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28 Aprile 2026 00:08

Caso arbitri, Rocchi e non solo: gli indagati noti

Un fatto è certo: dallo scorso 25 aprile, giorno in cui sono state recapitate le notifiche degli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni, doppo 48 ore la Procura di Milano non ha pubblicata alcuna nota ufficiale..

Sono cinque al momento gli indagati noti nell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale, cioè coloro di cui sono stati resi noti i nomi. Da quanto trapela però, il numero complessivo degli iscritti nel registro degli indagati sarebbe più ampio, anche perché alcune ipotesi di frode sportiva risultano contestate in concorso con “più soggetti”. Nella procura di via Freguglia si percepirebbe un clima di tensione, che sembrerebbe conseguente alla gestione dell’indagine da parte del pubblico ministero nei confronti dei vertici dell’ufficio., ed infatti non è stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale in merito. Un fatto è certo: dallo scorso 25 aprile, giorno in cui sono state recapitate le notifiche degli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni, doppo 48 ore la Procura di Milano non ha pubblicata alcuna nota ufficiale..

Al momento si apprende che nell’inchiesta, coordinata dal pm di Milano Maurizio Ascione le cui indagini erano state delegate al Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza, risultano indagati per concorso in frode sportiva il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, i quali si sono entrambi autosospesi dei rispettivi incarichi, oltre agli addetti al Var Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, e a Daniele Paterna, (indagato per false informazioni al pm).

Secondo quanto ricostruito, si tratterebbe di un unico fascicolo d’indagine che avrebbe avuto origine a seguito dell’esposto presentato nel 2024 da un avvocato e tifoso veronese dopo Inter-Verona, la partita disputata nel gennaio di due anni fa e arrivata alla ribalta per la gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni. Nell’indagine è confluita anche la segnalazione di Domenico Rocca l’ex guardalinee di Serie A , ascoltato dal pm lo scorso luglio 2025, come “testimone”

Rocchi al momento deve rispondere di tre episodi di presunta frode sportiva: oltre al noto caso del possibile condizionamento tramite le ‘bussate’ nella sala Var durante Udinese-Parma del primo marzo 2025, gli viene contestato di aver favorito l’Inter con una designazione arbitrale nella trasferta di Bologna del 20 aprile 2025 e di essersi attivato affinché Daniele Doveri, ritenuto “poco gradito” ai nerazzurri, non arbitrasse la squadra nella fase conclusiva del campionato e in un’eventuale finale di Coppa Italia, così designandolo per la semifinale di ritorno della competizione tricolore. Per queste ultime due contestazioni si parla di un presunto accordo avvenuto l 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro “con più persone”.

il designatore arbitrale auto-sospesosi Gianluca Rocchi

L’avvocato difensore di Rocchi

Nelle scorse ore durante la trasmissione ‘Pressing’ (Mediaset) di domenica sera l’avvocato Antonio D’Avirro, avvocato difensore di Rocchi, ha dichiarato: “L’ho incontrato, è demoralizzato perché si ritiene vittima di un’ingiustizia. Ritiene che queste contestazioni siano infondate. Si è sempre comportato in modo leale e trasparente e gli dà fastidio che gli venga attribuita una accusa così grave. Non so se tornerà, sapremo difenderci bene. Stiamo valutando quali iniziative difensive prendere verso giovedì (in merito alla convocazione di giovedì, ndr)”.

Rocchi e il caos arbitri

L’opinionista e giornalista Sandro Sabatini  ha analizzato a “Pressing” il caos degli arbitri: “Intravedo una divisione che va tenuta presente, tra la giustizia ordinaria, dove devi provare la colpevolezza, e la giustizia sportiva, dove devi provare l’innocenza. Sono poi tre capi d’imputazione ben diversi. La presenza di Rocchi e Gervasoni a Lissone è formalmente consentita a patto di non intervenire. Non mi sento di dire che è frode sportiva perché è esagerato ma è una leggerezza imperdonabile intervenire su chi sta lavorando. Se l’arbitro in campo sa che dietro al Var c’è il designatore, l’arbitro dà ragione al Var perché se no sa di prendere un brutto voto. Sugli altri capi d’imputazione (la presunta assegnazione di ‘arbitri graditi’ all’Inter, ndrleggendo le carte, tutto lascia immaginare che il pm abbia intercettazioni o prove concrete, altrimenti non si sarebbe spinto a scrivere”.

Il giornalista Mediaset Trevisani ha aggiunto :Ogni giorno può uscire qualcosa. A che periodo si fa riferimento? Il problema fin dove arriva? Per adesso è tutto straordinariamente nebuloso“. Anche Biasin interviene: “Nessuno sa la frode ‘in concorso’ con chi sia. Questo fa tutta la differenza del mondo. Rispetto a quanto uscito sui giornali nel mondo Inter tutti si sono agitati. Arbitri graditi a chi? Non abbiamo ancora questa risposta. Il fatto che Marotta dica queste cose rassicura finché non viene fuori qualcosa”.

L’ex-arbitro ed ora “moviolista” Graziano Cesari ha detto la sua: Spero non ci sia nulla di grosso, ma è una situazione di imbarazzo, ci sono veleni. Questo campionato è allucinante per i direttori di gara, che sono senza presidente perché squalificato. Rocchi si è trovato solo in una situazione di comportamento tecnico e nessuno dal punto di vista associativo che potesse aiutarlo, ha molti nemici, il problema è quello dei soldi. Sono semiprofessionisti super pagatiGli arbitri guadagnano 150 mila euro. Il professionismo arbitrale è dare un ingaggio, non dare il gettone a partita”TrevisaniL’Aia si è andata sgretolando. Pochi arbitri sono migliorati, alcuni che stavano per essere dismessi che sono diventati internazionali, una classe arbitrale non compatta e in difficoltà, designazioni incomprensibili e arbitri molto bravi designati tanto quanto arbitri poco bravi. Rocchi ha fatto tantissimi errori, doveva dimettersi prima. Inter? Tutte le squadre parlano con Rocchi per dire se un arbitraggio è andato bene o no”.

Gervasoni e gli altri

Gervasoni risulta indagato per la gara Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, in relazione a un rigore inizialmente assegnato agli emiliani e successivamente revocato dopo l’intervento della sala Var. Paterna era stato inizialmente convocato come “testimone” per il caso Udinese-Parma, ma il verbale venne interrotto dopo alcune sue dichiarazioni, ed il suo nome venne iscritto nel registro degli indagati per “false informazioni al pm”. Di Vuolo è stato coinvolto in quanto assistente Var nella partita Inter-Verona, incontro in cui operava come “varista” anche Luigi Nasca, presente nello stesso ruolo anche in Salernitana-Modena.

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