Il Csm apre nuovo fascicolo sul magistrato Abate. Il ministro Orlando: “Abate ha omesso la tempestiva iscrizione dei Riva nel registro degli indagati”

Il Csm apre nuovo fascicolo sul magistrato Abate. Il ministro Orlando: “Abate ha omesso la tempestiva iscrizione dei Riva nel registro degli indagati”

Il Guardasigilli Andrea Orlando

nella foto il ministro Andrea Orlando

ROMA – Il pm Agostino Abate, un magistrato campano letteralmente  innamorato di Maradona (memorabile il finale di un suo strenuo interrogatorio con un “tangentaro” della Dc, a parlare del campione argentino), ha coordinato inchieste su mazzette tra i politici e criminalità organizzata. Lo scorso fine anno, con un provvedimento del Csm dalle durissime motivazioni, Abate venne trasferito a Como in conseguenza diretta del caso Macchi per le “negligenze” e le “gravi violazioni“, per “aver omesso atti che gli incombevano” e per “aver arrecato indebito vantaggio all’ignoto autore del reato“, un caso giudiziario rimasto insoluto per 29 anni finché le indagini non sono passate alla procura generale di Milano.

Il magistrato Agostino Abate è nuovamente oggetto di un procedimento disciplinare al Consiglio superiore della magistratura anche per il caso dell’imprenditore Sandro Polita, ritrovatosi sotto inchiesta per “bancarotta” dopo che lui stesso aveva denunciato presunte irregolarità contabili da parte dei soggetti da cui aveva acquistato una clinica.

CdG pm Abate

nella foto il pm Agostino Abate

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha esercitato l’azione disciplinare nei confronti dell’ Abate con una comunicazione ufficiale che risale allo scorso gennaio, ma soltanto adesso lo stesso Polita e i suoi legali, gli avvocati Ivano Chiesa e Valerio Onida, ne hanno avuto conoscenza, dopo aver fatto espressa richiesta di accesso agli atti proprio al Csm. Una novità questa che può rappresentare una svolta nello stesso processo che si sta celebrando a Varese dove il procedimento per bancarotta è arrivato in udienza preliminare di fronte al gip Stefano Sala, nonostante le richieste della difesa di fermarlo proprio perché “la stessa indagine è sottoposta a indagine”.

Abate e la famiglia Riva. Ma il magistrato Abate secondo il Ministro della Giustizia,  ha “omesso la tempestiva iscrizione nel registro degli indagati, con l’indicazione delle persone a cui il reato è attribuito disponendo di fatto l’archiviazione di una notizia di reato,” sottraendola al controllo del giudice. Notizia di reato relativa a “un’informativa dell’Agenzia delle Entrate a carico della famiglia Riva”, vecchi proprietari de “La Quiete”, gli stessi proprietari dell’ ILVA spa ora in amministrazione straordinaria “per reati fiscali, con sottrazione all’erario di un carico fiscale di 918mila euro”.

Inoltre il pm Abate, si legge nei capi d’accusa a suo carico “ometteva senza giustificato motivo di svolgere gli accertamenti disposti dal gip” sulla vicenda dell’Hotel Capolago, un altro filone della denuncia di Polita, su cui Abate aveva  invece richiesto l’archiviazione.

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