Minniti a Foggia: “Risposta dello Stato durissima”. Dopo la strage del Gargano, arrivano 192 uomini

Minniti a Foggia: “Risposta dello Stato durissima”. Dopo la strage del Gargano, arrivano 192 uomini

Il Ministro dell’ Interno del Viminale a Foggia dopo l’agguato in cui hanno perso la vita quattro persone, fra i quali due contadini uccisi solo perchè avevano visto i killer dell’agguato : “Lo Stato deve rispondere quando muoiono persone inermi e innocenti, “

ROMA –  “‘ Questa è una grande questione del Paese“, ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti a Foggia “di fronte a questa sfida ci sarà una risposta senza precedenti“. A San Severo, ha annunciato in conferenza stampa il ministro , verrà costituito  ed insediato stabilmente un Reparto prevenzione crimine e così la Puglia, insieme con la Calabria, sarà l’unica regione ad avere sul proprio territorio tre reparti di questo tipo.”Il controllo del territorio è la prima risposta: 192 unità aggiuntive arriveranno in provincia di Foggia, la prima parte già immediatamente“, e fra loro anche “24 appartenenti ai Cacciatori di Calabria“, un reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri. Si tratta di “uomini dei reparti prevenzione e anticrimine della Polizia di Stato, delle compagnie di intervento dei Carabinieri, dei baschi verdi della Guardia di Finanza. Il loro compito sarà saturare il territorio“.

Questa l’immediata ferma risposta dello Stato annunciata al termine della riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltosi ieri in prefettura a Foggia, dopo l’uccisione di cittadini inermi e innocenti perché “la lotta contro le mafie è una grande battaglia di civiltà“. Con queste parole il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha illustrato in sintesi la reazione dello Stato alla sfida mafiosa, manifestata con la strage del giorno prima nei pressi della vecchia stazione ferroviaria di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, in cui sono state uccise quattro persone: il boss Mario Luciano Romito, cinquant’anni, il cognato che gli faceva da autista e guardaspalla, Matteo De Palma, di 44 anni, e due fratelli contadini uccisi probabilmente perchè testimoni inconsapevoli dell’ agguato mortale: Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e di 43 anni.

I Carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno ascoltato nel corso della notte e anche nella giornata numerose persone tra amici e parenti delle vittime, eseguendo perquisizioni, ma finora non sarebbero emersi elementi utili alle indagini sulla strage.

In Puglia verranno trasferiti anche reparti speciali delle forze di Polizia.  affiancati investigatori dello Sco della Polizia, del Ros dei Carabinieri e dello Scico della Guardia di Finanza. “L’obiettivo che ci siamo dati – ha aggiunto il ministro Minnitiè che ogni due mesi ci riuniremo qui per fare il punto della situazione“. Don Luigi Ciotti ha reso noto che “Foggia sarà sede della grande manifestazione di commemorazione delle vittime della mafia” organizzata da Libera per il prossimo 21 marzo.  “Ora è tutto il Gargano che combatte la mafia“, ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano commentando l’iniziativa.

Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che ha partecipato al vertice di Foggia ha commentato  “Quella contro la criminalità organizzata è una battaglia che si deve combattere uniti  tutti insieme per la propria parte: le istituzioni, schierate compatte su questa trincea, e i cittadini, quella stragrande maggioranza che non intende girare lo sguardo. Altrimenti non si vince“.

“Oggi lo scontro si è acceso attorno al traffico di stupefacenti – ha detto ieri il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ai microfoni di Radio Rai  – in particolare di droghe  leggere dall’Albania. Un affare colossale che scatena gli appetiti dei clan e che investe, partendo dal Foggiano, tutta la dorsale adriatica fino all’Europa. La mafia foggiana è una costola della camorra napoletana” aggiungendo “La criminalità pugliese, e in particolare questa efferatissima forma di criminalità foggiana, è stata considerata troppo a lungo una ‘mafia di serie B‘”.

Finalmente una risposta immediata e concreto dello Stato quella attivata in sole 24 ore del ministro Minniti, dopo che il suo predecessore aveva assistito finora inerme alla crescita della malavita nel foggiano nonostante le statistiche della D.I.A. e le inutili visite di “passerella” fatte in Puglia dall’ex ministro dell’interno Angelino Alfano.

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