Dopo l’inchiesta ALIAS, la DDA di Lecce continua con “ALIAS DUE”. E non è finita….

Dopo l’inchiesta ALIAS, la DDA di Lecce continua con “ALIAS DUE”. E non è finita….

Coinvolti nell’operazione il consigliere comunale Pasqua Giuseppina Castelleneta e la famiglia di Fabrizio Pomes

Alle prime ore di questa mattina gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Taranto, in collaborazione con il GICO della Guardia di Finanza di Lecce, ha dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia guidata egregiamente dal dr. Cataldo Motta, a carico di ZAMINO Massimo, di anni 47 e di NUZZO Gianluca, di anni 38 entrambi pregiudicati, il primo per concorso in associazione di stampo mafioso, danneggiamenti, accensioni ed esplosioni pericolose, detenzione di arma da fuoco ed il secondo per concorso in associazione di stampo mafioso, ricettazione e detenzione di arma da fuoco.

Paqua Giuseppina Castellaneta

nella foto il consigliere comunale e provinciale     Pasqua Giuseppina Castellaneta

Nel corso della stessa operazione, denominata “Alias 2” per rappresentare il suo collegamento con la precedente, si è proceduto anche all’esecuzione del sequestro preventivo su una serie di beni a carico del consigliere comunale e provinciale di Taranto Pasqua Giuseppina Castellaneta che con un diploma di terza media,   dopo essere stata eletta nel movimento di Cito, da alcuni mesi incredibilmente è passata  nelle file dell’ NCD (cioè il partito dell’attuale ministro dell’ Interno Angelino Alfano),  Angela De Vitis, Michele De Vitis, Paolo De Vitis, Santa De Vitis, Cosimo D’Oronzo, Francesco Lattarulo, Mariangela Macrì, Fabio Marcucci,  Fabio Murianni, Santa Orlando, Cristina Pomes , Vincenzo Fabrizio Pomes,  Giuditta Tauro.

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Il valore economico complessivo dei beni sequestrati, tra autoveicoli e motoveicoli, società, unità immobiliari, terreni e fabbricati, supera i 3 milioni di euro, escluso il saldo dei conti correnti. Gli accertamenti patrimoniali sul conto dei soggetti sopraindicati hanno consentito di accertare l’esistenza di una consistente sproporzione del valore dei beni posseduti rispetto al reddito dichiarato o all’attività economica svolta. Sequestrate anche delle società fra cui la “r” che figurava nell’associazione tempoanea d’imprese che gestiva il centro sportivo “Magna Grecia” guidata da Fabrizio Pomes,  la “Falanto servizi” e la “Amnesia” costituita appositamente dalle famiglie D’ Oronzo-De Vitis per la gestione di un bar.

Schermata 2015-05-15 alle 15.35.51L’operazione “ALIAS 2” si pone a completamento dell’operazione “ALIAS” culminata il 6 ottobre scorso con la esecuzione di 52 misure cautelari personali emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Lecce, su richiesta di quella D.D.A., per associazione di stampo mafioso, estorsioni, omicidio, detenzione di armi, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ed altri gravi reati.

Come si ricorderà l’operazione consentì di disarticolare il noto gruppo criminale locale facente capo ai boss OrlandoSchermata 2015-05-15 alle 15.36.02 e Nicola De Vitis entrambi tutt’ora detenuti. L’operazione “ALIAS 2” veniva avviata, ancora prima della esecuzione delle dette misure cautelari, a seguito di alcuni episodi criminosi verificatisi nel frattempo nel capoluogo. Veniva in particolare accertata , fra l’altro, la posizione, in qualità di partecipi al sodalizio mafioso di  Massimo Zamino e di  Gianluca Nuzzo, entrambi pregiudicati.

 

Emergeva in particolare che i medesimi venivano incaricati in più occasioni dal consorzio criminale in argomento di recuperare crediti dai soggetti riottosi ai pagamenti, non disdegnando in tali circostanze – sempre su indicazioni dei vertici dell’organizzazione – anche il ricorso a forme di violenza. Le indagini hanno inoltre documentato la responsabilità dello Zamino e del Nuzzo, quali esecutori materiali, in concorso con il Lattarulo (mandante), dell’attentato ai danni della sala giochi “Fullgame”, sita in via Principe Amedeo 312, avvenuto nel giugno del 2013. E’ emersa altresì la responsabilità dello Zamino e del Lattarulo, il primo quale autore materiale ed il secondo quale mandante, nell’esplosione di vari colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’attività commerciale “CGM Motor”, ubicata in via Temenide .

L’esito delle nuove indagini ha riconfermato i collegamenti fra l’organizzazione criminale facente capo al duo D’Oronzo -De Vitis ed alcuni esponenti della famiglia della “ndrangheta” calabrese dei Mollica, di Africo Nuovo (comune della provincia di Reggio Calabria) con i quali sono stati infatti accertati e documentati alcuni incontri avvenuti a Taranto.

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