MENU
29 Novembre 2025 12:09

Il cervello umano ha cinque “età”: l’adolescenza dura fino a 32 anni

La ricerca, condotta dall’Unità per la Cognizione e le Scienze Cerebrali (Mrc) di Cambridge e pubblicata su Nature Communications, ha rivelato che il viaggio strutturale del nostro cervello non è una progressione costante, ma è scandito da quattro cruciali “punti di svolta” che ne ridefiniscono l’architettura.
di Ilaria Cerulla

Se vi siete mai domandati quali siano le ragioni per le quali la vita umana sembra suddivisa in fasi adesso è arrivata una risposta strutturale che proviene direttamente dal nostro cervello. I neuroscienziati dell’Università di Cambridge in Inghilterra hanno infatti mappato il “cablaggio neurale” umano identificando cinque grandi epoche della struttura cerebrale che si verificano nel corso di una vita media: l’esplosione di apprendimento dell’infanzia, l’efficienza giovanile, la stabilità matura e i successivi cambiamenti.

La ricerca, condotta dall’Unità per la Cognizione e le Scienze Cerebrali (Mrc) di Cambridge e pubblicata su Nature Communications, ha rivelato che il viaggio strutturale del nostro cervello non è una progressione costante, ma è scandito da quattro cruciali “punti di svolta” che ne ridefiniscono l’architettura.

La mappa del cervello

Per tracciare questa mappa, gli scienziati hanno confrontato i cervelli di 3.802 persone di età compresa tra zero e novant’anni. Con risonanze magnetiche a diffusione, una tecnica che traccia il movimento delle molecole d’acqua per mappare le connessioni neurali (il cablaggio, appunto) all’interno del tessuto cerebrale.

“Molti di noi, ripensando, sentono che le nostre vite sono state caratterizzate da fasi diverse – ha commentato l’autore senior della ricerca, il professor Duncan Astle -. Si scopre che anche i cervelli attraversano queste epoche”. Gli scienziati hanno suddiviso la vita definendo le cinque età.

L’infanzia (Nascita – 9 anni)

Questa fase è definita dal “consolidamento della rete”. Il cervello di un neonato è come un laboratorio pieno di connessioni (sinapsi) in eccesso: durante l’infanzia, le sinapsi più attive sopravvivono e quelle meno usate vengono eliminate (un processo chiamato whittling down). In questo periodo, la materia grigia e bianca crescono rapidamente, portando al picco di spessore corticale.

Il primo punto di svolta arriva intorno ai 9 anni. In questo momento, il cervello sperimenta un cambiamento radicale nella capacità cognitiva. Purtroppo, a questa età si riscontra anche un maggiore rischio di disturbi della salute mentale.

L’adolescenza (9 – 32 anni)

Questa è l’epoca più lunga a livello strutturale, protraendosi per oltre tre decenni. Nonostante il nome, copre gran parte della prima età adulta. La parola d’ordine qui è efficienza neurale. La materia bianca continua a crescere, affinando l’organizzazione delle reti di comunicazione. Il cervello, in questa fase, è “ben connesso da percorsi brevi” e la sua efficienza aumenta costantemente, il che si collega a migliori prestazioni cognitive. “L’efficienza neurale – ha spiegato la Dott.ssa Alexa Mousley, che ha guidato la ricerca -, come si può immaginare, è ben connessa da percorsi brevi, e l’era adolescenziale è l’unica in cui questa efficienza è in aumento”.

Il secondo punto di svolta, il più significativo di tutti, si verifica intorno ai 32 anni. Secondo gli scienziati, è il “punto di svolta topologico più forte” dell’intera durata della vita, segnando la fine dei cambiamenti strutturali di tipo adolescenziale.

L’età adulta (32 – 66 anni)

Dopo la grande svolta dei 32 anni, si entra nell’era adulta, la più lunga in termini di stabilità. L’architettura cerebrale si stabilizza rispetto alle fasi precedenti e non si verificano grandi punti di svolta per circa trent’anni. Questa stabilità strutturale corrisponde, secondo altri studi, a un “plateau nell’intelligenza e nella personalità”. Inizia però ad essere più evidente il fenomeno della “segregazione”: le regioni cerebrali cominciano lentamente a compartimentalizzarsi.

Il primo invecchiamento (66 – 83 anni)

Il terzo punto di svolta si manifesta intorno ai 66 anni, ed è molto più lieve, non definito da grandi cambiamenti strutturali improvvisi. I dati suggeriscono una graduale riorganizzazione delle reti cerebrali che culmina a metà dei sessant’anni. Questa fase è caratterizzata da una connettività ulteriormente ridotta, poiché la materia bianca inizia a degenerare. Non a caso, è un’età in cui le persone affrontano un aumento del rischio di condizioni di salute, come l’ipertensione, che possono influenzare il cervello.

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Nell'ultimo weekend di novembre sole e poca pioggia
Maria Rosaria Boccia usa il logo della Camera per diete e ritocchini. Montecitorio la diffida
Aria d’inverno sull'Italia ad un mese dal Natale, freddo e maltempo
25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne
Coppa Davis:l'Italia è sul tetto del Mondo con il talento ed il cuore
La casa famaceutica americana Eli Lilly Grazie ai farmaci anti-obesità sfonda il tetto di 1 trilione di dollari
Cerca
Archivi
Il cervello umano ha cinque “età”: l’adolescenza dura fino a 32 anni
Nell'ultimo weekend di novembre sole e poca pioggia
Caltagirone, Milleri e Lovaglio indagati dalla Procura di Milano per l'operazione Mps-Mediobanca
Vertice a Palazzo Chigi sulla manovra finanziaria: accordo su affitti brevi, Isee e dividendi
Maria Rosaria Boccia usa il logo della Camera per diete e ritocchini. Montecitorio la diffida

Cerca nel sito