Processo Berlusconi & escort: oggi la Consulta valuterà se la legge Merlin è incostituzionale

Processo Berlusconi & escort: oggi la Consulta valuterà se la legge Merlin è incostituzionale

L’incostituzionalità è stata sollevata dai difensori di alcuni imputati nel processo a Bari sulle escort portate dall’imprenditore barese Gianpi Tarantini tra il 2008 e il 2009 nella residenze estiva in Sardegna dell’ex premier Berlusconi

ROMA – I giudici della Corte Costituzionale sono chiamati oggi a discutere e dirimere la questione relativa alla incostituzionalità della legge Merlin, sollevata dagli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto, difensori di Silvio Berlusconi, nel processo barese sulle escort portate tra il 2008 e il 2009 dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini nelle residenze estive dell’ex presidente del Consiglio dei ministri, Berlusconi, proprio mentre il vicepremier Matteo Salvini tornava a parlare  nei giorni scorsi di modifica della legge Merlin per la riapertura delle case chiuse,

Il sostituto procuratore generale Emanuele De Maria si era opposto all’eccezione di anticostituzionalità: “è un lavoro che fa soffrire chi lo esercita – aveva detto – per questo, che lo di eserciti in locali di lusso o per strada, la sostanza non cambia“. Secondo il magistrato chi si prostituisce, di fatto, rinuncia alla libertà di scegliere.

Berlusconi era stato rinviato a giudizio  lo scorso  16 novembre dalla giudice Rosa Anna Depalo, secondo la quale “Il più delle volte al pagamento delle prestazioni” sessuali delle escort reclutate da Gianpaolo Tarantiniprovvedeva lo stesso Berlusconi: e ciò non era propriamente indifferente per la reputazione interna ed internazionale di un presidente del Consiglio”. È questo il motivo per cui Silvio Berlusconi avrebbe mantenuto e pagato Tarantini inducendolo a mentire ai pm baresi che indagavano sulle escort.

La giudice Depalo prima di disporre il rinvio a giudizio aveva affrontato le questioni relative alla competenza del Tribunale dei ministri e all’incompetenza territoriale, escludendo la prima e ribadendo la seconda. Dal procedimento giudiziario in corso era stata già stralciata e trasmessa per competenza alla Procura di Napoli, la posizione di Valter Lavitola, il quale – secondo i pm baresi – avrebbe fatto da tramite tra Berlusconi e Tarantini. I difensori di Berlusconi erano convinti che il giudice avrebbe tenuto conto dell’impegno politico del presidente , sostenendo “che questo processo non durerà molto e sarà un processo tranquillo, finalizzato al l’esclusivo accertamento della verità“., dimenticando che la Legge è e deve essere uguale per tutti. Anche per chi li ha portati in Parlamento.

la Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale dovrà quindi valutare oggi l’incostituzionalità della legge nella parte in cui punisce coloro che reclutano ragazze che hanno deciso di prostituirsi liberamente. Si sono costituite in giudizio  contro tale ipotesi otto associazioni femministe e persino  la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il processo d’appello a Bari nei confronti dei quattro imputati  già condannati in primo grado per reclutamento e favoreggiamento della prostituzione: Gianpaolo Tarantini, condannato a 7 anni e 10 mesi, accusato di aver portato 26 giovani donne affinché si prostituissero al leader di Forza Italia, Sabina Began un anno e 4 mesi , ‘l’ape regina’ dei party berlusconiani, Massimiliano Verdoscia (3 anni e sei mesi)  e il pr milanese Peter Faraone (due anni e sei mesi) ,  entrambi amici di ‘Gianpi‘,  ì è stato infatti sospeso in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla questione.

I giudici del Tribunale  di Bari avevano trasmesso gli atti alla procura perchè valutasse la posizione di Silvio Berlusconi sull’ipotesi che abbia messo in atto azioni per intralcio alla giustizia. Atti in procura anche per valutare l’ipotesi di reato di falsa testimonianza nei confronti di alcune delle ragazze portate da Gianpaolo Tarantini nelle ville di Silvio Berlusconi affinché si prostituissero.

Sulla ipotesi che Berlusconi abbia poi pagato Tarantini perché fornisse una falsa testimonianza ai magistrati baresi che indagavano sulla vicenda delle escort, pende dinanzi al Tribunale di Bari un altro processo nei confronti dell’ex premier Berlusconi, imputato per induzione rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Il processo rinviato su richiesta della difesa di  Silvio Berlusconi  a dopo le elezioni Europee,  inizierà il prossimo 17 giugno. Si tratta di Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Ioana Visan, Barbara Montereale e Dino Mastromarco, quest’ultimo ex autista di Gianpaolo Tarantini. Due di loro, Patrizia D’Addario Terry De Nicolo, si sono costitute parti civili. In primo grado infatti i giudici non avevano riconosciuto loro alcun risarcimento.

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