MENU
1 Maggio 2026 14:07

Caso Minetti, procura generale Milano: “Medici indicati da difesa verranno sentiti”. Carabinieri avviano le indagini in Italia

Solo ieri la difesa dell'ex consigliera regionale al centro delle polemiche ha presentato 100 pagine tra memorie e documentazione sanitaria. Fonti Quirinale: "Accertamenti d'intesa con ministero, attesa per verifiche magistratura"

I due medici indicati dalla difesa di Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e ora al centro di una polemica per la concessione della domanda di grazia, verranno sentiti dai carabinieri incaricati dalla Procura generale di Milano di fare un supplemento di indagine. Da quanto si apprende si tratterebbe di un medico di una struttura ospedaliera di Padova e del San Raffaele di Milano (in realtà il San Donato dello stesso gruppo, ndr) , i quali si sarebbero pronunciati (privatamente) e soltanto telefonicamente sull’operabilità del minore adottato dall’ex consigliera regionale lombarda. Operazione poi avvenuta negli Stati Uniti.

Solo ieri la difesa Minetti, gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, hanno presentato ulteriori memorie e documentazione sanitaria: oltre 100 pagine che sono finite sul tavolo della Procura generale milanese. Atti su cui i Carabinieri del Reparto Operativo di Milano stanno procedendo con verifiche autonome, che si affiancheranno alla documentazione difensiva.

Nicole Minetti in Tribunale a Milano

Nicole Minetti però”non si è mai vista” alla Casa della Carità di don Virginio Colmegna non l’hanno mai incontrata .Mentre in questi anni è stata spesso a Ibiza. Dove lei era la regina delle feste mentre il compagno Giuseppe Cipriani aveva contatti con alcuni personaggi. E con “ambienti esclusivi, feste private, circuiti relazionali” antitetici rispetto al cambio di vita che le ha fatto avere la grazia dal Quirinale. La Minetti ha sostenuto nella richiesta di grazia di aver cambiato vita dopo le condanne per “favoreggiamento della prostituzione” del 2019 e per “peculato” nel 2021. Alla Fondazione Pernigotti la Minetti si era recata con la sua avvocata Antonella Calcaterra. Nel luglio 2025 le due avevano avviato un «percorso di conoscenza». Poi disdetto proprio dalla Calcaterra: “Ha chiesto di rimandare il tutto, adducendo la necessità di tempo per le cure del bambino“. Infine, la Caritas di Milano. Dove doveva fare la volontaria in un doposcuola seguendo uno dei 35 ragazzi tra i 10 e i 16 anni della fondazione Pernigotti. Ma anche qui l’impegno è stato sospeso. Nell’istanza con cui Nicole Minetti ha chiesto la grazia, il suo compagno l’imprenditore Cipriani che ha molti affari in Uruguay, viene descritto come “frequentatore della Caritas con Minetti.”

L’istanza ha fatto saltare l’udienza del 3 dicembre 2025 nella quale avrebbe dovuto ricevere la pena alternativa dei servizi sociali. E in questa erano indicate le attività di volontariato dell’ex Olgettina come prova fondamentale del suo ravvedimento. Il Fatto Quotidiano però ha verificato la presenza nei tre soggetti del terzo settore. Alla Lilt di Milano e Monza la Minetti si è fatta registrare come “signora Cipriani”. Ha seguito la formazione. L’attività però è cominciata ad aprile 2024 e si è conclusa a giugno 2025. Proprio mentre i suoi legali istruivano l’istanza. Da allora, “Nicole Minetti non ha più rinnovato la sua disponibilità come volontaria continuativa”.

Giuseppe Cipriani, 61 anni, compagno di Nicole Minetti

“Nicole Minetti ha avuto modo di ripensare alla propria esistenza e di riflettere sugli errori commessi, di fatto cambiando vita, dedicandosi all’attività lavorativa e di volontariato condivise con il compagno, signor Giuseppe Cipriani, persona normoinserita e lontana da contesti di devianza con la quale ha intrapreso una stabile relazione affettiva”, si legge nelle carte presentate ai giudici prima e ai funzionari ministeriali dopo.

