Ecco come Emiliano e Melucci hanno “scelto” assessori e consulenti…

Ecco come Emiliano e Melucci hanno “scelto” assessori e consulenti…

ROMA – Il magistrato (in aspettativa) Michele Emiliano  durante la scorsa primavera-estate, allorquando cercava di affermarsi come “leader” politico candidandosi alle primarie nel Partito Democratico , mentiva dinnanzi alla Commissione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura (dove lo abbiamo sentito con le nostre orecchie e registrato) sostenendo che “nessun mio assessore è mai stato coinvolto in vicende giudiziarie“, spacciandosi come “uomo delle istituzioni” venendo però puntualmente smentito dagli elementi contrapposti  dall’ accusa, rappresentata dal sostituto Procuratore Generale della Corte di Cassazione.

Emiliano e Mazzarano

Infatti il suo “caro” neo-assessore Mazzarano, all’epoca dei fatti capogruppo del Pd al Consiglio Regionale Puglia era stato rinviato a giudizio (processo da cui si è salvato grazie all’intervenuta prescrizione n.d.r.) per “finanziamento illecito ai partiti” avendo richiesto ed ottenuto un contributo (accertato e mai dichiarato) dal faccendiere barese Gianpaolo Tarantini, con cui aveva finanziato la Festa dell’ Unità a Massafra  , feudo… elettorale del Mazzarano, in cui l’anno successivo alla sua immeritata elezione alla Regione, la lista del Partito Democratico alle elezioni comunali aveva ottenuto appena il 7 per cento, cioè il minimo storico ottenuto dal Pd nelle comunali in tutt’ Italia !

Ancora una volta è il CORRIERE DEL GIORNO a scoprire e rivelare ai propri lettori la verità che pur essendo sotto gli occhi di tutti, in molti giornali e giornalisti (con la complicità silente dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia e l’ Assostampa di Puglia) hanno sinora cercato di nascondere pur di raggiungere qualche salto di carriera, uno stipendio a mese, o in un caso il palcoscenico nazionale. Ecco quindi cari lettori chi sono gli “adepti” della corrente di Michele Emiliano.

La nomina di Massimiliano Motolese, ad mesi assessore ai  fondi strategici, società partecipate ed innovazione del Comune di Taranto, non è stata meritata da un proprio consenso ottenuto in termini di voti, ma bensì “ereditato” dalla madre Carmela Galluzzo Motolese, consigliera del Partito Democratico  nell’attuale consiliatura  comunale, nomina che era stata preceduta da un incarico-assunzione del giovane “figlio di mamma” ricevuta,  proprio dal gruppo del Partito Democratico al Consiglio Regionale della Puglia (sotto la guida di Michele Mazzarano n.d.r), a cui aveva fatto seguito l’incarico di “Consulente tecnico” dell’  Autorità di gestione della Regione Puglia.

Ma evidentemente Motolese non ha buona memoria…. o probabilmente ha preferito perderla manifestando tutta la sua (in)coerenza, prima di essere accontentato dagli amici della cara “mammina”. Il giovanotto infatti soltanto qualche anno prima non aveva molta stima e simpatia per il Partito Democratico,  come testimonia un suo tweet ancor’oggi presente sul suo account, definendola “la loggia massonica #Pd” salvo poi evidentemente cambiare idea.

Michele Emiliano e Michele Mascellaro

L’altra “assunzione pubblica”  a spese del contribuente voluta ed ottenuta dalla banda (pardon…corrente !) Emiliano, in spregio alle vigenti normative deontologiche giornalistiche, è stata quella di Michele Mascellaro, giornalista barese-portaborse-ventriloquo  “tuttofare” di Michele Mazzarano, di cui questo giornale vi ha già offerto a suo tempo le gesta poco edificanti, allorquando dirigendo il quotidiano tarantino Taranto Buona Se era al “servizio permanente effettivo” di Girolamo Archina il grande corruttore di giornalisti e politici per contro della famiglia RIVA, all’epoca dei fatti proprietaria dell’ ILVA, successivamente imputato e “protagonista” del noto processo in corso “Ambiente Svenduto”. Di Mascellaro (guarda QUI) potete leggervi come intendeva il giornalismo libero (???) ed (in)dipendente !

Ebbene Mascellaro mentre continuava ad essere giornalista (“responsabile della redazione di Bari”) del quotidiano Taranto Buona Sera edito dalle società cooperativa Dossier (prima) e cooperativa Sparta (poi) con sede legale a Grottaglie (Taranto) che gli hanno pagato lo stipendio, due anni fa  si  è fatto assumere contemporaneamente dal Gruppo PD alla Regione Puglia, come si legge in un articolo dell’edizione barese del Corriere del Mezzogiorno-Corriere della Sera  in cui il Pd con suo comunicato rendeva noto che “Accogliendo l’invito dell’Associazione della Stampa di Puglia, i nominativi per l’ufficio stampa sono stati selezionati tra i giornalisti iscritti all’Ordine. Tra i vari curricula esaminati la scelta è ricaduta su Carmen Carbonara, Giovanni Dello Iacovo, Michele Mascellaro“.

Come può un giornalista essere alle dipendenze di un quotidiano (che fino a poco prima dirigeva !)  e contemporaneamente dipendente di un Partito? Se qualcuno ce lo vuole spiegare, noi siamo a sua completa disposizione. Documenti alla mano però !

 

Evidentemente all’ Ordine dei Giornalisti di Bari, all’ Assostampa di Puglia, ed al Presidente della Regione Puglia deve essere sfuggito….. quanto contemplato nell’ articolo 2 (fondamenti ideologici) del  Testo Unico dei Doveri del Giornalista (leggi QUI) : “Il giornalista accetta indicazioni e direttive soltanto dalle gerarchie redazionali, purché le disposizioni non siano contrarie alla legge professionale, al Contratto nazionale di lavoro e alla deontologia professionale….né accetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma (pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, regali, vacanze e viaggi gratuiti) che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità”. Infatti non a caso dinnanzi al Consiglio di Disciplina dell’ ordine dei Giornalisti pugliesi pende da anni, ancora oggi aperto, un procedimento a carico di Mascellaro il quale non ha mai inteso presentarsi e farsi giudicare, al contrario di altri due sfortunati colleghi tarantini.

Chissà cosa ne penserà il Presidente del Tribunale di Bari, che ha da poco nominato il nuovo Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia, affidandone la presidenza a Nicola Colaianni, un ex magistrato.

O forse la circostanza che nel settembre 2013 il nome di Colaianni era  stato indicato dal Partito Democratico come membro “laico” del CSM, (senza però raggiungere i voti necessari) aiuterà Mascellaro ad evitare il procedimento disciplinare ?

 

AGGIORNAMENTO. L’ assessore “di mammà”, Massimiliano Motolese dopo il nostro articolo ha eliminato dal proprio account Twitter  (che noi abbiamo salvato) il commento “la loggia massonica #Pd”  con cui definiva il Partito Democratico , parlando di chi sinora gli ha dato da mangiare e lavorare. Evidentemente la coerenza ed il coraggio gli mancano. Un classico “leone da tastiera”….!

 

 

 

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