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23 Giugno 2024 00:51
23 Giugno 2024 00:51

Beppe Grillo e Vincenzo Onorato indagati dalla Procura di Milano per traffico di influenze illecite

Per l'accusa la società di Grillo avrebbe percepito soldi - complessivamente 240 mila euro - per 'favorire' la società di navigazione, ma tale "mediazione illecita" sarebbe stata nascosta da un finto 'accordo di partnership' "avente a oggetto la diffusione su canali virtuali di 'contenuti redazionali' per il marchio Moby".

A Beppe Grillo fondatore e “garante”….del Movimento Cinque Stelle  e al patron di Moby Vincenzo Onorato, entrambi accusati di traffico di influenze illecite dall’ex procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Cristiana Roveda, è stata notificata la chiusura delle indagini, radicate sulle indagini svolte del Nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, per una presunta “mediazione illecita” da parte del fondatore dei Cinque Stelle.

I magistrati hanno chiuso le indagini, in vista di un possibile processo.  Al centro dell’inchiesta ci sono una serie di contratti pubblicitari sottoscritti nel 2018-2019 dalla compagnia marittima. Per l’accusa la società di Grillo avrebbe percepito soldi – complessivamente 240 mila euro – per ‘favorire’ la società di navigazione, ma tale “mediazione illecita” sarebbe stata nascosta da un finto ‘accordo di partnership’ “avente a oggetto la diffusione su canali virtuali di ‘contenuti redazionali’ per il marchio Moby“.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio

Contratti e contatti sono stati ricostruiti anche per esempio con la Casaleggio Associati. In questo caso però i pm, al termine delle indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, non hanno ritenuto ci fossero gli estremi per contestare un reato e hanno avanzato una richiesta di archiviazione.

“Vincenzo ho attivato Luigi e Toninelli, vediamo cosa dicono”. Sono molteplici gli scambi di sms tra il giugno ed il settembre 2019, intercorsi tra il fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo e il patron di Moby Vincenzo Onorato, ma ci sono anche quelli con gli allora ministri Danilo Toninelli e Stefano Patuanelli. Tutti finalizzati a quella che per la procura, è il tentativo di consentire a Moby di conseguire un indebito vantaggio patrimoniale a prescindere dalla valutazione dell’interesse pubblico”. più che una semplice rappresentazione “in modo trasparente ai propri referenti politici delle esigenze e gli interessi del gruppo Onorato Moby” .

il comico Beppe Grillo, fondatore e garante del M5S

Il comico genovese stando a quanto era stato ricostruito nelle indagini, in cambio di contratti per fare pubblicità a Moby sul suo blog , tra il 2018 e il 2019, avrebbe inoltrato a parlamentari del M5S le richieste di aiuto avanzate dall’armatore, suo amico di lunga data, quando la sua compagnia di navigazione e trasporti marittimi si trovava in una pesante crisi finanziaria. Le richieste di aiuto a Grillo erano finalizzate a orientare l’azione pubblica di parlamentari “in senso favorevole agli interessi del gruppo Moby“.

Beppe Grillo secondo la procura di Milano avrebbe ottenuto la promessa e il parziale versamento di 240mila euro dal 2018 al 2019 “apparentemente come corrispettivo di un “accordo di partnership” tra Moby spa e la Beppe Grillo srl, avente ad oggetto la diffusione su canali virtuali con il blog beppegrillo.it“. Ma non solo. Persino anche l’organizzazione di un comizio elettorale a Torre del Greco, il 12 febbraio 2018, a cui hanno partecipato lo stesso Beppe Grillo e Luigi Di Maio. “Organizza a Castellamare veniamo io e Di Maio. Senza dire che ci sentiamo ok?” dice Grillo ad Onorato il 20 dicembre 2017. “Torre del Greco Comandante. Torre – risponde Onoratoti porto la città in piazza”.