Chi ha gestito ed analizzato l’istanza di grazie di Nicole Minetti che si presenta dappertutto come la “signora Cipriani” per conoscere la carriera dell’imprenditore avrebbero potuto (e dovuto, probabilmente !) effettuare una semplice e rapida ricerca sui motori di ricerca come Google, Bing, dove in alcune cronache si legge che il nome di Giuseppe Cipriani sarebbe emerso in due processi contro la mafia a Manhattan, a carico di Peter Gotti e John Gotti Jr., figlio del temuto e noto “Dapper Don”.

il ministro di giustizia USA Marrick Garland ed il ministro Carlo Nordio

Carte di fatto smentite da notizie di stampa americane che riguardano proprio Giuseppe Cipriani, che dopo aver aperto 30 anni fa il ristorante “Cipriani Soho” a New York ha sviluppatp una serie di attività imprenditoriali a Venezia e negli States. Tra le attività italiane c’è anche l’Harry’s Bar, a cui proprio l’ex capo di gabinetto del ministro di giustizia Carlo Nordio Bartolozzi nel 2024 aveva affidato con una determina ad hoc l’organizzazione di una cena di lavoro tra il ministro Nordio e l’omologo statunitense Marrick Garland.

Infatti è dall’America che, come scoperto dal quotidiano il Domani , che un certo passato può riemergere. Un passato che conduce al nome di Dennis Pappas che è stato in carcere in America per quattro anni per associazione a delinquere. Poi una volta scontata la pena ha lavorato nel ristorante di Cipriani, di cui è stato braccio destro. “Cipriani sapeva che ero stato in carcere e mi ha preso ugualmente“, queste le sue dichiarazioni rilasciate al New York Post. Pappas è stato Ceo per il gruppo Cipriani dal giugno 2000 all’aprile 2006, sarebbe stato vicino al “clan” malavitoso dei Colombo e avrebbe incassato circa 900 mila dollari di stipendio dalla famiglia veneziana. Pagamenti che, secondo i magistrati statunitensi, sarebbero stati effettuati in nero. Da qui l’origine dell’ indagine per evasione fiscale a carico di Giuseppe Cipriani e del padre Arrigo. Nel 2007 i due sono stati condannati a New York, dopo essersi dichiarati colpevoli e di non essere a conoscenza del cambiamento della normativa.

Nel suo articolo il New York Post ha riportato il commento del portavoce di Cipriani, tale Chris Giglio, il quale aveva definito le accuse di legami mafiosi come «sciocchezze». Agli avvocati che hanno seguito la pratica sulla grazia è stata chiesta una replica-chiarimento anche in riferimento alla storia americana, ma non vi sono state risposte per i giornalisti che deontologicamente e correttamente cercavano di fare corretta informazione e chiarezza.

Con un patteggiamento, entrambi hanno restituito il denaro al Fisco americano, evitando il carcere. L’anno successivo però i guai giudiziari non hanno avuto termine. La famiglia Cipriani ha dovuto affrontare un’udienza davanti alla State Liquor Authority, con il rischio di perdere le licenze nei propri locali. Lo stesso Pappas, in quei giorni, dichiarerà che né lui né Giuseppe Cipriani erano a conoscenza delle «irregolarità».


Palazzo di Giustizia di Milano

Da quanto si apprende, inoltre, riguardo alla sentenza di adozione uruguaiana “per quello che si legge, gli step della procedura sembrano regolari”. E a confortare la Procura generale di Milano è “che sia stata resa esecutiva dal Tribunale per i minorenni di Venezia con un documento datato 19 luglio 2024. La madre del minore risulta irreperibile dal 2020 e nuovi accertamenti sul punto sono in corso, così come si indaga ulteriormente sulla morte della legale dei familiari del minore.

