Le difficoltà economiche incontrate dall’Hotel Plaza di via del Corso a Roma rischiano di costare care a Olivia Paladino, compagna convivente di Giuseppe Conte presidente del M5s, e proprietaria insieme alla sorella Cristiana del prestigioso albergo romana. Le due donne condividono il controllo dell’impero immobiliare fondato dal padre Cesare, travolto però adesso da debiti e tasse non pagate proprio nel periodo in cui Conte era presidente del Consiglio.
Revisori dei conti che cambiano continuamente, società che variano ripetutamente ragione sociale, struttura societaria ed indirizzo, unendosi e controllandosi a vicenda, piani di risanamento che iniziano e non si completano mai. Questa è la situazione degli affari di Olivia e Cristiana Paladino, immobiliariste e albergatrici romane, figlie dell’ avvocato napoletano Cesare Paladino, per anni “patron” del Hotel Plaza di via del Corso. Un piccolo impero immobiliare ora sommerso dai debiti, nonostante che per due volte siano arrivati in soccorso dal governo decreti in grado di rinviarne il fallimento: e guarda caso entrambi i due decreti portano la firma del presidente del Consiglio di allora Giuseppe Conte., compagno di Olivia Paladino. Un conflitto di interessi che i pentastallati cercano di ignorare ed occultare.

Le attività della famiglia Paladino sono controllate da due società a partecipazione azionaria incrociata: la Roma Splendido e la Monastero Vecchio entrambe attualmente poste in liquidazione. La Monastero Vecchio era già stata messa in liquidazione nell’agosto 2022, e come liquidatore era stato nominato papà Cesare Paladino e dopo meno di un anno la situazione sembrava essersi risanata, con la revoca della liquidazione avvenuta il 31 luglio 2023 . Un tentativo di salvataggio che era durato ben poco, ed infatti il 19 marzo scorso i soci hanno provveduto a avviare lo scioglimento, nominando come liquidatori le sorelle Olivia e Cristiana Paladino. Le perdite e l’esposizione bancaria sarebbe intorno a 17 milioni di euro.
Ancora più tragica la situazione della Splendido, costituita nel lontano 1921: fino al 2017 è una società in accomandita in mano a Shawn Shadow, fratellastro delle sorelle Paladino, che in seguito ha cambiato nome più volte, ma la situazione contabile è così disastrata sin dal 2020 al punto tale che che il notaio Francesco Balletta deve “attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di ristrutturazione dell’esposizione debitoria” sulla base del “piano industriale e finanziario elaborato per il periodo 1 gennaio 2021 – 31 dicembre 2030 dal professionista indipendente Pierpaolo Singer”. A quella data gli affari dei Paladino è già sotto pressione di una pesante esposizione verso il Comune di Roma, per il mancato versamento della tassa di soggiorno per oltre 2 milioni di euro, e verso il Fisco. Cesare Paladino venne processato per “peculato” patteggiando una condanna.

Ai Paladino arrivatono gli “aiutini”dal governo Conte: il decreto «Rilancio» firmato da Giuseppe Conte presidente del consiglio in carica all’epoca dei fatti, dell’8 aprile autorizzava le imprese a rivalutare gli asset positivi anche se non era scontato che si applicasse anche alle imprese alberghiere, ma a chiarirlo provvede con una “interpretazione autentica” il governo Draghi nel maggio 2021). Ma gli “aiutini” del Governo Conte ai Paladino ed alla sua amata compagna Olivia, sempre nel 2020, quando il governo Conte depenalizza il mancato versamento della tassa di soggiorno. Cesare Paladino chiede la revisione processuale ed ottiene che la condanna venga cancellata, ma la Corte di Cassazione il 17 novembre 2021 ripristina la condanna scrivedo che, si avrebbe “l’irragionevole conseguenza di privare per il passato del tutto di sanzione” l’appropriazione dei soldi della tassa di soggiorno versati dai turisti clienti dell’ Hotel Plaza. di Roma
La decisione delle sorelle Paladino di mettere quindi in liquidazione le due società di famiglia, è stata in realtà la decisione postuma di una vita societaria malandata, per le quali le capacità imprenditoriale della famiglia non sono riuscite a tenere a galla un gioiello come l’ Hotel Plaza, destinato alla prossima vendita. Adesso Olivia Paladino e sua sorella Cristiana sono impegnate in una impresa ardua che sembra allo stato attuale pressochè impossibile: chiudere i conti delle due società pagando tutti i creditori in misura sufficiente da convincerli a non presentare istanza di fallimento. La liquidazione non prevede dei termini perentori, ma è facile prevedere che la pazienza dei creditori possa essere illimitata.





