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28 Aprile 2026 14:23

Caso Minetti, attivata con la massima urgenza anche l’Interpol

Il procedimento di grazia in favore di Nicole Minetti, adesso però appare di fatto "sub judice" ed a rischio di annullamento

“Di concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche, dalle forze nostre di polizia a quelle dell’Interpol, con massima urgenza. Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi. Ripeteremo accertamenti anche in Italia sull’autenticità di documenti sanitari ed altro. Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria”. Così il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano, Gaetano Brusa sul “caso Minetti”.

“Abbiamo ricevuto dal ministero un’autorizzazione ampia a svolgere tutti gli accertamenti a 360 gradi. Andremo ad indagare i dati che prima non emergevano e li andremo a sviscerare con tutti gli strumenti a disposizione”. aggiunge il sostituto procuratore Gaetano Brusa Riguardo al precedente mandato del ministero della Giustizia per le verifiche, avvenute nelle scorse settimane, Brusa ha spiegato sul caso Minetti. che “il Ministero di Giustizia, come da prassi, ci ha fornito uno specchietto con tutti gli accertamenti che vanno svolti. Questa volta non abbiamo nessuno schema, abbiamo accertamenti liberi”.

Nanni e Brusa: “Abbiamo agito su una delega classica del Ministero”

“Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero, , delega classica attivata in casi simili – hanno spiegato la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa – . Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti. Il Ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l’interesse di tutti è chiarire i fatti indicati”.

Sulle precedenti verifiche la procuratice Nanni ha dichiarato: “Magari il giornalista è stato molto bravo o qualcuno non ha detto a noi ciò che doveva dire. Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche. Voglio accertare, prima come cittadina e poi come magistrato, i fatti indicati”. La Procuratrice ha precisato anche che si tratta per Minetti di “una grazia condizionata alla non commissione nei successivi 5 anni di ulteriori reati”. E sulle tempistiche la Pg ha chiarito che “mano a mano che arriveranno gli esiti degli accertamenti della nostra delega a 360 gradi, quando riterremo di aver soddisfatto le richieste istruttorie del Quirinale manderemo il nostro parere al Ministero su quei fatti indicati gravissimi“, per come emergono dagli articoli giornalistici.

Il caso della grazia alla Minetti è durata meno di una giornata

Poche ore dopo la richiesta della Presidenza della Repubblica, il ministero della Giustizia aveva confermato che la procedura che ha portato al provvedimento di clemenza è state seguita in maniera corretta. Ma al ministero di Via Arenula sono consepevoli a questo punto che tutto ciò non basta e così contestualmente è stata firmata l’autorizzazione richiesta dalla Procura generale della Corte d’Appello di Milano per nuove verifiche sugli elementi che hanno portato a quella grazia.

Ad alimentare dubbi, prima del Quirinale poi degli uffici ministeriali, sono le ombre calate sull’adozione di un bambino uruguaiano dopo l’inchiesta giornalisticadel Fatto Quotidiano. Era stato proprio quell’accoglimento familiare, legato alle condizioni di salute precarie del piccolo, a portare quindi al procedimento in favore di Minetti, che però adesso appare di fatto “sub judice” ed a rischio di annullamento.

Giuseppe Cipriani jr, 60 anni, 60 anni, nipote ed omonimo del fondatore dell’Harry’s Bar, e i suoi locali – stando a quanto hanno scritto in molti – venivano considerati “terreno di caccia” dal produttore cinematografico americano Henry Weinstein fondatore della Miramax, finito in carcere condannato a 16 anni dopo che una giuria del Tribunale di Los Angeles lo ha ritenuto colpevole dello stupro avvenuto ai danni di un’attrice russa nel 2013, per un totale di 39 anni complessivi  di carcere, che attualmente sta scontando la sua pena all’interno del carcere di Rikers Island, situato a New York. Di fronte a questa serie di informazioni giornalistiche, la Procura generale della Corte d’appello di Milano, dopo il via libera del ministero, apre una nuova pista all’estero per effettuare nuovi accertamenti negli Uruguay e Stati Uniti d’ America.

Cipriani jr, 60 anni, 60 anni, compare anche nell’immenso archivio dello scandalo su Jeffrey Epstein sia per questioni economiche avendo aperto in società un locale a Londra, ma anche per una frequentazione assimilabile all’amicizia (ci sono mail in cui il finanziere americano Epstein ringrazia Giuseppe Cipriani per l’ospitalità ricevuta, ed anche per dialoghi più riconducibili al core-business del potere relazionale e ricattatorio internazionale di Epstein.

il viceministro di Giustizia On. Francesco Paolo Sisto

Sisto: “Il Ministero ha fatto esattamente quello che doveva fare

“Io credo che sia perfettamente normale restituire la palla alla Procura Generale perché possa nel modo migliore, anche attraverso accertamenti all’estero, riverificare o verificare se questi elementi sopravvenuti sono tali da poter minare radicalmente quella che è stata la proposta accettata poi di grazia». Così il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, in un intervento a Rai News in merito al caso Minetti. “Il Ministero ha fatto esattamente quello che doveva fare, cioè, nel momento in cui ci sono fatti nuovi, segnalati fra l’altro autorevolmente dalla Presidenza della Repubblica, restituire a chi ha il compito delle indagini. Noi non abbiamo polizia giudiziaria al nostro servizio. Il Ministero della Giustizia non ha organi che possono effettuare indagini, almeno di questo tipo”, aggiunge Sisto che spiega. “Necessariamente il Ministero deve ripassare il testimone alla Procura Generale che saprà, secondo me, compiutamente verificare quello che è realmente accaduto anche alla luce di questi elementi. I fatti nuovi sono quelli che necessitano di nuove indagini. Dobbiamo soltanto attendere che la Procura definisca i suoi accertamenti e poi si potranno trarre le conclusioni. Noi abbiamo dato un parere, il ministro ha dato un parere, esattamente come quello della Procura Generale. Siamo di fronte a una necessità di approfondimento che potrebbe derivare soltanto da un atteggiamento non proprio corretto di chi ha chiesto di accedere alla grazia“.

L’azienda ospedaliera di Padova: mai curato il bimbo

 Il professor Luca Denaro, direttore dell’Uoc Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell’Azienda Ospedale Università Padova, “ribadisce di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino”. 
 A precisarlo una nota ufficiale dell’azienda ospedaliera universitaria di Padova. Il nome di Denaro figura nella ricostruzione giornalistica circa il percorso che ha portato alla concessione della grazia presidenziale a Nicole Minetti l’ex igienista dentale ed ex consigliera Regionale in Lombardia.

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