Un gruppo di teppisti sotto mentite spoglie di manifestanti ha circondato ed aggredito un poliziotto: dieci contro uno, utilizzando anche un martello. Sono queste le vergognose immagini presenti in una ripresa video di Torino Oggi, diffuso sui social anche da esponenti di governo a partire dalla premier Meloni seguita dai ministri Salvini e Crosetto. Il filmato è stato girato in corso Regina Margherita nei pressi dell’ingresso del campus Luigi Einaudi dell’Università e della ex sede del centro sociale Askatasuna, sgomberata lo scorso 18 dicembre.
Il blitz degli autonomi dietro la struttura universitaria Campus Einaudi a Torino, al termine del corteo per Askatasuna, è proseguito con lanci di oggetti, sedie e razzi contro le Forze dell’ Ordine, che hanno effettuato una carica di alleggerimento per cercare di disperdere i manifestanti, oltre a lanciare lacrimogeni. Gli attivisti sono arretrati di qualche decina di metri per poi ricominciare.
E’ stata in quella zona di Torino che si è consumata una vera e propria guerriglia urbana, per circa un’ora tra le 18.30 e le 19.30 . Un folto gruppo di teppisti violenti ha improvvisamente estratto degli scudi artigianali, dando il via uno scontro contrapponendosi con le forze dell’ordine: cassonetti incendiati, lancio di pietre e fumogeni che hanno trasformato la strada in un campo di battaglia. Le immagini documentano una fase particolarmente violenta dei disordini che hanno interessato la zona.
Una parte dei manifestanti (gli antagonisti), arrivati all’altezza della ex sede del centro sociale, sono andati allo scontro contro la Polizia: bombe carta contro gli agenti e lanci di lacrimogeni in corso Regina Margherita, dove scoppiano anche mini incendi. Due camionette della polizia sono andate in fiamme. La maggior parte dei manifestanti, quelli pacifici che nel corso della giornata hanno preso parte al corteo sono andati via

È nata cosi l’aggressione al poliziotto, colpito e accerchiato fino all’intervento di un collega, il cui coraggioso interrotto ha interrotto il vigliacco assalto. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell’ordine che hanno subito violenze. Frattura alle costole, polpaccia lacerato e bacino rotto: così gli antagonisti incappucciati hanno ridotto Alessandro Calista, agente del reparto mobile di Padova, dopo averlo accerchiato e pestato con martelli, calci e sassi
“Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili“. A parlare è il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, che ha aggiunto: “Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta“.

La premier Giorgia Meloni ha commentato le violenze del corteo e il brutale pestaggio del poliziotto . “Quanto accaduto oggi a Torino è grave e inaccettabile. Questi non sono dissenso, né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni“, ha aggiunto la Meloni, che ha poi difeso il sequestro dell’immobile occupato abusivamente da Askatasuna, pretesto per i disordini di oggi, parlando di “sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato“.
“Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende” ha concluso la premier.
“Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante“. Lo scrive sui social il ministro della Difesa Guido Crosetto, postando il video dell’agente di polizia accerchiato e pestato da manifestanti a volto coperto a Torino, durante la manifestazione per Askatasuna. “La mia totale solidarietà alle forze di Polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono”, conclude Crosetto.

“Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai. – dichiara Giuseppe Conte– Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà”. “Le violenze viste oggi a Torino fanno schifo, punto e basta. Non può esistere buonismo o giustificazione con chi utilizza la violenza come strumento politico. Agli agenti feriti va tutta la mia solidarietà” ha commentato l’on. Chiara Appendino (M5s) ex sindaco di Torino.
Una troupe della Rai infatti è stata aggredita. E su quanto accaduto il vertice della Rai “condanna con la massima fermezza la gravissima aggressione subita a Torino dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo filmmaker, appartenenti alla troupe del programma “Far West”, da parte di gruppi antagonisti, incappucciati, nel corso del corteo per la riapertura di Askatasuna. I giornalisti sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l’attrezzatura di lavoro”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto “indignato da queste immagini che arrivano da Torino. Come si può prendere a martellate qualcuno? Per di più un poliziotto in servizio. Questi sono i figli di papà, i facinorosi e vigliacchi dei centri sociali. Mi stringo a tutte le forze dell’ordine, a chi con grande sacrificio e senso del dovere rappresenta lo Stato e le Istituzioni ” mentre il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato che “delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza“.

