Striscia continua a svelare gli “altarini” del voto di scambio di Michele Mazzarano

Striscia continua a svelare gli “altarini” del voto di scambio di Michele Mazzarano

ROMA – Dalle registrazioni acquisite dal programma “Striscia la Notizia”  (Canale5) sulla vicenda del “voto di scambio” di Michele Mazzarano, consigliere regionale del Partito Democratico aderente alla corrente “Fronte Democratico” che fa riferimento all’attuale Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, si allarga l’inchiesta che coinvolge anche delle assunzioni “allegre”… in una società informatica, la SINCON di Taranto, il cui presidente del Consiglio di Amministrazione è il rag. Luigi Sportelli, presidente (in scadenza) della locale Camera di Commercio jonica.

 

Un cittadino pugliese ha denunciato a Striscia la Notizia questa presunta “parentopoli“, fornendo un elenco di dipendenti  proprio della SINCON pieno di parenti , figli e mogli di dirigenti dell’ ASL Taranto, parenti di politici tutt’ora in attività, portaborse vari. Insomma di tutto e di più.

Il nuovo denunciante della “parentopoli” tarantina ha fornito persino copia di un esposto inviato via Pec nell’agosto del  2016 al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, rimasto privo di alcun riscontro, circostanza questa che dimostra l’inattendibilità delle dichiarazioni di Emiliano di millantata trasparenza e legalità , formulate all’indomani dell’ennesimo scandalo che ha decimato la sua Giunta Regionale.

Non è la prima volta che la S.IN.CON s.r.l. (di seguito SINCON) compare fra le maglie delle irregolarità della giustizia. Infatti nel 2012 vi era stata una sentenza della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Puglia, che era venuta a conoscenza di una indagine penale in merito a presunte irregolarità nella gestione di alcuni servizi informatici, affidati alla società  SINCON con delibera n. 648 del 5.4.2006. Fra i servizi prestati dalla SINCON all’ ASL Taranto risultava previsto anche il servizio di Help Desk di 2°livello/ Help Desk di 1°livello, per un costo annuale preventivato in €.1.756.481,00 (IVA compresa). Il personale della SINCON da destinare al servizio di Help Desk  (di 2°livello – Team di operatori particolarmente esperti) veniva dettagliatamente individuato in uno specifico prospetto, costituente parte integrante della proposta di convenzione in allegato alla citata delibera, per un totale complessivo di n. 50 unità.

Da altre indagini delegate alla Guardia di Finanza di Taranto, era emerso, anche tramite l’escussione del predetto personale SINCON, che le n.50 unità formalmente adibite al servizio di “Help Desk” di fatto erano adibite esclusivamente ad attività di “Data Entry” ossia di semplice inserimento dati: attività per la quale non è richiesta alcuna particolare specializzazione nel settore informatico e che avrebbe potuto essere svolta, come in realtà già avveniva in moltissimi casi, dai dipendenti dell’Azienda sanitaria.

Dalla sentenza della Corte dei Conti si evince inoltre che “Tale circostanza veniva confermata dallo stesso dott. Gallina, Responsabile dell’Area Risorse Finanziarie, il quale dichiarava agli organi di p.g. (informativa nr.34/12-3 di prot.llo 2007 del 16.02.2009 del Nucleo Investigativo dei C.C. di Taranto) nel verbale di s.i. rese in data 24.04.2007, che “i dipendenti SINCON che lavorano presso questa Area Risorse Finanziarie, sono dei semplici utilizzatori di programmi Sincon, oltre che eventualmente di altre applicazioni software installate presso i p.c., necessari allo svolgimento delle attività quotidiane di data entry. Normalmente, i problemi tecnici che si verificano sugli strumenti informatici in dotazione al reparto e/o software (programmi applicativi) vengono risolti dai tecnici della Sincon appositamente chiamati con una richiesta scritta, sottoscritta da me personalmente o da un mio collaboratore responsabile del proprio ufficio”.

Gli operatori della società di servizi informatici tarantina, questa volta escussi dai Carabinieri di Taranto  avevano confermato che il servizio di Help Desk di 1° livello veniva assicurato da un numero limitatissimo di dipendenti della SINCON, nello specifico dalla signora Colapinto Daniela, dislocata presso il CED SINCON (via Minniti a Taranto), con mansioni di ricezione delle segnalazioni che ella provvedeva ad inoltrare, in ultima istanza, ai tecnici (solitamente dott. Michele La Tagliata, dott.Giuseppe Brugnola ed ing. Sergio Fresta) incaricati di risolvere l’eventuale anomalia insorta.

Sulla base di tali riscontri investigativi la Procura regionale ha dedotto che gli amministratori della ASL Taranto, attraverso la simulazione di un servizio di Help Desk (1° e 2° livello), hanno provveduto ad assicurare all’Azienda sanitaria un certo numero di personale (n.50 unità ) da destinare allo svolgimento di impieghi informatici elementari quale è quello di inserimento dati, aggirando, in tal modo, il blocco delle assunzioni previsto dalla Legge Finanziaria del 2006 (legge 23.12.2005 n.266), ma facendo tuttavia sostenere, all’Azienda sanitaria, una spesa ben superiore rispetto alla tipologia, e quindi al reale contenuto, della prestazione ricevuta con corrispondente danno per le finanze della stessa.

