Ecco cosa succede quando il M5S governa una città: a Roma si dimettono il capo di gabinetto e l’assessore al bilancio

Ecco cosa succede quando il M5S governa una città: a Roma si dimettono il capo di gabinetto  e l’assessore al bilancio

Il capo di gabinetto di Roma Capitale, il magistrato Carla Raineri, e l’assessore al bilancio Marcello Minenna, non saranno più nel team voluto dal nuovo sindaco Virginia Raggi. Il sindaco di Roma in seguito a un parere richiesto all’Anac, ha revocato il mandato al capo di gabinetto, Carla Romana Raineri. L’ Autorità nazionale anti corruzione guidata da Raffaele Cantone, ha esaminato le carte, e dichiarato che la nomina di Carla Romana Raineri a capo di gabinetto va rivista in quanto “la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l’articolo 90 Tuel” e “l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 Tuel è da ritenersi impropria”, circostanze queste che confermano l’incapacità della Raggi e del suo team di consulenti e “consigliori” controllati da una società privata e cioè la Casaleggio & Associati, ad amministrare la vita pubblica della Capitale.

Carla Raineri (a sinistra), ex capo di gabinetto, con la sindaca di Roma Raggi

nella foto a sinistra Carla Raineri , ex capo di gabinetto, con la sindaca di Roma Virginia Raggi

 Virginia Raggi e Marcello Minenna

nella foto Virginia Raggi e Marcello Minenna

Nello stesso tempo si è dimesso anche Marcello Minenna assessore capitolino al Bilancio e alle partecipate della Giunta Raggi-M5S . Le dimissioni sarebbero state decise a seguito della scelta del sindaco di Roma di revocare la nomina di Carla Romana Raineri, da lui indicata. L’assessore al Bilancio da giorni aveva prospettato questa possibilità, di fronte ai dubbi della sindaca sulla sua nomina. Minenna ha più volte dichiarato di aver scelto di rimanere a lavorare con la giunta pentastellata dopo la fine della fase commissariale in virtù della delega piena su dicastero e nomine riconosciutagli da Raggi.

La Raggi ha spiegato con un post su Facebook  le ragioni della scelta nel dettaglio. “Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il “palazzo” deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro“. Piccolo particolare, la Raggi dimentica che Minenna e la Rainieri in realtà li aveva scelti proprio lei .

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La sindaca Virginia Raggi, intanto, non  ha partecipato al consiglio comunale odierno in programma dalle ore 15,  mentre è stata annullata la Giunta, che era sempre in programma per oggi. La Raggi, a quanto si apprende, sta tenendo una riunione in Campidoglio con alcuni suoi assessori ed esponenti della maggioranza M5S in consiglio comunale. “Siamo al lavoro per trovare personalità di rilevo per il rilancio della città. Non ci fermiamo“, ha detto il sindaco. Sono solo passati 70 giorni dalla nomina della giunta capitolina.

Sembrerebbe che l’Anac nel suo parere abbia chiarito e spiegato che c’è stata un’applicazione errata e contraddittoria del Testo unico enti locali nei pareri resi su richiesta del sindaco di Roma, Virginia Raggi,dall’avvocatura del Comune di Roma, sulla nomina di Carla Raineri a capo di gabinetto, ha sovrapposto norme che disciplinano situazioni diverse. Tale errata applicazione sarebbe alla base anche della delibera con cui è stato determinato il compenso della Raineri.

nella foto da sinistra Virginia Raggi e Paola Taverna (M5S)

nella foto da sinistra Virginia Raggi e Paola Taverna (M5S)

Immediato il commento di Francesca De Vito, grillina della prima ora e sorella del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello. L’attivista del M5S , che già aveva attaccato le nomine della sindaca Raggi e del vice Daniele Frongia,  condivide su Facebook la notizia della doppia dimissione: “Senza parole. Se la qualità non si capisce… allora cosa? Adesso qualcuno mi venisse a dire che avevo torto!“. In tarda mattinata era arrivato anche il commento di Paola Taverna senatrice romana del M5s , membro del mini-direttorio affiancato alla Raggi dal Movimento cinquestelle, “Apprendo la notizia dai giornali. Siamo in attesa di conoscere le motivazioni. Certo è che se la giudice Raineri e l’assessore Minenna dovessero formalizzare le loro dimissioni, questo rappresenterebbe una gigante perdita per la giunta. Sono due figure la cui professionalità è riconosciuta a livello internazionale e sarebbe un duro colpo“, ha dichiarato la Taverna all’agenzia Adnkronos.

Nel primo pomeriggio si è appreso che la nomina di Carla Raineri a capo di gabinetto di Roma Capitale sarà oggetto di accertamenti da parte della Procura della Repubblica sulla base di un esposto depositato oggi da Fratelli d’ Italia nel quale si ipotizza il reato di abuso d’ufficio. L’azione legale, legata anche ai compensi assegnati, era stata annunciata il 23 agosto scorso e riguardava non solo la nomina di Raineri, ma anche quella di Salvatore Romeo capo della segreteria del sindaco Raggi. Legittimo chiedersi se questo sarebbe un buon Sindaco di Roma Capitale ? Ma evidentemente questo è il modo di amministrare la vita pubblica da parte dei rappresentanti del M5S….

Virginia Raggi e Daniele Frongia

nella foto Virginia Raggi ed il suo vice Daniele Frongia

Renzi e le OlimpiadiRispetto il lavoro del sindaco, ha vinto lei, a lei onori e oneri – ha commentato Matteo Renzi a Rtl, rispondendo a una domanda sulle dimissioni – non metto bocca sulla squadra, chi vince ha la responsabilità e il dovere di governare“. Il presidente del consiglio ha parlato questa mattina della candidatura di Roma per i Giochi olimpionici del 2024: “Le Olimpiadi sono una cosa fantastica. Consentono un investimento sul futuro delle città. Io non avrei alcun dubbio“, ha detto il premier. “O sì o no. Se Raggi non firma la lettera Roma è fuori. La mia impressione è che noi siamo in testa in questo momento. Dire di no alle Olimpiadi sarebbe un atto molto triste“, spiega il presidente del Consiglio. “Spero che la sindaca Raggi prosegua su quello che abbiamo già deciso a livello istituzionale ma se dirà di no ne prenderemo atto. Scelgano i cinque stelle cosa fare, tocca a loro. Non farò atti lesivi sull’autonomia su Roma o di altre città“, aggiunge il premier, “se dirà di no vorrà dire che in futuro candideremo altre città“.

 

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