Polverino dell’ILVA nella discarica Cisma di Agusta. Legambiente: “Un conferimento a settimana”. E chi sapeva taceva…..

Polverino dell’ILVA nella discarica Cisma di Agusta. Legambiente: “Un conferimento a settimana”. E chi sapeva taceva…..

schermata-2016-11-13-alle-00-42-58La protesta viene da Legambiente Sicilia che grida allo scandalo. ”Da un mese– spiega Enzo Parisi  esponente di Legambientedalla città pugliese partono autotreni carichi di polverino, con spedizioni settimanali” I camion vengono imbarcati al porto sulla nave “Eurocargo Livorno” e sbarcati a Catania per poi proseguire a metà strada tra Augusta e Melilli verso la Cisma. In totale ogni spedizione ammonta a circa 900 tonnellate di polverino che gli elettrofiltri trattengono dai fumi dell’altoforno”. Secondo Parisi, la scelta di far sbarcare i camion a Catania, potrebbe essere un chiaro tentativo di evitare che si riaccendano le proteste che la vicenda già aveva sollevata l’anno scorso.

“Non sappiamo – sostiene Legambiente se la scelta di operare in questo modo, certamente più complicato e costoso della semplice spedizione via nave direttamente al porto di Augusta, dipenda dal tentativo di sviare l’attenzione per evitare le proteste che la vicenda sollevò l’anno scorso, oppure anche dall’eco dell’inchiesta della magistratura di Potenza che ha messo in luce le connessioni tra le aziende legate al business, l’allora commissario dell’autorità portuale e i cosiddetti furbetti del quartierino i cui interessi ruotavano attorno al porto di Augusta. Neppure è noto se l’assessore regionale all’ambiente, Croce, quello all’energia e rifiuti, Contrafatto, e lo stesso presidente della Regione, Crocetta, sappiano e – se necessario –- abbiano eventualmente autorizzato l’importazione di questi rifiuti speciali”.

cdG eurocargo livorno“Oggi dobbiamo nuovamente segnalare – continua l’associazione – che la discarica Cisma , dopo aver accolto in questi ultimi mesi, grazie alle ordinanze del presidente Crocetta, i rifiuti urbani di diverse decine di comuni siciliani vicini e lontani, ha ripreso a ricevere e a smaltire il polverino che gli elettrofiltri trattengono dai fumi dell’altoforno dell’ILVA, . Infatti, da circa un mese partono da Taranto, con spedizioni settimanali, una trentina di autotreni carichi di polverino. I camion vengono imbarcati al porto di Taranto sulla nave “Eurocargo Livorno” e sbarcati a Catania per poi proseguire su strada per la Cisma. In totale ogni spedizione ammonta a circa 900 tonnellate. Qualora, come emerse nel 2015, complessivamente il quantitativo da smaltire fosse rimasto di 100.000 tonnellate, i viaggi andranno avanti per molti mesi. Erano e rimangono inspiegabili le ragioni per cui chi amministra l’ILVA su mandato del Governo ha deciso di scaricare i suoi rifiuti lontano dalla Puglia e in una zona già gravemente malata”.

” Qualora, come emerse nel 2015 – continua l’esponente ambientalista – complessivamente il quantitativo da smaltire fosse rimasto di 100.000 tonnellate, i viaggi andranno avanti per molti mesiErano e rimangono inspiegabili le ragioni per cui chi amministra l’ILVA su mandato del governo ha deciso di scaricare i suoi rifiuti lontano dalla Puglia e in una zona già gravemente malata”.

“Ci chiedevamo prosegue l’associazione ambientalista – con quale criterio le autorità competenti avessero autorizzato il trasferimento di questi rifiuti dalla Puglia alla Sicilia, per poi smaltirli in un’area ad alto rischio ambientale e Sito di Interesse Nazionale (SIN) ai fini delle bonifiche che ha impellente e vitale bisogno di bonificare e di eliminare i propri rifiuti industriali piuttosto che accogliere quelli di altri. Alle proteste per l’inaccettabile e insopportabile operazione erano seguite da più parti le prese di posizione contrarie allo smaltimento di questi rifiuti speciali nel già martoriato triangolo Augusta / Priolo / Melilli, l’apertura di un’inchiesta della Procura e le interrogazioni parlamentari”.

nella foto Gianluca Galletti

nella foto il ministro Galletti

Rispondendo ad una di queste interrogazioni – spiega Legambiente – il ministro dell’Ambiente Galletti aveva tra l’ altro affermato che “Relativamente al trasferimento dei materiali provenienti dall’Ilva in una discarica presso Augusta, sulla base delle informazioni che abbiamo acquisito dal commissario Ilva Corrado Carruba per rispondere all’interrogazione, i rifiuti in questione sono stati classificati e caratterizzati dal produttore come rifiuti non pericolosi, prodotti dal trattamento dei fumi. Ad oggi non risulta al mio Dicastero alcuna segnalazione in merito da parte delle competenti autorità di controllo locali, provincia e ARPA. Inoltre la discarica in cui i rifiuti sono stati conferiti è esterna al perimetro del SIN sulla base della cartografia disponibile. Secondo le informazioni fornite dall’Ilva, il materiale per l’esattezza 9.142 tonnellate è stato inviato in Sicilia in via transitoria. È infatti previsto che i rifiuti saranno smaltiti presso il sito Ilva una volta attuato il piano di gestione dei rifiuti aziendali e l’avvio dei nuovi impianti autorizzati in discarica, così com’è stato previsto peraltro nel decreto Ilva del gennaio scorso”.