“Noi siamo qua per dire che il governo non avrà lo scalpo di Torino e penso che in qualche modo questo è anche un segnale, che Torino non vuole essere Minneapolis e nessuno vuole, diciamo, stare in questa idea sovranista e trumpiana di come si piegano le democrazie, e quindi noi siamo qua anche per questo“. Queste le parole di Marco Grimaldi, deputato di Avs, poco prima che la frangia violenta del corteo per Askatasuna, non composta da infiltrati ma parte integrante della manifestazione che ha sfilato per e vie di Torino, andasse all’assalto degli agenti. Era ovvio e prevedibile che sarebbe finita con lo scontro, il centro sociale e i suoi sodali lo avevano preannunciato da tempo, ma nonostante questo Avs, unica forza politica parlamentare, ha scelto comunque di essere in piazza.
“Askatasuna è parte di questa città, l’ha arricchita così come ha arricchita Vanchiglia e questa è l’idea più simile al bene comune che intendo, cioè l’idea che in qualche modo un centro sociale non è solo il suo collettivo politico, è un pezzo di società. Noi siamo qua, non abbiamo le stesse pratiche di Askatasuna, spesso, diciamo, abbiamo anche discusso in questi anni”, ha messo le mani avanti Grimaldi, che però era lì in piazza insieme a chi la violenza la usa come pratica di dissenso contro un corpo dello Stato. “Pensiamo che con ogni spazio che viene meno in questa società, la democrazia arretra, diventa più fragile e non serve, diciamo, a quello che invece è il futuro delle nostre città”, è il pensiero di Grimaldi, che è stato presente anche in altre manifestazioni del centro sociale.

