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1 Maggio 2026 12:44

Caso Minetti, procura generale Milano: “Medici indicati da difesa verranno sentiti”

Solo ieri la difesa dell'ex consigliera regionale al centro delle polemiche ha presentato 100 pagine tra memorie e documentazione sanitaria. Fonti Quirinale: "Accertamenti d'intesa con ministero, attesa per verifiche magistratura"

I due medici indicati dalla difesa di Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e ora al centro di una polemica per la concessione della domanda di grazia, verranno sentiti dai carabinieri incaricati dalla Procura generale di Milano di fare un supplemento di indagine. Da quanto si apprende si tratterebbe di un medico di una struttura ospedaliera di Padova e del San Raffaele di Milano (in realtà il San Donato dello stesso gruppo, ndr) , i quali si sarebbero pronunciati (privatamente) sull’operabilità del minore adottato dall’ex consigliera regionale lombarda. Operazione poi avvenuta negli Stati Uniti.

Solo ieri la difesa Minetti, gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, hanno presentato ulteriori memorie e documentazione sanitaria: oltre 100 pagine che sono finite sul tavolo della Procura generale milanese. Atti su cui i carabinieri stanno procedendo con verifiche autonome, che si affiancheranno alla documentazione difensiva.

Nicole Minetti però”non si è mai vista” alla Casa della Carità in cui doveva fare volontariato come servizio sociale pèer scontare la sua pena in Italia.. Mentre in questi anni è stata spesso a Ibiza. Dove lei era la regina delle feste mentre il compagno Giuseppe Cipriani aveva contatti con alcuni personaggi. E con “ambienti esclusivi, feste private, circuiti relazionali” antitetici rispetto al cambio di vita che le ha fatto avere la grazia dal Quirinale

Palazzo di Giustizia di Milano

Da quanto si apprende, inoltre, riguardo alla sentenza di adozione uruguaiana “per quello che si legge, gli step della procedura sembrano regolari”. E a confortare la Procura generale di Milano è “che sia stata resa esecutiva dal Tribunale per i minorenni di Venezia con un documento datato 19 luglio 2024. La madre del minore risulta irreperibile dal 2020 e nuovi accertamenti sul punto sono in corso, così come si indaga ulteriormente sulla morte della legale dei familiari del minore.

Ad oggi – da quanto si apprende – non è arrivata ancora nessuna risposta degli approfondimenti chiesti “con urgenzaall’ Interpol chiamata a fornire anche risultati parziali alla Procura generale di Milano. E in attesa di accertamenti all’estero – Uruguay e Ibiza (Spagna) – che riguardano presunte ‘devianze’ da una vita regolare o illeciti nella sentenza di adozione, gli inquirenti hanno acquisito i documenti ‘nostrani’, tra cui il corposo fascicolo del Tribunale della Sorveglianza, le risultanze di accertamenti economici, verifiche su attività di volontariato, la sentenza del Tribunale per i minorenni di Venezia.

A carico di Nicole Minetti non compaiono carichi pendenti, né le banche dati delle diverse polizie restituiscono segnalazioni o indagini in corso. Sarà necessario un lavoro sul campo dell’Interpol per capire se alcuni sospetti di stampa sono reali o meno. Compito della Procura generale, però, non è quello di fare un’indagine contro l’ex consigliere lombarda, ma verificare la correttezza dei temi legati alla concessione della grazia.

“Andremo fino in fondo, parere era corretto e su indagini complete”

“E’ doveroso, da magistrato, controllare tutto. E’ la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né voglio sentirmi dire che ho fatto indagini lacunose”, afferma intanto il sostituto procuratore generale di Milano Gaetano Brusa che insieme alla procuratrice generale Francesca Nanni ha firmato il parere favorevole per la grazia alla Minetti.

“Il ministero della Giustizia non ha mandato indietro il parere della Procura generale di Milano, né lo ha fatto il Quirinale di fronte a una richiesta di grazia che può essere reiterata più volte. Gli atti sui quali ho dato il mio parere costituivano un fascicolo completo. Ho agito come ho fatto centinaia di volte e non credo di aver sbagliato” aggiunge.

Magistrato di esperienza, tra un mese circa andrà in pensione (e si augura che tutto si sia risolto per allora), Brusa attende gli approfondimenti chiesti a tutto campo e “con urgenza” all’Interpol. “Sono pronto a cambiare il mio parere dall’oggi al domani” – se emergessero elementi contrari a quelli fin qui raccolti -, voglio andare fino in fondo, con il limite del procedimento di grazia” ossia il “tema umanitario” legato all’adozione e all’assistenza del minore malato e “alla personalità della Minetti” legato a un vero cambio di vita rispetto alla sua vecchia immagine. “Questi sono i due aspetti e su questo bisogna fare chiarezza in un senso o in un altro. Se permane il dubbio, il limbo, beh…in quel caso avrei chiarissimo cosa fare, ma lo scriverò nel parere” conclude Brusa.

Massimiliano Ferruzzi e Giuseppe Cipriani

E dopo che la Procura Genarale ha letto di una ragazza americana nel febbraio 2025 in merito ad una controversa giudiziaria (poi archiviata) denuncia contro Massimiliano , detto Max, Ferruzzi (cugino di Giuseppe Cipriani) gestore del club-hotel “Casa Cipriani” di Milano, che però conteneva riferimenti anche a supposti contesti di prostituzione nell’entourage di Minetti e Cipriani, la Procura Generale chiederà alla Procura della Repubblica di acquisire questi atti. La denuncia di una giovane statunitense era relativa la fine burrascosa della relazione con il cugino di Giuseppe Cipriani, Massimiliano «Max» Ferruzzi, conosciuto sullo yacht di Cipriani nell’agosto 2024 e poi tra «Milano, Corsica, Saint-Tropez, Cannes, Uruguay e New York» in una storia finita nella plateale cacciata della donna il 5 novembre 2024 dall’albergo di lusso «Casa Cipriani» di via Palestro a Milano.

E in quella denuncia l’americana riferiva di aver, dopo la rottura, «aperto gli occhi» sul fatto che «molti dei presenti, tra cui Nicole Minetti e altre donne, fossero presumibilmente coinvolti nel procurare donne per uomini ricchi»; che nell’hotel, di cui Ferruzzi è amministratore delegato e Giuseppe Cipriani consigliere di amministrazione, «fosse abitudinaria la presenza di frequentatrici disponibili alla prostituzione, e l’offerta di stupefacenti utili al consumo degli avventori»; e che «negli eventi ospitati da Max e Giuseppe Cipriani vi fosse una presenza costante di prostitute, tossicodipendenti e persone impegnate in attività illecite». 

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