“Ci permettiamo di far notare al Ministro Galletti  che non basta dire che la discarica Cismaè esterna al perimetro del SIN” per ridurre l’impatto di un’operazione che rimane insopportabile per il territorio – prosegue la nota di Legambiente Augusta – e, non avendolo peraltro mai creduto, contestiamo vivamente che lo smaltimento di questi rifiuti speciali sia stato fatto “in via transitoria” per poi essere “smaltiti presso il sito Ilva una volta attuato il piano di gestione dei rifiuti aziendali e l’ avvio dei nuovi impianti autorizzati in discarica”. In verità il polverino d’altoforno – a distanza di oltre un anno e mezzo – è ancora qui, sicuramente qui rimarrà e l’operazione ha subito un lungo stop forse solo per il clamore suscitato dalla vicenda con i suoi relativi effetti collaterali”.

Legambiente reputa paradossale che Rosario Crocetta il presidente della Regione Sicilia, mentre da un lato “si affanna a cercare all’estero e fuori regione chi è disponibile a prendersi circa 180.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani trattati prodotti dai siciliani e dall’altro non sappia che sul suolo dell’isola vengono scaricati rifiuti ben più “indigeribili” ed in quantità così rilevante”

CdG blu star1“Nel contempo già due spedizioni di RSU trattati ed imballati sono partite per nave da Augusta per Varna in Bulgaria, destinate alla cementeria di Plovdiv. La prima di 5.000 tonnellate ad agosto con la nave “Blue Star I” e la seconda di 3.000 tonnellate a fine ottobre con la “St. Constantine”.

Indice puntato contro le istituzioni,assenti e indifferenti, mentre la stagione dell’attacco al territorio resta aperta, con ulteriori inceneritori e discariche da concentrare nel triangolo industriale già avvelenato”. Ecco svelato cosa venivano a fare le navi dell’armatore Grimaldi a Taranto, annunciate e “strombazzate” in pompa magna da Sergio Prete presidente dell’ Autorità Portuale di Taranto insieme al suo “storico” sponsor: il sindaco uscente di Taranto Ippazio Stefàno.

CdG grimaldi_prete_stefano

“Legambiente Augustaconclude l’associazione – torna a chiedere al presidente del consiglio Renzi, al governo Crocetta, al ministro dell’ambiente Galletti, al ministro dello sviluppo economico Calenda al cui dicastero compete la nomina dei commissari ILVA, ai deputati regionali e nazionali, alle amministrazioni locali di attivarsi subito in difesa della salute dei cittadini dell’area Augusta, Priolo e Melilli e di non permettere che altre violenze vengano commesse nei confronti della popolazione e del territorio”.

CdG Avvenire:porto agusta

Per questo “fastidio”…la  Grimaldi che non ha altro tipo di carico da Taranto,  potrebbe aver chiesto qualcosa in cambio? Magari quella concessione che non ha ottenuto di recente al Porto di Brindisi?Sergio Prete il Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto,   immeritatamente riconfermato nei giorni scorsi   sarebbe il garante dell’operazione e si spiega tutta la pubblicità positiva a Grimaldi, che in realtà non porta alcun container e tantomeno sviluppo al porto? Ma, chi coinvolge Grimaldi in qusta operazione? Forse il gruppo Campostano di Savona, al quale tutte le volte che c’è un traffico sensibile (e molto remunerativo) i commissari assegnano il lavoro in esclusiva, dopo tutto quello che ha rappresentato per Riva ed il porto ? Con tanti saluti ai lavoratori ex Tct ed agli operatori locali come il Consorzio Ulisse che avevano presentato un progetto di rilancio per la gestione del Porto. Ma i sindacati non dicono nulla ? Non fanno nulla per proteggere il lavoro locale ?

Sembra che di fatto non interessi a nessuno delle sorti del porto di Taranto e delle imprese tarantine e le ingiustizie ( e le operazioni torbide) continuano dietro le quinte.  Come farà mai questo Porto a svoltare in questa maniera. Solo con gli annunci “turistici” ad effetto  ed i plastici dei progetti in cui l’attualePresidente l’ Autorità Portuale eccelle….???

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