Primo bilancio degli scontri e reazioni
Cinquante agenti feriti e una decina di persone arrestate. È il primo dato parziale sulla guerriglia urbana. In particolare, durante gli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine un agente della polizia è rimasto isolato ed è stato accerchiato da un gruppo di antagonisti che l’hanno colpito con calci, pugni e un martello. L’uomo avrebbe riportato alcune fratture. La parte di Corso Regina Margherita, a ridosso dell’ex centro sociale Askatasuna, è stata liberata dalle forze dell’ordine, dopo oltre un’ora di scontri, mentre i manifestanti si sono ricompattati in corso Regio Parco. Danni ingenti si registrano sulla strada, dove i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme dei cassonetti. Grande rabbia anche da parte della Polizia, che conta i feriti di un’ennesima giornata di scontri.
“È scandaloso e inaccettabile che alcuni soggetti, in piazza oggi a Torino, pretendano di trasformare l’illegalità in una condizione normale, addirittura rivendicata come diritto politico. Quello che ruota attorno ad Askatasuna non è dissenso, ma una chiamata esplicita alla rivolta alimentata da soggetti che arrivano da altre regioni e persino dall’estero, come dimostra la presenza di militanti provenienti anche dalla Francia e intercettati grazie all’attività preventiva della Polizia. Non si tratta di manifestazioni spontanee, ma di azioni organizzate, con passamontagna, materiali atti a offendere e una strategia precisa di tensione. Chi parla di protesta pacifica mente sapendo di mentire: qui siamo di fronte a un modello di illegalità strutturata, che usa l’occupazione abusiva, la violenza e l’intimidazione come strumento politico. Restituire legalità e sicurezza ai territori significa avere il coraggio di sgomberare luoghi simbolo dell’illegalità come Askatasuna, senza ambiguità e senza tentennamenti, perché ogni esitazione dello Stato viene letta come una resa”, ha dichiarato Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp.
“Askatasuna è il male assoluto. È una associazione criminale eversiva che violentando la democrazia vuole imporre la propria ideologia con la violenza traviando anche le menti dei giovani”. dichiara il sindacato di polizia Fsp, con il segretario generale provinciale di Torino, Luca Pantanella. “Anche oggi Torino è sulla cronaca nazionale – dice Pantanella – per questo gruppo di criminali che vuole legittimare le proprie violenze e le occupazioni abusive. Anche oggi i poliziotti hanno messo in gioco la propria incolumità per dire no alla violenza e riaffermare la presenza dello Stato e delle regole“.
“L’unico spazio concedibile ai membri di Askatasuna – afferma Pantanella – è quello del carcere. Chiediamo di riconoscere Askatasuna come associazione terroristica e di perseguire chi vi si riconosce e chi anche dalla politica difende il suo operato, perché è chiaro che vogliono la morte dei poliziotti e la morte di chi governa e della democrazia espressa dai cittadini. Sono un pericolo vero, e oggi hanno privato della libertà i cittadini perbene di Torino, che sono rimasti a casa o hanno chiuso le loro attività per paura“.
“In ogni democrazia i conflitti sociali dovrebbero essere gestiti e risolti dalla politica. Anche la protesta, se non violenta ed esercitata nel rispetto delle regole basilari del quieto vivere civile è una delle prerogative che si possono esercitare. Ma quando i tentativi di mediazione falliscono e il diritto alla protesta si trasforma in aggressione, devastazione e soprattutto linciaggio di chi rappresenta lo Stato e la legalità, lo Stato ha il dovere di intervenire per ristabilire la legalità. La chiusura di Askatasuna, ha portato oggi quasi 15.000 manifestanti per le strade di Torino. Il finale, visti i prodromi, purtroppo sembrava già scritto: non diritto alla protesta ma solo violenza e devastazione. Le immagini tremende di delinquenti certi della totale impunità che mostrano un branco di codardi linciare un poliziotto a terra con una violenza inaudita, se ce ne fosse ancora bisogno, e la prova di chi veramente deve essere perseguito rispetto a chi invece, si trova li solo per adempiere al proprio lavoro e al proprio dovere. Ci auguriamo che non serva un’altra tragedia come quella del collega Raciti per far comprendere chi sono i violenti, chi i delinquenti e chi invece tale violenza la subisce. Sono vicino a tutti i colleghi feriti, oltre 15, ovviamente in particolare al collega vittima del violento linciaggio. Esprimendo contemporaneamente un plauso per la professionalità, l’equilibrio e soprattutto per il senso dello Stato che hanno dimostrato anche stasera durante l’ennesima gravissima aggressione subita. Altresì ferma condanna in tutti coloro i quali scientemente anche solo da irresponsabili, si schierano dalla parte di questi delinquenti cercando di farli passare come povere vittime del sistema e non per quello che sono: picchiatori seriali. Colleghi che considero il vanto del nostro Paese, ragazzi che non hanno esitato a prendere servizio stamane, consapevoli di quello che avrebbero dovuto subire e che hanno puntualmente subito. Stanotte torneranno a casa vigliacchi con un passamontagna nascosto in tasca e uomini con una divisa sporca di sangue. L’Italia sia fiera dei nostri uomini in divisa”, sono le parole di Felice Romano, segretario Generale del Siulp.
“Una carneficina annunciata, mai più cortei del genere. Si vietino queste manifestazioni prima che succeda qualcosa di irreparabile”, è l’appello lanciato da Stefano Paoloni segretario generale del Sap, che agiunge: “I violenti non meritano di manifestare. Un assalto premeditato, organizzato da giorni e strutturato per attaccare lo Stato, per fare più danni possibile mettendo a rischio l’incolumità pubblica, per fare più male possibile agli agenti in servizio di ordine pubblico. Ecco cosa è accaduto a Torino, dove un collega, al quale ci stringiamo esprimendo tutta la nostra solidarietà, stava per essere ammazzato e almeno 50 sono rimasti feriti, ma il conto continua a salire di ora in ora. Altro che difesa di un centro sociale dove si fa ‘arte e cultura’, solo sciocchezze che offendono l’intelligenza altrui! Quelli scesi in strada a devastare tutto non sono manifestanti e non hanno alcun principio o ideale, sono solo e unicamente dei delinquenti, terroristi che vogliono minare l’ordine democratico imponendosi con la forza e la violenza, e minare la sicurezza pubblica agendo al di fuori di ogni regola civile e calpestando la legge. E mentre i poliziotti sono ancora lì a svolgere il loro dovere, mandati a fronteggiare una guerriglia più che annunciata, vogliamo ribadire che siamo stanchi, arrabbiati e stufi di tutta questa delirante violenza, che ancora qualcuno si ostina follemente a giustificare tra le righe, e attendiamo che questi criminali finiscano in carcere, per davvero, a scontare la loro ferocia“






