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10 Marzo 2026 20:01

Buonfiglio, Coni: “Giochi del Mediterraneo a rischio”

Il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano preoccupano gli effetti "allargati" della guerra in Medio Oriente ha annunciato per aprile un vertice a Taranto con il ministro dello Sport
di Antonello de Gennaro

In occasione della Giunta esecutiva, la prima dopo i Giochi olimpici di Milano-Cortina, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio si è soffermato ,alzando il livello di allarme e preoccupazione, sullo svolgimento dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 in programma tra poco più di cinque mesi (21 agosto-3 settembre), a seguito degli eventi di guerra internazionale che stanno coinvolgendo il Medio Oriente, allargandosi pericolosamente anche lungo il fronte del Mediterraneo.

il presidente del Coni Luciano Buonfiglio

La questione riguardante l’organizzazione della manifestazione sportiva è stata affrontata alla luce del conflitto generato dall’attacco degli Usa all’Iran e degli effetti che ha provocato su larga scala. “In Giunta abbiamo espresso preoccupazione per i Giochi del Mediterraneo per quanto sta succedendo in questi giorni. La prima settimana di aprile ci sarà una riunione a Taranto con il comitato organizzatore dove andrò insieme al ministro Abodi, in quella data lì avremo delle certezze”, ha dichiarato il presidente BonfiglioIo mi limito a vedere quello che sta succedendo. Noi siamo preoccupati” con espresso riferimento agli scenari di guerra in corso. “Guardate gli effetti della borsa e l’imprevedibilità di quello che avviene dalla sera alla mattina. Un tempo si facevano piani quinquennali, poi triennali, biennali, e ora semestrali perché le variabilità sono talmente tante. Io sono sempre ottimista per natura. Rischi? Mi limito a vedere quello che sta succedendo oggi, sarei disonesto nel darvi notizie in un senso o nell’altro”

Sin dal 24 agosto del 2019 giorno dell’investitura a Patrasso, i Giochi del Mediterraneo di Taranto (che si sono alleagati a mezza Puglia per interessi e motivi politici, hanno avuto uno sviluppo complicato e difficoltoso a seguito anche ad una serie di ritardi nei lavori accumulati nelle diverse fasi della pianificazione, causati da una guerra politica sotterranea intercorsa fra Michele Emiliano (all’epoca presidente della Regione Puglia) e Raffaele Fitto (in quel periodo ministro del Governo Meloni). Il primo comitato organizzatore presieduto dall’ì ex sindaco del Comune di Taranto Rinaldo Melucci affiancato da Elio Sannicandro ex-direttore generale dell’ agenzia regionale Asset , fu difatti azzerato grazie alle dimissioni dal comitato organizzatore di Giovanni Malagò in quel momento alla presidenza del Coni, dimissioni che di fatto impedivano alla varie federazioni sportive di partecipare a questa manifestazione.

da sx Massimo Ferrarese e Raffaele Fitto

Anche la nomina di Massimo Ferrarese a commissario straordinario del Governo Meloni per i Giochi del Mediterraneo avvenuta nel maggio del 2023, in realtà è stata fortemente sponsorizzata e voluta per non dire imposta… da Raffaele Fitto, indicazione che non era condivisa dal ministro dello Sport Andrea Abodi (che aveva suggerito invece Bruno Campanile diventato un super consulente) ) era nata con il compito preciso di gestire i ritardi, la costruzione di nuovi impianti e la riqualificazione delle infrastrutture necessarie per l’evento. Un compito che Ferrarese sta portando avanti, senza però tralasciare un eccessivo protagonismo “provinciale” ed una invadenza persino sulla futura gestione post Giochi degli impianti sportivi che di fatto sono di proprietà del Comune di Taranto. Per non parlare della totale assenza di trasparenza, e basta consultare il sito dei Giochi del Mediterraneo per verificare l’assenza della necessaria prevista sezione di Amministrazione Trasparente.

Per non parlare poi degli annunci eclatanti di Ferrarese svaniti nel nulla , che in evidente conflitto di interessi ha costituito la Fondazione del Mediterraneo, organizzazione no-profit con l’obiettivo di sostenere lo sport jonico, dichiarando pubblicamente che le società che si erano aggiudicati gli appalti per la realizzazione degli impianti dei Giochi, avrebbero aderito e finanziato l’attività della Fondazione ! Un idea malsana a rischio di evidente conflitto d’interessi che rischiava sviluppi e rischi di natura penale. Infatti guarda caso sul sito non vengono citati i nomi dei fondatori, dei componenti del consiglio direttivo, l’elenco dei soci finanziatori , figuriamoci di un bilancio !

Ed il trionfo della è che nel sito della Fondazione si legge che “I nostri valori sono Indipendenza: siamo una fondazione privata, libera da vincoli politici” aggiungendo ” Trasparenza: ogni progetto, ogni risorsa, ogni scelta sarà tracciabile e condivisa” Peccato che così non è accaduto ! Per non parlare della millantata “Innovazione” sostenendo che “vogliamo portare nuove idee e nuovi modelli di gestione nello sport”.

A lanciare l’allarme sulla effettiva possibile realizzazione dell’evento era stato a metà dello scorso dicembre 2025 Davide Tizzano, il presidente della Fic (Federcanottaggio italiana) deceduto purtroppo all’improvviso due settimane dopo , il quale nel corso del consiglio del Coni di metà dicembre aveva espresso forti perplessità sullo stato di avanzamento dei lavori nel ruolo di presidente della Confederazione internazionale dei Giochi del Mediterraneo, sostenendo che “il comitato organizzatore oggi non è in grado di mettere in piedi i Giochi quest’anno e non ci sono possibilità di rinviarli al prossimo”. lamentandosi del fatto che, oltre agli impianti non ancora pronti mancasse anche “un’organizzazione che non c’è“. 

Tizzano era stato un buon profeta ed aveva perfettamente ragione, infatti basta rendersi conto che a meno di 6 mesi dalla data prevista di apertura dei Gioghi, non esiste un Villaggio Atleti, non esiste un Villaggio Media, non c’è alcun impianto pronto, sono stati realizzati impianti per accontentare politicanti locali (Sava, Francavilla Fontana) e persino stanziati oltre 20milioni di euro per la copertura dello stadio di Lecce che nonsarà mai pronto a seguito di ricorsi amministrativi dei partecipanti alla gara di appalto, ed al momento mentre scriviamo esiste un solo reale sponsor finanziario (la Snam, società controllata dallo Stato) e non a caso la manifestazione è totalmente ignorata al di fuori dei confini del territorio pugliese dalla stampa, radio e televisioni nazionali ed esteri, risultato questo di una incompetenza organizzativa e gestionale sotto gli occhi di tutti.

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Grazie, Antonello de Gennaro

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