Ad oggi – da quanto si apprende – non è arrivata ancora nessuna risposta degli approfondimenti chiesti “con urgenzaall’ Interpol chiamata a fornire anche risultati parziali alla Procura generale di Milano. E in attesa di accertamenti all’estero – Uruguay e Ibiza (Spagna) – che riguardano presunte ‘devianze’ da una vita regolare o illeciti nella sentenza di adozione, gli inquirenti hanno acquisito i documenti ‘nostrani’, tra cui il corposo fascicolo del Tribunale della Sorveglianza, le risultanze di accertamenti economici, verifiche su attività di volontariato, la sentenza del Tribunale per i minorenni di Venezia.

A carico di Nicole Minetti non compaiono carichi pendenti, né le banche dati delle diverse polizie restituiscono segnalazioni o indagini in corso. Sarà necessario un lavoro sul campo dell’Interpol per capire se alcuni sospetti di stampa sono reali o meno. Compito della Procura generale, però, non è quello di fare un’indagine contro l’ex consigliere lombarda, ma verificare la correttezza dei temi legati alla concessione della grazia.

“Andremo fino in fondo, parere era corretto e su indagini complete”

“E’ doveroso, da magistrato, controllare tutto. E’ la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né voglio sentirmi dire che ho fatto indagini lacunose”, afferma intanto il sostituto procuratore generale di Milano Gaetano Brusa che insieme alla procuratrice generale Francesca Nanni ha firmato il parere favorevole per la grazia alla Minetti.

“Il ministero della Giustizia non ha mandato indietro il parere della Procura generale di Milano, né lo ha fatto il Quirinale di fronte a una richiesta di grazia che può essere reiterata più volte. Gli atti sui quali ho dato il mio parere costituivano un fascicolo completo. Ho agito come ho fatto centinaia di volte e non credo di aver sbagliato” aggiunge.

Magistrato di esperienza, tra un mese circa andrà in pensione (e si augura che tutto si sia risolto per allora), Brusa attende gli approfondimenti chiesti a tutto campo e “con urgenza” all’Interpol. “Sono pronto a cambiare il mio parere dall’oggi al domani” – se emergessero elementi contrari a quelli fin qui raccolti -, voglio andare fino in fondo, con il limite del procedimento di grazia” ossia il “tema umanitario” legato all’adozione e all’assistenza del minore malato e “alla personalità della Minetti” legato a un vero cambio di vita rispetto alla sua vecchia immagine. “Questi sono i due aspetti e su questo bisogna fare chiarezza in un senso o in un altro. Se permane il dubbio, il limbo, beh…in quel caso avrei chiarissimo cosa fare, ma lo scriverò nel parere” conclude Brusa.

Massimiliano Ferruzzi e Giuseppe Cipriani

E dopo che la Procura Generale ha letto di una ragazza americana nel febbraio 2025 in merito ad una controversa giudiziaria (poi archiviata) denuncia contro Massimiliano , detto Max, Ferruzzi (cugino di Giuseppe Cipriani) gestore del club-hotel “Casa Cipriani” di Milano, che però conteneva riferimenti anche a supposti contesti di prostituzione nell’entourage di Minetti e Cipriani, la Procura Generale chiederà alla Procura della Repubblica di acquisire questi atti. La denuncia di una giovane statunitense era relativa la fine burrascosa della relazione con il cugino di Giuseppe Cipriani, Massimiliano «Max» Ferruzzi, conosciuto sullo yacht di Cipriani nell’agosto 2024 e poi tra «Milano, Corsica, Saint-Tropez, Cannes, Uruguay e New York» in una storia finita nella plateale cacciata della donna il 5 novembre 2024 dall’albergo di lusso «Casa Cipriani» di via Palestro a Milano.

