Casaleggio stoppa Conte su alleanze per le Regionali

Casaleggio stoppa Conte su alleanze per le Regionali

Il figlio del co-fondatore del Movimento 5 Stelle sembra sempre più isolato all’interno. Lo affianca Alessandro Di Battista che contesta Conte: “Sta facendo la sua partita che non è quella M5s”.

Davide Casaleggio inizia il suo cammino romano, non privo di insidie, chiedendo un incontro al premier, ufficialmente per parlare del piano che porta il nome del padre, Gianroberto, ma il discorso finisce inevitabilmente anche sulle elezioni regionali.

Palazzo Chigi

Arrivato a Roma e la prima tappa di Casaleggio Jr. è stata Palazzo Chigi per incontrare con il premier Giuseppe Conte, che a sua volta (complice Rocco Casalino) quasi tutti i giorni sente Beppe Grillo , che a sua volta ha interrotto da tempo le comunicazioni con il figlio del co-fondatore. Gli equilibri interni al M5s stanno cambiando velocemente ed allora Casaleggio vuole a dimostrare che c’è ancora lui al timone , ricordando a Conte il “testamento” identitario del Movimento lasciato da Gianroberto Casaleggio: democrazia diretta, beni comuni e soprattutto niente alleanze.

Casaleggio e Conte non avevano mai parlato faccia a faccia così a lungo, per un paio d’ore. I rapporti di forza sono platealmente mutati e infatti questa è stato Davide Casaleggio a chiedere un incontro a quello che si definiva “l’ avvocato del popolo”. Gli esponenti del M5S diventati “fedelissimi” a Conte reagiscono in maniera scomposta ed irritata: “Ma a che titolo Casaleggio va a parlare da Conte?” dimenticando che senza Casaleggio sarebbero rimasti degli illustri sconosciuti e molti anche disoccupati !

Molti grillini dei due gruppi parlamentari gli hanno voltato le spalle e sembrerebbe che molti pentastellati non stiano più versando da mesi il contributo alla piattaforma Rousseau . Temono l’azione a loro dire “destabilizzatrice” l’erede del fondatore Gianroberto Casaleggio, a loro dire, sta facendo sul Movimento in questo momento. Molti di loro sostengono che “vuole rompere con il Pd”, ed aggiungono “si sente figlio di suo padre, che la sinistra storica non l’ha mai potuta sopportare” dimenticando che almeno Casaleggio un lavoro ce l’ha e se non altro, almeno lui, dimostra “coerenza” nella storia del M5S.

Il figlio del co-fondatore indebolito dai cortigiani di Conte vuole riprendersi il Movimento che negli ultimi tempi gli è sfuggito di mano, ed oggi incontra anche Luigi Di Maio, per capire bene da che parte sta.

Il presidente del Consiglio, dimenticando di non essere un leader di partito, e tantomeno di essere mai stato eletto e votato dal popolo del M5S, aveva espresso nei giorni scorsi la necessità di un’alleanza Pd-M5S anche sui territori per le prossime Elezioni Regionali. Una posizione che non è andata giù a Casaleggio il quale a differenza di Grillo, che con Conte è in ottimi rapporti, sostiene che i grillini debbano correre da soli alle elezioni regionali di settembre.

Conte da ormai consumato “giocoliere” ha corretto il tiro in parte, sostenendo che sulle Regionali non ha intenzione di interferire o “forzare la mano” , pur avendolo fatto, ma auspica che si dia continuità al progetto di governo anche a livello locale. Altrimenti la via del suo ritorno all’avvocatura è dietro l’angolo, come i nuovi equilibri e peso politico numerico al Senato dimostrano.

La sera prima dell’incontro con Conte, Casaleggio jr. ha cenato in un locale di Testaccio con i suoi “fedelissimi” più stretti: Alessandro Di Battista, Enrica Sabatini e Pietro Dettori. Ufficialmente, si è parlato dell’associazione Rousseau e dell’evento web “Villaggio Rousseau” in programma il 25 e 26 luglio. Ma a tavolo ha dominato lo sfogo di Di Battista, come raccontano alcuni parlamentari che stanno parlando con l’ex deputato in questi giorni, che è super combattivo e molto preoccupato della “deriva governista di M5s”.

Alessandro Di Battista si è lamentato: “Conte si sta facendo la sua partita, che non è quella del Movimento. Alle elezioni regionali non possiamo andare con il Pd. Significherebbe negare tutta la nostra storia, i territori si rivoltano contro di noi. Conte non può decidere tutto quello che ci riguarda”.

Casaleggio si fida di Di Battista e teme che Conte per la sua smisurata ambizione personale e voglia di protagonismo, emersa durante la fase del Covid19, voglia indebolire nello stesso tempo il Movimento 5 Stelle. Davide Casaleggio in realtà non si fida più di Conte ed a cena si è parlato delle Regionali come dell’ultima trincea in cui si decide la sopravvivenza della creatura inventata da suo padre Casaleggio senior e da Beppe Grillo.

Nell’area più “dura “del M5S e nella Casaleggio associati è espolsa la sindrome dei “portatori d’acqua” , non vogliono più lavorare solo per la gloria ed ambizione del premier. Davide Casaleggio si è recato proprio per questo a palazzo Chigi anche per ricordare a Conte la base, le fondamenta delle origini grilline, che andrebbero rispettate per coerenza.

Erano queste le basi e la ragione per le quali Conte era stato scelto ed indicato da M5s come premier. L’ala Dibba-Casaleggio si sente scavalcata, tradita e vuole far capire a Conte che il M5S non è casa sua, ma al limite un ospiute. Ma devono fare i conti anche gli esponenti del M5S al Governo che si sono troppo affezionati alle scorte ed alle leve del potere.

Eh si, il M5S non è più il movimento dove “uno vale uno” , quando Beppe Grillo partecipava alle consultazioni di Governo pretendendo di mandare via tablet in streaming le trattative e fare i suoi “comizietti” provocatori. E’ la politica, bellezza !

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