Vincenzo Onorato patron della Moby

A gennaio 2018 Vincenzo Onorato scrive a Beppe Grillo: “A Torre tutto è pronto per un comizio del tuo partito. Torre è la capitale del regno dei marittimi disoccupati. 60.000 persone ti riempio la piazza principale“. Dopo il comizio Onorato scrive “Com’è andata?” a Grillo che gli risponde “bene, piazza pienissima”. Un accordo che si ripete con “la promessa di organizzare comizi elettorali per esponenti del partito. “ora sarà battaglia per i voti del sud. Ti porto in piazza Torre del Greco, Portici, Ercolano, la Calabria, tutti i marittimi quando vuoi tu”, promette Onorato.

L’imprenditore Onorato che si trovava in una grave crisi economica, aveva bisogno che il M5S si attivasse per ottenere, tramite il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (non indagato), innanzitutto gli sgravi fiscali per le sue navi. “Ho convinto Toninelli di occuparsi della questione a Bruxelles. A sorete” anticipa Grillo a Onorato il 12 giugno 2019. Dopodichè gli inoltra la risposta ricevuta dal ministro: ‘Eccoci Beppe… ciò che mi chiedi è avviato e fermo in Commissione Europea. Unico mio dubbio è di natura politica”. Toninelli manifesta dei suoi dubbi: “Onorato è amico e finanziatore di Renzi e gestisce Tirrenia che sappiamo come abbia mal operato. Siamo sicuri di volerci muovere per lui per tirarci addosso MSC e Grimaldi?”. Grillo comunque rassicura Onorato:” Toninelli scrive, io ho risposto di andare avanti a Bruxelles“.

In realtà ciò che sta molto più a cuore a Onorato è il pagamento del credito da 62 milioni che sostiene di vantare dal ministero. Scrive Onorato a Grillo: “ti devo spiegare dl persona: il ministero da gennaio non ci paga più la sovvenzione perché la struttura è di Grimaldi. Io sono senza soldi. Ci devono 62 mil mi stanno strozzando! Toninelli non sa niente! Si fermano i collegamenti e la colpa sarà solo sua. Toninelli è circondato da Giuda. Questi soldi sono dovuti a me a partire da Gennaio”. Ed arriva subito la risposta di Beppe Grillo: “Vincenzo ho attivato Luigi ( Di Maio n.d.r.) e Toninelli vediamo cosa dicono”.

Tutto ciò per la procura di Milano costituisce una attività di mediazione illecita perché finalizzata a fare ottenere a Moby spa un trattamento di favore nel pagamento dei predetti crediti, in violazione della procedura prevista dalla legge per il pagamento dei debiti della p.a.”. Il 30 luglio 2019 Toninelli scrive a Grillo: “Prima di Ferragosto la mia direzione paga, il problema è che c’è pendenza di fronte all’Antitrust. Comunque dovrei aver risolto”. E infatti il giorno dopo Grillo scrive: “comunque paganoooooo”. E in effetti pochi giorni dopo Onorato esulta: “Caro Comandante grazie di cuore senza di te saremmo nella merda. Tony è una brava persona la struttura e i dirigenti gli remano contro…“. Ed alla fine: “Hanno pagato grazie”. Parliamo di 62 milioni di euro non di noccioline e caramelle !

Nell’indagine emerge anche un “contatto mediato da Grillo con il dott. Marcello Minenna (non indagato ed attualmente in uscita dal vertice dell’ Agenzia delle Dogane, ndr), che a quell’epoca era soltanto un funzionario presso la Consob con la richiesta a Stefano Patuanelli (non indagato) di un suo intervento per sbloccare la vendita di due navi della flotta di Moby”. “Comandante Unicredit mi sta impedendo la vendita di due navi si può fare qualcosa?” scrive l’imprenditore molto preoccupato a Grillo, che risponde risponde: “contatto Patuanelli. Un dialogo continuo in quelle settimane. Fino a un sms di Patuanelli che Grillo inoltra a Onorato. L’ex ministro dello sviluppo economico del Governo Conte 2 scrive: “Sto approfondendo la questione Onorato ti chiamo domani pomeriggio se posso..”. E Grillo riferisce a Onorato: “so che non ti ha chiamato patt. (Patuanelli n.d.r.) ho parlato ora mi ha assicurato che sei seguito dal suo uff che comunque ti chiama. Un abbraccio fratello”.

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