E in quella denuncia l’americana riferiva di aver, dopo la rottura, «aperto gli occhi» sul fatto che «molti dei presenti, tra cui Nicole Minetti e altre donne, fossero presumibilmente coinvolti nel procurare donne per uomini ricchi»; che nell’hotel, di cui Massimiliano Ferruzzi è amministratore delegato e Giuseppe Cipriani consigliere di amministrazione, “fosse abitudinaria la presenza di frequentatrici disponibili alla prostituzione, e l’offerta di stupefacenti utili al consumo degli avventori”; e che “negli eventi ospitati da Max e Giuseppe Cipriani vi fosse una presenza costante di prostitute, tossicodipendenti e persone impegnate in attività illecite“.  Il nome di Giuseppe Cipriani è comparso in recenti notizie di cronaca internazionale legate agli “Epstein files”.

il palazzo-sede di Casa Cipriani a Milano

Tra i citati c’è anche l’ex compagno di Daniela Santanchè, Canio Mazzaro, il cui loro figlio Lorenzo è un assiduo frequentatore del club-hotel milanese. L’indagine comincia subito. Ma proprio l’americana rovina tutto. Prima si fa dare il nome del pm e il numero di fascicolo della sua denuncia. Poi prende contatti con gli indagati “per renderli edotti della pendenza di questo procedimento“, constata la procura. A quel punto i legali dei tre indagati (Massimiliano Ferruzzi, e un addetto della sicurezza di Casa Cipriani) si recano in procura per denunciare la donna per calunnia. Depositano anche attività difensive “che in nessun modo avrebbero potuto conoscere se non, appunto, per indicazione fornita dalla stessa querelante”. Adesso la ragazza americana è indagata per calunnia.

Il pm Andrea Zanoncelli della procura di Milano lo scorso 24 novembre a quel punto ha chiesto l’archiviazione motivando che “l ’attendibilità delle dichiarazioni della querelante si è mostrata fallimentare, perché mossa da strumentali intenti ritorsivi e finalità risarcitorie che inevitabilmente incidono profondamente sulla credibilità soggettiva, e perché la ricerca di riscontri è stata pregiudicata dalle stesse condotte della presunta parte offesa” secondo il pm, il quale ha dimenticato probabilmente che una parte offesa può legittimamente esercitare quanto previsto dall’ art. 335 del codice di procedura penale italiano che regola il Registro delle notizie di reato (noto come “Registro Modello 44” o “Modello 21″ per gli indagati) presso la Procura della Repubblica competente. Articolo questo che obbliga il Pubblico Ministero (PM) a iscrivere immediatamente ogni notizia di reato, inclusi i nomi degli indagati, permettendo agli interessati (indagati o persone offese) di richiedere informazioni sull’esistenza di procedimenti a loro carico. Quindi nessuna violazione di segreto istruttorio per la ragazza americana.

Ma ora questa sua archiviazione un pò troppo frettolosa, per non definirla rancorosa, rischia di essere riaperta ed affidata ad altro magistratyo.




TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

"Caso Minetti": perché il Fatto Quotidiano punta a Mattarella: chi sono i mandanti dell’attacco sulla grazia
Dopo il sole ecco la pioggia: maltempo in arrivo sull'Italia
Il mondo del calcio vuole Malagò alla guida della FIGC
Caso Minetti, attivata con la massima urgenza anche l’Interpol
Caso arbitri, Rocchi e non solo: gli indagati noti
Grazia a Nicole Minetti, il Quirinale chiede chiarimenti al Ministero di Giustizia: "Urgenti verifiche"
Cerca
Archivi
"Caso Minetti": perché il Fatto Quotidiano punta a Mattarella: chi sono i mandanti dell’attacco sulla grazia
Caso Minetti, procura generale Milano: "Medici indicati da difesa verranno sentiti". Carabinieri avviano le indagini in Italia
Dopo il sole ecco la pioggia: maltempo in arrivo sull'Italia
Il mondo del calcio vuole Malagò alla guida della FIGC
Caso Minetti, attivata con la massima urgenza anche l’Interpol

Cerca nel sito