passività e 11 di attivo.

L’ex ministra del Turismo Daniela Santanché è accusata di bancarotta fraudolenta e truffa aggravata ai danni dello Stato rispetto al dissesto finanziario relativo alle società Ki group holding, Ki group srl e Bioera di cui è stata in passato amministratrice. In particolare nell’avviso di chiusura indagine, ultimo passo prima dell’eventuale richiesta di processo, i pm Luigi Luci e Guido Schininà le contestano “di avere commesso più fatti di bancarotta fraudolenta e di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità”. La parlamentare di FdI e gli altri ex amministratori della Holding “cagionavano con dolo o per effetto di operazioni dolose il fallimento della società” ad esempio “non svalutando tempestivamente il valore di alcune partecipazioni” o tramite il “sistematico inadempimento a partire dal 2012 delle obbligazioni erariali e previdenziali” per un importo di quasi 3,4 milioni di euro.

La procura di Milano

Santanché: pm Milano, ‘per indagati dividendi per 4 mln con società in crisi’

Un’ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato pari a 3,3 milioni di euro è una delle contestazioni contenuta nell’avviso di chiusura indagini. In particolare, nel capitolo che riguarda la Ki group srl di cui Santanchè è stata amministratrice in passato, si evidenzia come “con artifizi e raggiri” consistiti nel richiedere ad Invitalia, nell’ambito delle misure di sostegno alle imprese previste nel periodo del Covid, abbia ottenuto un prestito per l’importo di 2,7 milioni, nonché di beneficiare di un credito d’imposta di 600.000 euro, a fronte di un aumento di capitale di 2 milioni di euro.

Secondo i pm della Procura di Milano Luigi Luzi e Guido Schininà, alcuni degli indagati “aggirando il criterio stabilito da Invitalia” non hanno rispettato i criteri relativi alle risorse da utilizzare per l’aumento di capitale, né la “regolarità contributiva e fiscale” e così hanno indotto “in errore Invitalia Spa in ordine al rispetto dei criteri previsti per il rilascio e per la permanenza dei presupposti del finanziamento e del credito d’imposta, si procuravano un ingiusto profitto”, pari alla somma tra l’importo erogato e il credito d’imposta, cioè 3,3 milioni di euro, “con pari danno per lo Stato“. Un reato che sarebbe stato commesso a Milano il 18 marzo 2021 ,data dell’incasso del finanziamento pubblico.

Giovanni Canio Mazzaro e Daniela Santanchè

Tra le “condotte dissipative e comunque distrattive” contestate anche due finanziamenti ottenuti da Banca Progetto. Inoltre, mentre Ki Group Holding era in affanno, gli ex amministratori si sarebbero ripartiti “utili non effettivamente conseguiti mediante la distribuzionedi dividendi, come gli oltre 4,1 milioni di euro nel 2015 a fronte di risultati negativi”. Sul fronte della Srl, invece, gli indagati “cagionavano o concorrevano a cagionare il dissesto della società, occultando la perdita dell’intero capitale sociale già nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2019, redigendo bilanci, relativi agli esercizi 2019 e 2020, non conformi alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione ed in particolare non rappresentativi in modo veritiero e corretto della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico della società, non conformi ai principi di competenza e prudenza”.

Per i pm, non solo gli amministratori intascavano compensi con una situazione di dissesto, ma “distraevano, occultavano e dissipavano in parte il patrimonio della società” ponendo in essere piùoperazioni “con finalità estranee all’oggetto sociale”. Ed è sempre attraverso la Ki group srl che gli indagati – 16 persone fisiche in tutto – avrebbero realizzato una truffa aggravata per 3,3 milioni ai danni dello Stato (Invitalia) beneficiando di norme a favore delle imprese durante il periodo del Covid. Anche per la società Bioera, gli indagati “cagionavano o concorrevano a cagionare il dissesto della società, occultando la perdita dell’intero capitale sociale già nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2019 redigendo bilanci, relativi agli esercizi dal 2019 al 2021, non conformi alle norme”. Con le aggravanti, per tutti, “di avere commesso più fatti di bancarotta fraudolenta e di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità”.

tra i quali Giovanni Canio Mazzaro, Davide Mantegazza, la sorella della senatrice, Fiorella Santanchè, e Antonino Schemoz.

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