La Corte dei Conti aggiungeva che “E’ appena il caso di ricordare che il Direttore Generale, in quanto organo di vertice dell’azienda sanitaria, oltre a dover tenere un comportamento pienamente osservante dei suddetti canoni di imparzialità, correttezza e buon andamento della gestione amministrativa canonizzati dall’art.97 della Costituzione, a mente dell’art.16 della legge regionale n.36/’94 e del d.leg.vo n.502/’92 e s.m. è prioritariamente responsabile della sana e corretta gestione delle risorse dell’Azienda sanitaria al pari del Direttore Amministrativo che viene nominato a ricoprire tale ruolo, o almeno dovrebbe, proprio in virtù della particolare competenza e professionalità acquisita nel campo della direzione di strutture sanitarie pubbliche e/o private“.

La particolare negligenza e superficialità della condotta tenuta nella vicenda dall’ ASL Taranto, è dimostrata anche dalla circostanza per la quale l’azienda sanitaria locale tarantina, non solo ha continuato ad affidare il servizio per il 2006 alla SINCON senza preoccuparsi minimamente di procedere con una gara pubblica, ma ha anche persino accettato pedissequamente le condizioni economiche riportate nella proposta formulata dalla società in data 23.02.2006. Oculatezza e prudenza avrebbero dovuto ispirare anche la condotta del dott. Gallina, il quale, all’epoca dei fatti Dirigente Responsabile dell’Area Gestione Risorse Finanziarie dell’ ASL Taranto , ma anche questi aveva apposto parere favorevole alla delibera, senza porre in evidenza che il costo orario del servizio richiesto era notevolmente superiore rispetto a quello che l’Azienda, a parità di funzioni e prestazioni, sosteneva per il proprio personale dipendente.

Nella propria decisione in diritto la Procura regionale della  Corte dei Conti , ha espressamente rappresentato che del danno patito dalla Azienda sanitaria, individuato nella differenza tra il maggiore costo orario (€. 22,18) pagato alla SINCON per prestazioni di “data entry” e quello minore (€. 12,72) necessario per ottenere la stessa prestazione dal personale interno, devono “rispondere, per condotta gravemente colposa, gli amministratori e i dirigenti che hanno partecipato alla approvazione della delibera D.G. n.648 del 5.04.2006, con la quale, come più volte ricordato è stato affidato, in proroga, il servizio in questione alla SINCON, ovvero il Direttore Generale, il Direttore Amministrativo (Regione Puglia dr. Maccari), il Dirigente dell’Area Gestione del Patrimonio (dott. Palazzoquest’ultimo successivamente deceduto n.d.r.), nonché il Responsabile dell’Area Gestione Risorse finanziarie (dott. Gallina)”.

E’ evidente che la Procura regionale, in relazione alla partecipazione del convenuto Maccari Direttore amministrativo all’epoca dei fatti, all’approvazione della deliberazione, si è sostanzialmente riferita alla formulazione da parte di costui del parere favorevole nella veste di Direttore amministrativo, aggiungendo che “deve preliminarmente evidenziarsi l’inconsistenza della deduzione difensiva secondo cui egli sarebbe estraneo alla decisione del Direttore Generale perché si sarebbe limitato, al pari del Direttore sanitario, non convenuto in giudizio, ad esprimere il proprio parere favorevole all’adozione dell’atto deliberativo senza alcun apporto determinante“.

L’affermazione della Procura regionale della Corte dei Conti, secondo cui “il servizio di help desk di 2° livello fosse in realtà una prestazione di mero inserimento dati (“data entry”) nei programmi informatici dell’ASL TA 1, è confermata dalle dichiarazioni rese, nell’ambito delle indagini penali, da tutti i dipendenti della SINCON adibiti a tale servizio, i quali hanno anche unanimemente riferito che il vero servizio di help desk era quello di 1° livello, che veniva assicurato da un limitatissimo numero di dipendenti (cfr. pagg. 7 e segg. relazione prot. 21180/11 del 17.1.2011 del Nucleo Polizia Tributaria di Taranto – Sezione Tutela Spesa Pubblica – della Guardia di Finanza)“.

Al di là dell’ampollosità dei termini adoperati,  secondo la procura pugliese della Corte dei Conti la descrizione del servizio contenuta nella proposta di convenzione della SINCON, approvata con la deliberazione in contestazione ed individuato come “supporto operativo continuo on-site sulle procedure applicative”, assicurato da ben 50 dipendenti dislocati presso quasi tutti gli uffici dell’Azienda, rendeva già evidente che tale servizio non poteva che consistere in attività di base per il funzionamento degli applicativi informatici in esercizio presso l’Azienda stessa. Diversamente non si vede perché oltre a quello denominato “help desk di 2° livello”, ma garantito da un numero così alto di personale, nella stessa proposta di convenzione SINCON era anche previsto il servizio di help desk di 1° livello che prevedeva, come è prerogativa essenziale di una prestazione di tal genere, l’assistenza tecnica in caso di problematiche riguardanti la gestione del servizio informatico della ASL TA/1.”

La spiegazione della vicenda è ben esplicitata nell’allegata sentenza di seguito pubblicata:

Corte dei Conti Puglia_ SINCON

Sapete chi gestisce attualmente in appalto tutto il settore informatico ed il portale dell’ ASL Taranto ? La Consis un consorzio di società informatiche fondato proprio dalla SINCON, società che ne fa parte, che continua a fare affari alla faccia della legalità, nell’ ASL Taranto  nonostante quanto accaduto nel recente passsato nelle sovra-fatturazioni, continuando quindi a prosperare .

Ma non è questo il primo caso. Nei prossimi giorni infatti vi racconteremo e documenteremo un’altra analoga vicenda di fatturazioni “allegre” molto simile che vede “protagonisti” (se così possiamo chiamarli) questa volta il Comune di Taranto e la Sincon . E capirete tante altre cose…

 

LE PUNTATE DELL’INCHIESTA LE TROVATE NELL’APPOSITA SEZIONE “LE INCHIESTE DEL CORRIERE” (Vedi QUI

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